Etnanatura
Avvertenze!
Tipologie luogo:
  • Grotte
  • Chiese
  • Mascalucia
Comune: Mascalucia - Altre info
Località: Mompilieri
Coordinate: 15°01'14,82'' - 37°35'59,43''
Quota: 616 m.s.m.
Sentiero associato: Grotta Mompilieri
Grotta_Mompilieri
Grotta_Mompilieri
Descrizione: (da Provincia di Catania). Il santuario della Madonna della Sciara, luogo di culto di antichissime origini, sepolto interamente dall’eruzione del 1669. Da una bolla pontificia del 1382, nella quale si parla della successione del sacerdote Francesco Mostacioso, parroco di Mompilieri, è possibile dedurre che l’antica chiesa dell’Annunziata sia stata edificata per la prima volta tra il X e l’XI secolo. Sulla base dei documenti storici sappiamo che nell'attuale sito del Santuario esisteva, probabilmente sin da epoche più antiche, un monte con un omonimo e popoloso centro, i cui abitanti erano occupati essenzialmente nell'allevamento di ovini e caprini, nella coltivazione della vite e nell'attività nei vicini e folti boschi, da cui si estraevano principalmente legna, castagne e carbone. Ma al di là di queste notizie sul paese e sulle attività del santuario non abbiamo alcuna notizia a causa della limitatezza delle fonti storiche. Solo a partire dal XVI secolo , i documenti nei quali si parla del Santuario divengono più copiosi, sebbene si tratti di testimonianze collegate alle attività vulcaniche dell’Etna, veri e propri resoconti delle terribili eruzioni che nel 1536 e nel 1537 bruciarono alcune case e poderi di Mompileri e del vicino centro di Nicolosi. Da documenti risalenti al 1645 sappiamo che il borgo di Mompileri, che contava 628 abitanti e che era già rinomato per il suo Santuario, insieme ad altri casali del catanese, fu ceduto in quello stesso anno dalla Regia Corte, per 35.000 ducati, al duca palermitano Giovanni Andrea Massa. Ma l’11 marzo del 1669, dopo essere stato più volte minacciato e in parte danneggiato (1537), il Santuario, dalla forma basilicale e a tre navate, celebre per tre sue statue molto venerate dedicate alla SS. Vergine delle Grazie, a Maria SS. Annunziata e all'Arcangelo Gabriele, fu completamente sepolto dalla lava. L’Etna cancellò, così, un’importante punto di riferimento per i fedeli e per i pellegrini dei vicini centri di Malpasso, Nicolosi, Pedara, Santa Lucia, Guardia di Malpasso, Botteghelle, Carusoti, Santi Croci, Fallachi, Torre di Grifo e della stessa città di Catania. Stessa sorte toccò anche alle altre chiese della borgata: la Chiesa di San Michele Arcangelo (la cui statua fu trasportata nella vicina Massannunziata, dove San Michele divenne il Protettore), la Chiesa della Misericordia (o del Soccorso), la Chiesa di San Marco e quella della Natività della Vergine. Dopo l’eruzione gli abitanti di Mompilieri, spinti dal pericolo imminente, decisero di trasferirsi più a Est, nell'odierno sito di Massannunziata, ma senza rinunciare al progetto di ricostruzione del Santuario nella stessa area dove sorgeva. Nel 1689, con il sostegno economico del Duca di Massa, cominciarono, fra molte difficoltà, gli scavi per il recupero di parte degli arredi e delle opere sepolte. Solo cinque anni più tardi, il 18 agosto del 1704, alla profondità di 40 palmi (circa 10 m), venne individuata una piccola cavità dove furono ritrovate la statua della Madonna delle Grazie, (detta in seguito a questa scoperta della Sciara), alcune ampolline, una campanella e varie monete del tempo. La statua venne ritrovata all’interno di una grotta in cui erano evidenti i resti dell'antica chiesa e specificatamente le cinquecentesche colonne di lava rimaste schiacciate dall'enorme peso della sovrastante colata. L’accesso al locale venne facilitato dalla costruzione di una scaletta e in tempi rapidi, si narra 50 giorni, venne edificata una chiesetta sulle rovine, in modo da consentire il culto della Vergine da parte dei devoti locali. Il “miracoloso rinvenimento” attirò sul luogo numerosi pellegrini e indusse i sacerdoti, con l’aiuto economico della famiglia Massa ed il sostegno dei contadini e degli artigiani locali, ad intraprendere la costruzione di una chiesa più grande. Il risultato della ricostruzione fu una Chiesa semplice, costruita, in linea con gli aspetti dell'ambiente circostante e come tutte le case rurali della zona, in pietra lavica. Prospetto lineare, tetto a due spioventi bassi, la semplicità della Chiesa fu mantenuta anche al suo interno, con altari, pochi quadri e qualche decorazione.