Flora
Sparganium erectum
Sparganium erectum
Il coltellaccio maggiore o biodo (nome scientifico Sparganium_erectum L., 1753) è una pianta acquatica perenne e rizomatosa della famiglia della Sparganiaceae. Il genere di questa pianta si compone di poche specie (20 30 al massimo) distribuite nelle acque di quasi tutto il mondo. Di queste mezza dozzina vivono spontaneamente in Italia. Anche per il genere di questa specie, come in altri casi, la sistemazione tassonomica è in via di definizione: dalla famiglia delle Sparganiaceae (secondo la classificazione del Sistema Cronquist) si sta ora passando alla famiglia delle Typhaceae (secondo le ultime ricerche filogenetiche del gruppo APG II System). Anche i livelli superiori sono cambiati (vedi la tabella a destra). Il nome generico (Sparganium) deriva dal greco sparganon (= fascia; sparganio in italiano antico), e indica una pianta con foglie a forma di nastro o fettuccia; mentre il nome specifico (erectum = eretto, dritto) indica ovviamente il tipo di portamento del fusto e delle foglie. Il nome italiano (Coltellaccio) deriva invece dalla caratteristica forma a coltello delle foglie. I tedeschi chiamano questa pianta: Aufrechter Ingelkolben ; i francesi la chiamano Rubanier dressé; mentre gli inglesi la chiamano Branched Bur-reed. È una pianta alta da 40 a 80 cm (1,5 metri al massimo). La forma biologica è idrofita radicante (I rad), ossia sono piante acquatiche perenni le cui gemme si trovano sommerse o natanti ed hanno un apparato radicale che le ancora al fondale. In questo tipo di piante si nota una evidente riduzione delle parti vessillifere (fiori vistosi con petali policromi). Questo potrebbe indicare una forma più evoluta rispetto ad altre specie appartenenti ad altre famiglie dello stesso ordine. Radici secondarie da rizoma. Fusto. Parte ipogea: la parte ipogea consiste in un grosso rizoma arcuato, stolonifero e strisciante poggiato sul fondale fangoso, da cui si erge la parte aerea del fusto. Il rizoma ha un colore bruno-chiaro. Parte epigea: la parte emersa del fusto è cilindrica e fasciata da lunghe foglie dalla caratteristica forma a coltello; è eretto, robusto e ramoso. Diametro del rizoma: 3 mm. Le foglie sono semplici (a lamina intera), lineari (nastriformi) e senza stipole; sono carenate nella parte basale (quasi trigone); hanno una consistenza abbastanza rigida (sono coriacee) oppure sono morbide a seconda della sottospecie; il portamento è eretto oppure liberamente fluttuante nell'acqua. Foglie basali: quelle radicali sono lunghe a volte più della stessa infiorescenza e sono disposte a ventaglio. Foglie cauline: lungo il fusto sono disposte in modo alternato (l'ordine di distribuzione è distico); sono inoltre più brevi, senza picciolo e guainanti il fusto. Dimensione delle foglie: larghezza da 10 a 16 mm; lunghezza anche 1 m. L'infiorescenza è composta da diverse pannocchie ramose zigzaganti, all'ascella di una brattea fogliacea, con almeno un capolino per ramo; questo è tipicamente globulare e verdastro (se femminile) oppure bruno-scuro (se maschile). In questa pianta infatti i fiori dei due sessi sono distinti: quelli maschili sono sopra; quelli femminili sono al di sotto; è quindi una pianta diclina. In particolare nei rami inferiori abbiamo solo capolini femminili (da 1 a 3); mentre in quelli superiori c'è un solo capolino femminile con molti maschili (da 6 a 9). Dimensione dei capolini: diametro di quelli femminili 12 - 20 mm; diametro di quelli maschili 4 - 12 mm. I fiori sono unisessuali, monoici, attinomorfi, bi-ciclici (a due verticilli) e trimeri (ogni verticillo è composto almeno da tre elementi). I fiori sono inodori e sessili. Fiore maschile: gli stami sono 3 o più; esiste inoltre una forma rudimentale di perigonio formato da un verticillo di 3 o 6 squamette scagliose o brattee. Fiore femminile: l'ovario è supero, uniloculare (formato da un carpello) e con un solo ovulo; l'ovario è sormontato da un semplice stilo; anche qui abbiamo un perigonio appena abbozzato di aspetto sepaloideo (da 3 a 6 tepali sepaloidi o brattee). Fioritura: da giugno ad agosto. Impollinazione: tramite anemogamia. Il frutto assomiglia quasi ad un riccio marino dove ogni aculeo è un singolo frutto; si tratta quindi di un agglomerato di drupeole acheniformi. Ogni singolo frutto è una drupa (o noce) monosperma dove l'esocarpo (l'epidermide superiore) è spugnoso, mentre l'endocarpo (l'epidermide inferiore) è legnoso. Questo frutto è adattato al galleggiamento. Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è fondamentalmente Eurosiberiano ma anche Eurasiatico o Circumboreale a seconda della sottospecie. Diffusione: in Italia questa specie è più o meno comune in tutte le zone umide adatte a questo tipo di pianta dalla fascia mediterranea verso l'interno (isole comprese). Fuori dall'Italia, in Europa è diffusa in tutte le zone, mentre nel resto del mondo, questa specie si trova in Africa del Nord (Marocco), in Asia occidentale, nel Caucaso e nella Siberia; in America del nord (probabilmente naturalizzata) e Australia (naturalizzata anche qui). Habitat: l'habitat tipico per tutte le sottospecie presenti in Italia sono i fossi, le acque stagnanti o a lento riflusso con una profondità media di circa 30 cm. Il substrato preferito in genere è calcareo ma anche calcareo-siliceo, con pH del suolo neutro e alti valori nutrizionali (è una pianta nitrofila). Diffusione altitudinale: la diffusione altitudinale va dal piano fino a 500 m s.l.m.. Fitosociologia: dal punto di vista fitosociologico le varie sottospecie appartengono alla comunità vegetale delle megaforbie acquatiche. In alcune zone si usano le radici cotte che hanno un sapore dolciastro. I frutti di questa pianta costituiscono un ottimo cibo per gli uccelli specialmente nella stagione autunnale avanzata. Da Wikipedia.
Link percorso: Fiumefreddo
Comune: Fiumefreddo di Sicilia - Località: Olivitello
Coordinate. Inizio percorso: 37°48'02,28-15°14'12,18- Fine percorso: 37°47'46,13-15°14'33,93
Quota. Inizio percorso: 0 m - Fine percorso: 0 m

Visualizza Fiumefreddo-Foce Alcantara in una mappa di dimensioni maggiori
I sapori di Sicilia Dipartimento botanica Cutgana Parco botanico del Chianti Fungaioli siciliani Masseria Fontanazza Fiori di sicilia Sebastiano D'Aquino
Copyright Camillo Bella per Etnanatura 2016