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Timpa Acireale Acque Grandi


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Timpa Acireale Acque Grandi

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Comune: Acireale - Altre info
Località: Santa Caterina
Coordinate inizio percorso: Longitudine 15°,170671 - Latitudine 37°,600003 -
Quota inizio percorso: 170 m.s.m.
Quota fine percorso: 0 m.s.m.
Tempo percorso (A/R): 1h30'
Distanza (A/R):
Grado difficoltà: 3/10
Indicazioni percorso: Dalla Strada nazionale per Catania, di Fronte la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, si prosegue verso sud dove si incontra la chiesetta di nostra Signora dell'Aiuto e si imbocca un sentiero che la fiancheggia.
Descrizione: (da Wikipedia) La riserva naturale orientata La Timpa è una riserva regionale della Sicilia, che ricade nel territorio del comune di Acireale (CT). I confini della riserva all'interno del comune di Acireale. La Timpa è un promontorio di circa 80 m di altezza a ridosso della costa di Acireale. È compreso nel comune di Acireale, lungo la costa che da Catania porta a Riposto. È caratterizzato da rocce di origine vulcanica gradinate e da diverse faglie dove cresce una fitta vegetazione. L'estensione totale è di 225,34 ha, distinte in Riserva (Zona A) di 140,20 ha e Preriserva (Zona B) di 85,14 ha . Il territorio è costituito da una striscia che corre parallela ed a ridosso della costa di circa 6 km, che va da Acque Grandi (nella frazione di Capomulini) sino ai piedi della frazione di Santa Maria degli Ammalati. Si tratta di un massiccio formato a gradinate e faglie, originato sin dal cratere centrale sembra emergere con le sue lave dal mare. È formato da una sovrapposizione di strati avvenute nelle varie epoche. Grazie alla particolare conformazione, che rende impervio l'accesso e la fruizione, il territorio della riserva si presenta conservato ed in larga parta assolutamente incontaminato, pur se inserita in un contesto particolarmente antropizzato, come la costa orientale a nord di Catania. Ai piedi del tratto centrale della riserva si trova il borgo marinaro di Santa Maria La Scala, che si può raggiungere anche con una scalinata che partendo da Acireale attraversa a zig-zag la parte centrale della Timpa (chiamate le chiazzette). Per la particolarità il promontorio fu nei secoli utilizzato come piazzaforte militare, soprattutto per scopi di difesa dalle incursioni piratesche. Flora. La flora della riserva è costituita da alcune tipiche piante pioniere mediterranee. Fra gli arbusti si può osservare l'euforbia arborea caratterizzata da arbusti di color rossiccio e dalla fioritura di mazzolini di colore giallo-verde. Fauna. La fauna è costituita da alcuni piccoli rapaci. Inoltre vi nidifica l'occhiocotto tipico uccello mediterraneo caratterizzato da un cappuccio nero e dal piumaggio, grigio biancastro. La Fortezza del Tocco è un forte realizzato alla fine del XVI secolo per la difesa di Acireale dalle scorrerie barbaresche. Notizie storiche. La Fortezza nel XVII secolo in un dipinto di Giacinto Platania. Dopo la battaglia di Lepanto si intensificarono le scorrerie turche sulle coste italiane. Acireale venne interessata nel 1582 dal tentativo di sbarco del pirata Luccialì con al seguito sette galee turche nei pressi di Santa Tecla. Il tentativo di sbarco, che venne contrastato e respinto dalla mobilitazione della popolazione, spinse comunque la città a dotarsi di un sistema di difesa dalle scorrerie. Così alla fine del XVI secolo vennero intraprese alcune importanti opere di fortificazione da parte degli spagnoli nel litorale di Acireale, fra cui la Torre Alessandrano e la quadrangolare Torre di Sant'Anna nel borgo di Capo Mulini (1585), la Garitta di S. Tecla e la Fortezza del Tocco (Fortezza seu Bastione) sulla Timpa di Santa Maria La Scala (1592-1616). Le opere si andavano ad innestare in quello che fu il sistema di fortificazioni federiciane, d'epoca sveva. La Fortezza del Tocco venne progettata dall'ingegnere Camillo Camilliani, nella Timpa di Acireale e realizzata dall'ingegnere acese Vincenzo Geremia - detto porcellana. A Geremia si deve, nel 1624, l'aggiunta di un cannoncino portatile. La Fortezza. Nel 1626 vennero eseguiti altri lavori di ampliamento, da alcuni condannati per lavori forzati. Il forte, da cui si gode un ampio panorama sulla costa era a pianta irregolare ed ospitava un grande cannone che, sparando un colpo ad ogni avvistamento di navi pirata, avvertiva la popolazione del pericolo. Nel 1675 la torre venne utilizzata come piazzaforte militare per il cannoneggiamento della flotta francese, che stava cercando di aggirare il blocco composto dalla città e dall'esercito spagnolo durante la guerra franco-spagnola. Nel XIX secolo finite le esigenze difensive il forte fu dismesso ed abbandonato. Il cannoncino portatile sarà tolto nel 1834 e spostato alla Pinacoteca Zelantea, dove è oggi visitabile.


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Consigli e attrezzatura: Percorrere il sentiero in silenzio, per evitare di disturbare la fauna. E' indispensabile l'uso di un binocolo e di teleobiettivi per una migliore osservazione delle varie specie. Non uscire dal sentiero segnalato. Il sentiero attraversa un'area protetta. Non buttare carta ed oggetti, non estirpare o danneggiare piante,non raccogliere fiori, non accendere fuochi. Fate in modo che chi visiterà il sentiero dopo di voi non si accorga del vostro passaggio. Le attività escursionistiche sono possibili ma richiedono sempre una buona conoscenza del territorio ed una scrupolosa valutazione delle condizioni meteo previste per le successive 24 ore. Controllare in anticipo l'equipaggiamento ed il vestiario più idonei al tipo di uscita, programmare e pianificare l'itinerario prevedendo soste presso ricoveri e/o rifugi specie in caso di peggioramento delle condizioni metereologiche. Entrate nelle grotte solo in presenza di esperti e con attrezzature adeguate. Per consigli specifici riguardanti le piste ciclabili si consiglia il sito La montagna in bicicletta. IL responsabile del sito non si assume alcuna responsabilità su eventuali incidenti che dovessero occorrere visitando i percorsi consigliati. Come regola primaria si raccomanda sempre la massima prudenza!