Etnanatura
Avvertenze!
Tipologie luogo:
  • Aree protette
  • Alcantara
  • Mojo Alcantara
Comune: Mojo Alcantara - Altre info
Località:
Coordinate: 15°3'10,17'' - 37°54'40,66''
Quota: 598 m.s.m.
Sentiero associato: Monte Mojo
Monte_Mojo
Monte_Mojo
Descrizione: (Da Comune di Moio). Particolare nel suo genere, il vulcano di Moio è il più eccentrico ed insieme il più settentrionale dei coni avventizi dell'Etna. L'edificio vulcanico è alto 703 metri sul livello del mare ed il suo diametro alla base è di circa 700 metri. E’ convinzione comune, anche perchè suffragata da notizie riportate in antichi testi scientifici, che fu proprio questo vulcanetto ad aver eruttato, forse mille anni prima della nascita di Cristo, la lingua di lava, lunga una trentina di chilometri, che giunta nel mare antistante Taormina ha formato la penisola di Capo Schisò sulla quale, nell'VIII secolo a.c., il calcidese Teocle fondò la cittadina di Naxos. L'eruzione del vulcanetto di Moio avrebbe anche originato le caratteristiche Gole dell'Alcantara, site a cavallo tra i territori di Motta Camastra e Castiglione di Sicilia. Lì, l'acqua del fiume è riuscita, nel corso dei millenni, a modellare le durissime rocce laviche scaturite dall'eruzione, fino a formare un paesaggio unico al mondo per la sua selvaggia bellezza. Ma più recentemente, sulla base di dettagliati studi morfologici, si è ritenuto che la colata che ha dato origine a Capo Schisò non si sarebbe originata da Monte Mojo, bensì da una delle tante fratture eruttive che interessano tutto il versante settentrionale dell'Etna; secondo questa recente interpretazione, peraltro, le colate originatesi dal vulcanetto di Mojo non avrebbero percorso che alcune centinaia di metri. A detta degli studiosi, è estremamente improbabile che il vulcanetto di Mojo possa in futuro dar vita a nuove eruzioni. (Da parcoalcantara.it). E' ubicato a nord dell'edificio vulcanico del Monte Etna, sulla sinistra orografica del Fiume Alcantara, nelle vicinanze dell'omonimo centro abitato. Morfologicamente si presenta, visto da Sud, nella sua perfetta forma tronco-conica. Il cono vulcanico Monte Mojo si è impiantato al di fuori dell'edificio vulcanico etneo, emergendo direttamente sul sedimentario (Argille variegate). I risultati delle prospezioni geosismiche, i dati ricavati dalle analisi mineralogiche e l'abbondanza dei prodotti incoerenti eiettati, permettono di collocare il Monte Mojo fra i crateri eccentrici dell'edificio vulcanico etneo. Per cratere eccentrico si intende un'apertura vulcanica secondaria che ha il condotto eruttivo non connesso con il condotto centrale del vulcano principale, ma che attinge direttamente nel sottostante bacino magmatico. Una curiosità sul Monte: un'antica leggenda narra di due fratelli gemelli, possessori di un campo seminativo nei pressi di Mojo. Ambedue coltivavano con solerzia il loro appezzamento anche se uno dei fratelli era cieco. Il vedente era un mariolo; ad ogni raccolto divideva il prodotto con il fratello, ma ne teneva per sé una quantità smisurata e lasciava al cieco le briciole dato che costui non si poteva rendere conto della truffa. Con il passar degli anni il truffatore aveva accumulato un immenso mucchio di grano. Ma il fatto giunse alle orecchie degli Dei che pensarono di punire il lestofante scagliando un fulmine che incenerì il fratello furbo e trasformò il mucchio di grano nel vulcanetto di Mojo.
Una visita merita, ai piedi del monte, la cuba bizantina di Malvagna. L'edificio è datato all'VIII-XI secolo ed ancora oggi la struttura principale è in buono stato di conservazione, salvo una costruzione rurale addossata a quella antica. La pianta è quella tipica della tricora bizantina con un vano centrale sormontato da una cupola e tre absidi semicircolari e semicupolati. L'edificio venne costruito in pietra lavica legata con malta ed impermeabilizzato con uno strato di cocciopesto. L'altare in questo tipo di costruzione religiosa trovava posto nell'abisde centrale mentre le absidi laterali potevano a buon conto essere utilizzate per l'esposizione del Sacramento e deposito per i sacri arredi (vedi Paolo Orsi). Due finestrelle permettevano l'illuminazione intera dell'edificio. La cuba di Malvagna è stata restaurata negli ultimi anni e sebbene ubicata in terreno privato è possibile visitarla grazie all'associazione culturale cuba bizantina di Malvagna (http://www.malvagnacubabiza.altervista.org/ - Cell. 339.8165020). Sul sito dell'associazione si trovano anche molte interessanti informazioni sulla Cuba. Essa, ad esempio, venne già citata dallo studioso siciliano Vito Amico ed era già presente nella storica guida turistica Baedeker utilizzata dai pionieri del turismo tedesco agli inizi del novecento.