Torre Saracena Locadi

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Sito Etnanatura: Torre Saracena Locadi.

Locadi è piccolo abitato arroccato su di un poggio, unico paese a insediare la sponda meridionale della fiumara del torrente Pagliara. Fra i documenti che accennano a Locadi, è doveroso ricordare l’atto di capitolazione dell’abitato di Savoca innanzi all’esercito francese risalente al 16761). Nel paragrafo 3, lo scritto ricorda Locadi in qualità di “casale” dipendente da Savoca; il successivo paragrafo 24 precisa che il casale di Locadi e i relativi abitanti erano soggetti alla giurisdizione del capitano e degli ufficiali di Savoca, i quali avevano il compito di tenere, a guardia e protezione del casale, un caporale e compagni, la cui presenza è dunque indizio dell’esistenza di una struttura fortificata che fornisse loro alloggio. Vito Amico2) menziona Locadi facente sempre parte dei municipi di Savoca e avente una chiesa parrocchiale dedicata a S. Caterina, sebbene gli abitanti avessero come patrono S. Sebastiano Martire.

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Torre del Baglio

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Sito Etnanatura: Torre del Baglio.

La torre del Baglio o “Torre dei Bagghi” è situata nel quartiere Sparagonà, ed è in condizioni di degrado. Ha forma quadrata ed è a due elevazioni fuori terra separate tra loro mediante una volta cieca. Prende il nome dal fatto che si trovava nel bel mezzo di un antico quartiere di case, “u bagghiu”, tra loro accomunate da un grande cortile. Non si conosce con precisione l’epoca della sua edificazione. Probabilmente, venne edificata nei primissimi anni del XVI secolo dalla nobile famiglia savocese dei Bucalo, che, nel 1503, aveva ricevuto, in concessione perpetua dall’Archimandrita di Savoca, le terre circostanti detta torre.

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Torre Saracena Roccalumera

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Sito Etnanatura: Torre Saracena Roccalumera.
 
Antica torre di guardia, comunemente detta “Torre Saracena”. La costruzione risale probabilmente all’inizio del ‘400 e non è improbabile che l’aggettivo “saracena” stia per significare “torre antica”. Le funzioni della torre, costruita nei pressi della spiaggia, erano di avvistamento, di prima difesa e all’occorrenza offriva rifugio ai contadini qualora ci fossero incursioni dei pirati.
 

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Torre dei Saraceni Santa Teresa Riva

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Sito Etnanatura: Torre dei Saraceni santa Teresa.

La Torre dei Saraceni sorge nel quartiere di Bucalo accanto al Santuario dedicato al culto della Madonna del Monte Carmelo. Edificata secondo alcuni studiosi intorno all’anno 1000, per difesa contro le incursioni dei saraceni, si presenta con una forma cilindrica a tre piani fuori terra oltre un piano interrato ed annessa ad una palazzina a due piani fuori terra risalente allo stesso periodo. Alcuni studi recenti dell’Architetto Salvatore Coglitore, dimostrano come la torre e la palazzina, originariamente possedevano un ulteriore piano interrato, divenuto inaccessibile a causa del fango e dei detriti trasportati dal torrente Savoca, durante le alluvioni del 1934 e del 1958.

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Torre Catalmo

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Sito Etnanatura: Torre Catalmo.

Non molto distante dalla contrada Bolina si erge la fiorente contrada Catalmo, sulla sponda sinistra del torrente Agrò. Ambedue le contrade posano sulle scomparse rovine della città di Phoenix. Nella contrada Catalmo si innalza l’omonima torre, di forma quadrata e di altezza considerevole.

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Torre degli Inglesi

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Sito Etnanatura: Torre degli Inglesi.

A Capo Peloro, la punta estrema del paese marinaro di Torre Faro, sorge imponente una Torre, rinserrata in una cinta muraria bastionata. Si pensa che questa appartenga ad un’epoca molto antica (già Strabone, nella sua Geografia, accenna ad una Torre identificabile con la Torre “del Faro”, poi Torre “degli Inglesi”, messinese) e nei secoli ripresa dai popoli succedutisi nell’area in questione. In particolare, nell’area di Capo Peloro, si fa ricordare la presenza, intorno al XIX secolo, degli Inglesi, ed è per tale ragione che la Torre si identificò poi come Torre “degli Inglesi”. Infatti la marina inglese, dopo essersi stanziata nella zona di Torre Faro, data la sua posizione geografica strategica, presidiò l’area con una serie di opere (batterie sulla spiaggia, opere di bonifica e canalizzazione dell’area centrale fra i due laghi), fra cui la Torre.

