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Monte Zoccolaro


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Monte Zoccolaro

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Comune: Zafferana - Altre info
Località: Val Calanna
Coordinate inizio percorso: Longitudine 15°03'58'' - Latitudine 37°42'40'' -
Coordinate fine percorso: Longitudine 15°,03'23'' - Latitudine 37°42'52'' -
Quota inizio percorso: 1463 m.s.m.
Quota fine percorso: 1737 m.s.m.
Tempo percorso (A/R): 1,30h'
Distanza (A/R): 2,25km
Grado difficoltà: 4/10
Indicazioni percorso: Imboccate la provinciale da Zafferana al Rifugio Sapienza, svoltate a destra via Monte Pomiciaro e percorretela fino alla piazzola Belvedere. Percorrere tutto il sentiero in ripida salita. Alla fine del percorso troverete una piazzola con una croce. Sotto di voi la valle del Bove.
Descrizione: (da Wikipedia) Il Monte Zoccolaro è un rilievo di origine vulcanica posto sul versante orientale dell'Etna, all'interno dell'omonimo Parco, nel comune di Zafferana Etnea, in provincia di Catania. Esso raggiunge un'altitudine massima di 1739 m s.l.m. e forma, insieme ad altri rilievi, definiti complessivamente con il nome di Schiena dell'Asino, il tratto terminale della parete sudorientale della Valle del Bove. La sua origine sarebbe coeva alla formazione della Valle del Bove, a seguito del collasso dei centri eruttivi del Trifoglietto I e del Trifoglietto II, predecessori dell'Etna, avvenuto presumibilmente circa 64.000 anni fa.[1] Il monte Zoccolaro e le adiacenti serre, che dell'antico complesso eruttivo dovevano rappresentare le pareti, rimasero in piedi, chiudendo a sud-est la depressione della neoformata valle. Un percorso naturalistico di circa due chilometri, praticabile esclusivamente a piedi, consente di praticare un'escursione altimetrica di circa 330 metri, da quota 1472 m s.l.m. a quota 1739 m s.l.m. Per raggiungere il luogo di partenza è necessario percorrere la strada provinciale Zafferana - Rifugio Sapienza, e deviare al km 6 in direzione di monte Pomiciaro. Lasciata l'automobile in un largo piazzale con vista sulla Val Calanna, dopo un breve tratto di strada sterrata, si seguono le indicazioni del Parco dell'Etna. Il sentiero è piuttosto ripido e non bisogna mai allontanarsi dal percorso perché a breve distanza si trova uno scosceso dirupo. Lungo il sentiero è possibile osservare diverse forme di vegetazione, dai pioppi ai faggi, alle ginestre, e giunti al primo punto panoramico si può ammirare la Val Calanna interamente coperta dalle lave dell'eruzione del 1991-'93. Percorrendo l'ultimo tratto del sentiero si arriva alla meta, segnalata da una croce; da questo punto si gode di un panorama a trecentosessanta gradi, dall'Etna e la Valle del Bove a nord, alla baia di Giardini Naxos, Taormina e la Calabria a est, alla costa jonica a sud. Guardando a nord, verso il vulcano, si possono individuare le fratture eruttive da cui originò la colata lavica che, dopo avere colmato Valle del Bove e Val Calanna, giunse a poche centinaia di metri dall'abitato di Zafferana Etnea (1992). Un po' più a est, invece, è possibile osservare la frattura dell'eruzione iniziata il 10 maggio del 2008 e finita l'8 luglio 2009. La vetta del Monte Zoccolaro diventa meta privilegiata durante le eruzioni sul versante sud dell'Etna, consentendo agli escursionisti che vi si avventurano di notte di assistere ad uno degli spettacoli più suggestivi della natura.


Immagini Monte Zoccolaro


Sezione foto



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Consigli e attrezzatura: Percorrere il sentiero in silenzio, per evitare di disturbare la fauna. E' indispensabile l'uso di un binocolo e di teleobiettivi per una migliore osservazione delle varie specie. Non uscire dal sentiero segnalato. Il sentiero attraversa un'area protetta. Non buttare carta ed oggetti, non estirpare o danneggiare piante,non raccogliere fiori, non accendere fuochi. Fate in modo che chi visiterà il sentiero dopo di voi non si accorga del vostro passaggio. Le attività escursionistiche sono possibili ma richiedono sempre una buona conoscenza del territorio ed una scrupolosa valutazione delle condizioni meteo previste per le successive 24 ore. Controllare in anticipo l'equipaggiamento ed il vestiario più idonei al tipo di uscita, programmare e pianificare l'itinerario prevedendo soste presso ricoveri e/o rifugi specie in caso di peggioramento delle condizioni metereologiche. Entrate nelle grotte solo in presenza di esperti e con attrezzature adeguate. Per consigli specifici riguardanti le piste ciclabili si consiglia il sito La montagna in bicicletta. IL responsabile del sito non si assume alcuna responsabilità su eventuali incidenti che dovessero occorrere visitando i percorsi consigliati. Come regola primaria si raccomanda sempre la massima prudenza!