Flora
Rosa canina
Rosa canina
La parola rosa è antichissima: sembra derivare dal celtico "rhodd" che significa "rosso", da cui sarebbe derivato il greco "rhodon" e il latino "rosa". In molte lingue europee odierne la parola è estremamente simile, per esempio in inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo. Il termine canina si riferisce a una tradizione riportata da Plinio (Nat. XXV,17): fino a pochi anni prima, lui dice, era impossibile guarire dal morso di un cane rabbioso, ma accadde che, in Spagna, la madre di un soldato della guardia pretoriana facesse un sogno in cui lei mandava al figlio, da prendere in pozione, la radice di una rosa selvatica che il giorno prima aveva scorto in un cespuglio e l'aveva attratta. Il figlio, che era stato morso da un cane rabbioso, ricevette la radice e la lettera della madre che lo pregava di ubbidire a questo segno divino. E il figlio fu salvo, e in seguito anche tutti quelli che fecero ricorso a questo rimedio. Questo nome fa da "macchina del tempo" e attraverso di esso si può immaginare il terrore che istillava la malattia della rabbia e i tentativi di combatterla, forse anche fruttosi, chi lo sa, dei medici di secoli e secoli di storia umana: tutto questo solo dal nome di una pianta. I suoi frutti autunnali scarlatti sono ricchi di vitamina C, oltre che di molte altre sostanze utili come i carotenoidi e i flavonoidi. I principi attivi contenuti diventano disponibili anche con la semplice infusione in acqua calda, non bollente, ma per avere la certezza della quantità di vitamina C è necessario l'uso di estratti titolati, che hanno il vantaggio di contenere anche i carotenoidi e i flavonoidi con miglior efficacia antiossidante rispetto alla vitamina C pura. Se ne possono fare marmellate dal gusto particolare oppure una maschera di bellezza per il viso dall'effetto tonificante, schiarente e levigante, frullandole fresche: in entrambi i casi bisogna eliminare con gran cura i peli che ricoprono l'interno delle bacche perché sono fortemente irritanti. Non si tratta di una specie nel senso comunemente usato, ma di un complesso di forme, che derivano probabilmente da ibridazione spontanea, sia tra i vari individui appartenenti a questo gruppo, sia tra quelli di specie vicine. Molti caratteri sono variabili e si può distinguere un numero praticamente infinito di tipi. Si può quindi dire che il rango di specie ha un significato puramente formale, ma tutti questi tipi possono essere riuniti in un gruppo collettivo. Già Goethe nel 1823 si era accorto di questo e diceva "... Son quelle (specie) che a volte ho avuto la tentazione di chiamare frivole, prime fra tutte la rosa, il che certo non deve sminuire il pregio della sua bellezza; in particolare si adatta questo mio rimprovero a Rosa canina." E' la più comune delle nostre rose selvatiche, cresce in tutta Italia, dalla pianura alla montagna, nelle macchie, nei terreni preferibilmente calcarei, incolti, lungo le siepi, nei boschi radi. La condizione essenziale per il suo sviluppo rigoglioso è che sia in pieno sole. Si tratta di un arbusto (frutice) vigoroso, che può raggiungere anche 3 m di altezza. I rami sono lunghi e arcuati, dotati di robustissime spine rossastre. Le foglie sono imparipennate, alterne formate da 5 a 7 foglioline ovate con apice acuto e margine più o meno dentato e alla base hanno stipole lanceolate. I fiori sono riuniti in piccoli gruppi all'apice di brevi rametti portati dal ramo principale, hanno cinque petali con una forma simile a quella di un cuoricino e possono essere da bianchi a rosa acceso, con una discreta variabilità di sfumature. I frutti sono ovali, lisci, piuttosto grandi, di color rosso scarlatto: quando sono ancora acerbi presentano all'apice una corona di sepali, che pian piano si seccano e cadono. Da http://www.parcobotanico.it.
Link percorso: Monte Nero degli Zappini
Comune: Ragalna - Località: Piano Vetere
Coordinate. Inizio percorso: 37°41'35,15''-14°58'51,60''- Fine percorso: 37°42'17,45''-14°58'46,07''
Quota. Inizio percorso: 1738 m - Fine percorso: 1738 m

Visualizza Monte Nero degli Zappini in una mappa di dimensioni maggiori
I sapori di Sicilia Dipartimento botanica Cutgana Parco botanico del Chianti Fungaioli siciliani Masseria Fontanazza Fiori di sicilia Sebastiano D'Aquino
Copyright Camillo Bella per Etnanatura 2016