A trofa du camperi

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Nel bosco della Cerrita, prima di arrivare alle Case dei Parrini, trovate questo splendido faggio secolare che assomma alla bellezza, l’imponenza e il fascino (macabro) di una storia che rasenta la leggenda. A trofa du camperi deve il suo nome al fatto che nell’800 sembra sia stato ritrovato morto sotto le sue fronde il contadino che curava il bosco.

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San Giovanni Siracusa

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Sito Etnanatura: San Giovanni Siracusa.

La chiesa di San Giovanni alle catacombe di Siracusa conserva ancora, tracce di quel fascino che spingeva i viaggiatori del ‘700 e dell’800 a visitarla. Per lungo tempo in questa chiesa è stata riconosciuta un’antica cattedrale di Siracusa, sorta in Acradina, extra moenia, nella regione delle Catacombe, nel luogo ove, secondo la tradizione, fu sepolto il protovescovo di Siracusa, san Marciano, martirizzato sotto Gallieno e Valeriano (metà del III secolo); recenti studi hanno però intaccato questa ipotesi.

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Antiquarium Palikè

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Sito Etnanatura: Antiquarium Palikè.

L’area archeologica di Palikè, sede del santuario più importante della popolazione sicula, è regolarmente aperta al pubblico dal gennaio 2006. Il sito dispone di un Antiquarium con sala espositiva che presenta una selezione dei materiali rinvenuti, di una saletta didattica e di supporti audiovisivi. Presso l’area si svolgono attività didattiche che comprendono lezioni frontali e, attraverso progetti specifici, attività pratiche come survey, esercitazioni di scavo, schedatura e archeologia sperimentale. La creazione dell’area archeologica ha permesso anche di salvaguardare la flora e la fauna dell’area che sono di particolare interesse e che comprendono fra le piante orchidee selvatiche asfodeli, asparagi, zafaranastro giallo e fra gli animali upupe, volpi, etc.

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Monte Serra

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Sito Etnanatura: Monte Serra.

A completare la generale armonia del paesaggio pedemontano sono i numerosi conetti avventizi, piccoli edifici vulcanici espressione di un evento eruttivo. Il cono avventizio più lontano dal cratere centrale, prossimo al centro abitato di Viagrande, è quello del Monte Serra, oggi rivalutato nella sua bellezza ed attrezzato recentemente a parco. Il Monte Serra si presenta con la caratteristica forma a ferro di cavallo a causa del crollo della parte sommitale del cratere e di un fianco del cono vulcanico, causato dallo svuotamento del condotto di emissione dopo l’eruzione.Nel corso dei secoli, le acque piovane hanno dilavato i materiali accumulatisi dopo il collasso, rimodellando il fianco nord orientale del conetto che si raccorda oggi con la campagna circostante. La scalinata costituita da circa 350 gradini realizzati rigorosamente in pietra lavica, rappresenta la strada più diretta per raggiungere la vetta del Monte Serra. Gradino dopo gradino, il panorama visibile aumenta: l’Etna, i comuni limitrofi, il mare, il golfo di Augusta. Arrivati in cima lo scenario e’ completo, da Taormina, alla Calabria. 
Comune di Viagrande

Sito Etnanatura: Monte Serra.

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Ponte Failla

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Sito Etnanatura: Ponte Failla.

Il ponte Troina, posto sul sull’omonimo torrente, fu successivamente chiamato ponte Grande (forse per distinguerlo dal ponte di Sant’Angiledda, ubicato sul torrente Sant’Elia, andato distrutto circa venticinque anni or sono) o ponte di Failla. Lungo 54 piedi e largo 8, documentato già sul finire del Duecento per aver dato il nome alla località nella quale è posto, la contrada Pontis.

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Eremo santa Maria della Provvidenza

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Sito Etnanatura: Eremo santa Maria della Provvidenza.

Nella parte meridionale e più esterna di Noto Antica si trova l’eremo e la chiesa di Santa Maria della Provvidenza costruito nel 1723 sulle rovine di un precedente eremo distrutto dal terremoto. L’eremo venne occupato dalle Suore Carmelitane che lo gestirono sino al 1800 quando la struttura venne abbandonata. Oggi il complesso resta in stato di degrado, ma all’interno si conservano sia il convento che la chiesa. Nella chiesa, danneggiata dal tempo e da atti di vandalismo sono visibili degli eleganti stucchi e dipinti sulle volte. La facciata della chiesa è in stile barocco. 

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Piazza Duomo Mandanici

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Sito Etnanatura: Piazza Duomo Mandanici.

Il Duomo di Santa Domenica Patrona di Mandanici è ubicato nella parte bassa del paese. E’ un edificio di antica origine: è probabile che risalga al XII sec., periodo della conquista normanna, tuttavia il documento più antico che ne attesta l’esistenza risale al XIV secolo. La chiesa è a pianta basilicale con transetto, che non fuoriesce perimetralmente rispetto al corpo delle navate e con abside quadrangolare. 

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Piano Chiusa

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Sito Etnanatura: Piano Chiusa.

A metà strada fra Naxos e Messina, sulla fa scia ionica della cuspide peloritana, delimitato dal torrenti Fiumedintsi ed Allume, è presente un rilievo montuoso che si distingue per fa particolare conformazione. Esso è definibile quale un’alta e ripida base in scisto cristallino su cui attualmente poggia un Iastrone di calcare cristallino della lunghezza nord ovest/sud est di circa un chilometro, largo dei venti ai cinquecento metri e spesso dei quindici ai quaranta metri. Soggetto al campo di forze generato dal corrugamento calabropeloritano, il lastrone si e fratturato formando una vasta piana che si impenna, nella porzione nordovest, dando luogo ad un alto sperone roccioso particolarmente fratturato e carsificato.

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San Michele Arcangelo Allume

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Sito Etnanatura: San Michele Arcangelo Allume.

In stile bizantino, edificata verso il secolo XII. Si trova nella frazione Allume, in posizione estremamente panoramica. È a navata unica con volta a botte; pregevole risulta l’abside e la facciata. Dipende dall’Arcipretura “Santa Maria del Rosario” ed è stata restaurata nel 2002.

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San Sebastiano Pagliara

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Sito Etnanatura: San Sebastiano Pagliara.

Al ‘500 appartiene la costruzione della grande Chiesa – Monastero di S. Maria di Polimenon, con ampie navate, profonde cripte e decorazioni a stucco all’interno, posta sulla riva destra del Torrente Pagliara. Gli attuali interventi di ristrutturazione, danno lo spunto per fornire preziose notizie inedite sulla Chiesa di S. Maria Polimena. Il Tempio, non era unico del comprensorio Jonico dedicato a tale culto. In quel di Itala, infatti, esisteva intorno al 1700 un’altra Chiesa dedicata a S. Maria di Polimena. Dopo aver effettuato delle ricerche in maniera approfondita, si rivolge l’attenzione all’antica Chiesa Pagliarese. Le notizie storiche, sono quelle fornite dal Cav. Angelo Cascio, studioso Roccalumerese di consolidata fama.

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