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Castello di Maniace

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Sito Etnanatura: Castello di Maniace.

Il castello Maniace è uno dei più importanti monumenti del periodo svevo a Siracusa e uno tra i più noti castelli federiciani. Nel sito in cui sorge il castello dovettero quasi certamente esistere delle fortificazioni sin dai tempi dei Greci in quanto è strategicamente importante per la difesa del Porto Grande. È pertanto credibile la tesi che nel 1038 il comandante bizantino Giorgio Maniace, da cui il castello prende nome, abbia promosso la restaurazione o la costruzione di opere a difesa del porto di Ortigia nel corso della sua campagna militare. Qualche anno dopo gli arabi si impadronirono nuovamente di Siracusa e del maniero che tennero fino al 1087 quando furono sconfitti e cacciati dai Normanni.

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Castello Eurialo

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Sito Etnanatura: Castello Eurialo.

Il castello Eurialo rappresenta il culmine della fortificazione della città di Siracusa il cui nome pare alluda a quello greco di Euryelo (testa di chiodo). Voluto da Dionisio I, tiranno di Siracusa, sorge sul punto più alto (120 m s.l.m.) della terrazza del quartiere Epipoli a circa 7 km da Siracusa, in direzione della frazione di Belvedere. Questa imponente opera militare fu costruita tra il 402 e il 397 a.C. con lo scopo di proteggere la città da eventuali operazioni militari di assedio o attacco.

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Castello di Brucoli

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Sito Etnanatura: Castello di Brucoli.

Il castello di Brucoli fu voluto da re Giovanni II di Aragona e donato alla regina Giovanna d’Aragona. Quest’ultima, nel 1468, concesse la costruzione a Giovanni Cabastida, un ciambellano proveniente da Barcellona, che lo ebbe in concessione per tre generazioni. Il motivo per cui venne costruito una simile opera fortificata, era principalmente quello di premunirsi contro una crescita esponenziale dei turchi. Nel secolo successivo all’edificazione del castello, alle incursioni dei Turchi si vennero ad aggiungere quelle barbaresche provenienti dalle coste settentrionali dell’Africa, cui tra l’altro è legata la leggenda del Santo Patrono. La fortezza sorse all’imboccatura del porto-canale non solo per scopi difensivi, ma anche per controllare i commerci marittimi e custodirne le riserve di grano che vi confluivano. Quindi per la protezione di quei traffici e del piccolo villaggio che sorgeva ai suoi piedi, il castello assumeva un ruolo di fondamentale protezione.
Wikipedia

Foto di Salvo Patti

Sito Etnanatura: Castello di Brucoli.

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Leontinoi

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Parco Archeologico

Parco Archeologico

Preistoria

Il periodo antecedente la colonizzazione greca di Leontinoi è oscuro. Delle civiltà preelleniche rimangono i ritrovamenti nelle zone archeologiche, in particolare grotte murate e capanne del tipo italico. Popolazioni di varia origine avevano occupato le colline. Tra queste i Sicani. Essi passarono dall’Italia in Sicilia. Giunti sull’isola cacciarono i Sicani verso occidente. I Siculi si stanziarono sul colle di Metapiccola, dando origine ad un insediamento che gli studiosi hanno identificato con la mitica Xouthia. La loro economia si basava sull’agricoltura, ma anche sulla pesca e sul commercio, esercitato attraverso lo scalo di Castelluccio. Contemporaneamente, sui colli circostanti continuavano a vivere popoli indigeni, che sembrano aver mantenuto con i Siculi rapporti amichevoli e che continuarono ad occupare la stessa zona anche quando dei Siculi si persero le tracce. Sono queste le genti che i calcidesi trovano sul colle di San Mauro nel 729 a.C. o, come è più probabile, nel 751-750 a.C. (1)

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