Etnanatura
Avvertenze!
Tipologie luogo:
  • Chiese
  • Valle Agro
  • Castelli e ruderi
  • Archeologia
  • Arabi e Normanni
  • Mongiuffi Melia
Comune: Mongiuffi Melia - Altre info
Località: Monte Castellaccio
Coordinate: 15°17'20'' - 37°53'36''
Quota: 459 m.s.m.
Sentiero associato: Monte Castellaccio
Monte_Castellaccio
Monte_Castellaccio
Descrizione: La Sicilia è forse l'unico posto al mondo dove la bellezza si coniuga con la storia, il mito, la leggenda e la fiaba e ciò non avviene solo nei luoghi più conosciuti e blasonati ma nelle più sperdute e ignorate periferie. Il paese di Gallodoro è tristemente noto in Italia per essere (o essere stato) il paese con il più alto debito pro capite per abitante. Ciò significa che i pochi cittadini del paese nascono con un pesante fardello di debiti. Ma questa è la triste (meschina) storia di oggi. Se salite sulla collina in alto, detta il Castellaccio, ritrovate come per incanto tutti gli attributi positivi che elencavamo all'inizio di queste note e magari riuscite a dimenticare le meschinità del presente. Ma a questo punto si impone una premessa: noi che non siamo storici non possiamo e non dobbiamo (per fortuna) discernere dal crivello della storia ciò che è mito o leggenda dai fatti e dagli eventi ed è per questo che ci piace presentarvi monte Castelaccio come un luogo da fiaba dove anticamente (non sappiamo quando e se) esistevano ricche miniere di oro alle quali attingevano i greci prima e poi i romani, i saraceni e tutti quelli che hanno fatto della Sicilia terra di conquista (e dico ciò con un'accezione non sempre negativa considerando che peggio dei siciliani nessuno ha mai amministrato le nostre terre). I cristiani poi decisero di edificare sulla cima sud del monte un monastero basiliano dedicato a S. Emilione i cui resti (ma forse i resti di altri edifici ricostruiti sul monastero) ritroviamo ancora oggi nel nostro percorso insieme ai resti di antiche (quando?) mura, ad un pozzo con copertura semisferica di sicura senescenza, alle tracce di un altro edificio, ad una vecchia dirupata ma non per questo meno affascinante casa padronale. Non ho detto finora del panorama che abbraccia il mare di Taormina per svolgere l'occhio fino alle terre calabre per un verso e l'entroterra arso e pittato dall'altro. Per notizie più scientifiche potete leggere il bell'articolo di Giuseppe Tropea su medioevosicilia.eu.