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Monte Nero degli Zappini


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Monte Nero degli Zappini
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Monte Nero degli Zappini

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Comune: Paternò - Altre info
Località: Piano Vetere
Coordinate inizio percorso: Longitudine 14°58'28'' - Latitudine 37°41'59'' -
Coordinate fine percorso: Longitudine 14°58'28''' - Latitudine 37°41'59'' -
Quota inizio percorso: 1738 m.s.m.
Quota fine percorso: 1738 m.s.m.
Tempo percorso (A/R): 1h35'
Distanza (A/R): 6,6km
Grado difficoltà: 3/10
Indicazioni percorso: Da Nicolosi segui queste indicazioni. Superati due passaggi che immettono nel percorso, imboccate il primo sentiero sulla destra e seguite le indicazioni del Parco dell'Etna che troverete lungo il sentiero. Lungo il percorso incontrerete: un conetto vulcanico, la grotta di Santa Barbara col rifugio, la Pietra Cannone, il rifugio di Monte Denza e il Parco Botanico Nuova Gussonea (che purtroppo non sempre è visitabile). Dentro il parco la piccola Grotta Gussonea.
Descrizione: Grotta Santa Barbara (da Mugibeddu.it). Trattasi di una galleria di scorrimento cui si accede da una apertura situata nella volta, coeva alla formazione della cavità. L'ingresso si presenta come un pozzo a pareti strapiombanti liscie e compatte; per scendervi è necessaria una scaletta di dieci metri. In assenza di neve dal fondo del pozzo si possono percorrere alcuni metri di galleria sia dal lato a monte che dal lato a valle.
Giardino Nuova Gussonea (da Trentesimo Nuova Gussonea). Il giardino Nuova Gussonea dell'Etna ubicato sul più alto vulcano d'Europa, viene istituito nel 1979, tramite una convenzione tra la Direzione Generale delle Foreste della Regione siciliana e l'Università di Catania. L'area prescelta si estende per oltre 10 ha sulle pendici meridionali del vulcano, ad un'altitudine compresa fra 1700 e 1750 m. Essa ricade nel demanio regionale 'Giovanni Saletti' ed è situata in una zona ove la vegetazione forestale, rappresentata da formazioni a Pino laricio, è compenetrata dalla vegetazione del piano di alta montagna (Astragaletum siculi).La denominazione 'Nuova Gussonea' è stata scelta sia per ricordare il noto studioso della flora sicula, Giovanni Gussone, sia per dare continuità ad una iniziativa similare che risale agli inizi del secolo dovuta a Fridiano Cavara, che fondò (1903) sul versante meridionale dell'Etna il giardino botanico 'Gussonea', la cui attività ebbe breve durata. Vi si accede tramite una pista carrozzabile che conduce al Rifugio Valerio Giacomini, base logistica per il personale; da esso si diparte una serie di sentieri pedonali, che lo collegano ai vari settori. Il giardino botanico etneo, pur essendo assimilabile ad altre istituzioni similari (giardini alpini e di montagna, orti botanici) si differenzia sostanzialmente da esse non solo in quanto ubicato su una montagna vulcanica, in piena regione mediterranea, ma anche per la struttura e funzione che ad esso si è inteso dare.Il giardino, destinato ad ospitare solo specie e comunità vegetali etnee, è suddiviso in settori, che comprendono:
. aree destinate alla costituzione di cenosi boschive, caratterizzate rispettivamente da faggio, betulla dell'Etna, cerro, pino laricio, roverella, leccio;
. aree destinate ai principali aspetti di degradazione di tali cenosi;
. aree sperimentali con finalità applicative;
. una superficie lavica per lo studio dei processi della colonizzazione vegetale, anche a fini applicativi;
. una cavità nella roccia lavica per lo studio degli adattamenti dei vegetali alla diminuzione dell'intensità luminosa;
. un vivaio per la semina, la coltivazione e l'acclimatazione delle piante da porre a dimora in pieno campo;
. un'area comprendente circa 200 aiuole, realizzate principalmente per fini didattico -divulgativi; in essa vengono riunite, distinte per piani altitudinali, le specie più significative dell'area etnea;
. una stazione meteorologica per il rilevamento dei dati climatici. Si dispone altresì di un erbario delle specie etnee spontanee ed introdotte rappresentate nell'area del giardino e di una spermoteca contenente semi, raccolti annualmente, il cui elenco viene riportato nell' 'Index seminum', diffuso periodicamente. Basato essenzialmente su principi sinecologici, il giardino Nuova Gussonea ha tra i molteplici obiettivi:
. la salvaguardia di entità della flora etnea e di unità vegetazionali minacciate di estinzione;
. la coltivazione, la moltiplicazione delle entità locali e la reintroduzione di specie autoctone localmente scomparse;
. la tutela e la conservazione delle risorse genetiche vegetali;
. la salvaguardia delle fitocenosi e la conservazione delle loro diversità, a garanzia del mantenimento degli equilibri naturali;
. la divulgazione delle conoscenze sulle peculiarità della flora e della vegetazione nel particolare ambiente etneo. Il giardino, per la struttura e la funzione che ad esso si è voluto dare, ha un ruolo significativo nel campo dell'educazione ambientale. Esso, consentendo la conoscenza diretta di specie e comunità vegetali fra le più significative dell'ambiente etneo, nel suo diversificarsi in funzione delle variazioni del clima e del substrato lavico, assume il ruolo di centro di promozione ed educazione ecologica permanente. Le conoscenze a cui ogni visitatore potrà pervenire gli saranno di valido ausilio per meglio comprendere il mondo vegetale e il suo ruolo nel vasto ambiente etneo.


Immagini Monte Nero degli Zappini


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Consigli e attrezzatura: Percorrere il sentiero in silenzio, per evitare di disturbare la fauna. E' indispensabile l'uso di un binocolo e di teleobiettivi per una migliore osservazione delle varie specie. Non uscire dal sentiero segnalato. Il sentiero attraversa un'area protetta. Non buttare carta ed oggetti, non estirpare o danneggiare piante,non raccogliere fiori, non accendere fuochi. Fate in modo che chi visiterà il sentiero dopo di voi non si accorga del vostro passaggio. Le attività escursionistiche sono possibili ma richiedono sempre una buona conoscenza del territorio ed una scrupolosa valutazione delle condizioni meteo previste per le successive 24 ore. Controllare in anticipo l'equipaggiamento ed il vestiario più idonei al tipo di uscita, programmare e pianificare l'itinerario prevedendo soste presso ricoveri e/o rifugi specie in caso di peggioramento delle condizioni metereologiche. Entrate nelle grotte solo in presenza di esperti e con attrezzature adeguate. Per consigli specifici riguardanti le piste ciclabili si consiglia il sito La montagna in bicicletta. IL responsabile del sito non si assume alcuna responsabilità su eventuali incidenti che dovessero occorrere visitando i percorsi consigliati. Come regola primaria si raccomanda sempre la massima prudenza!