Castello Torremuzza

Castello Torremuzza
Comune:
Bronte - Località: Valle di Bolo
Coordinate inizio percorso: 14°46'44'' - 37°49'39''
Coordinate fine percorso: 14°45'44'' - 37°49'15''
Quota inizio percorso: 735 m.s.m. - Quota fine percorso: 657 m.s.m.
Tempo percorso (andata e ritorno): 3h 20'
Distanza (andata e ritorno): 6.6 km
Grado difficoltà: 3/10
Foto di: Salvo Nicotra

Descrizione:
Nella valle di Bolo, in territorio di Bronte, su di un piccola rocca a strapiombo sull'ansa del fiume di Troina o Serravalle, al centro di un paesaggio particolarmente impervio ma suggestivo, sorge il Castello di Torremuzza, nell'ex feudo e casale di Cattaino. Il complesso fortificato sorge su di un sperone di roccia calcarea accessibile solo da meridione. Agli altri punti cardinali corrispondono pareti a strapiombo difficilmente praticabili. La particolare conformazione rocciosa costringe la fortezza a distendersi su più livelli: in basso trovano posto recenti strutture, composte da ambienti probabilmente residenziali, forse adibiti in epoca recente a celle per i detenuti. Al livello superiore si accede attraverso piccoli gradini ricavati dalla roccia, terminanti in un ingresso angusto un tempo ben protetto da una porta rinforzata, i cui cardini dovevano essere robusti, secondo quanto si può dedurre dai fori scavati nella pietra. L'intenzione è quella di isolare agevolmente il livello inferiore da quello superiore, che si presenta nell'aspetto di un'ampia terrazza non coperta, i cui bassi muri perimetrali sono caratterizzati da numerose feritoie quadrate o circolari. Trattasi di un ampio luogo di osservazione per il territorio circostante, una sorta di ampio terrazzo naturale recintato artificialmente, in grado di trasformarsi, all'occorrenza, in un ridotto fortificato isolato dal resto dello sperone roccioso. Inoltre, su questo terrazzo si distinguono a nord-ovest i resti di una torre, la quale si ritiene (tradizione locale) edificata in una imprecisata epoca della dominazione bizantina in Sicilia. La struttura poggia su di un affioramento di roccia ai margini occidentali della piccola rocca. Dai resti si può dedurre una pianta circolare; la tecnica edilizia si compone di pietre locali non squadrate, unite insieme da malta. Sulla sommità si distingue quel che rimane del piccolo camminamento di ronda, accessibile probabilmente per mezzo di una scaletta elicoidale in pietra, secondo quanto lasciano intendere alcuni fori presenti lungo la parete interna superstite. Nell'insieme l'intero corpo di fabbrica presenta una tecnica costruttiva e un impianto edilizio relativamente recente. Non si posseggono al momento dati storici certi che permettano una sicura datazione, solo ipotizzabile tra il XVII e il XVIII sec. d.C. E' comunque probabile che la torre sia preesistente, sebbene non vi sia prova alcuna per una datazione ad epoca bizantina. Scheda Compilata da: Dott. Andrea Orlando Si ritiene che la torre del Castello di Torremuzza risalga ad epoca bizantina (VI -VII secolo), con successivi ampliamenti avvenuti durante la dominazione normanna. Il castello fu successivamente ampliato dagli spagnoli ed infine, durante il periodo borbonico, adibita a prigione. Si deve a Benedetto Radice, storico brontese, la più completa ricostruzione storica relativa alla contrada. Il luogo sembrerebbe frequentato fin da epoca remota. Pare siano stati rinvenuti, in zona, deposizioni funerarie e sarcofagi databili intorno al III sec. a.C. La prima attestazione documentaria risale alla fine del XIII secolo. Nel 1296 Cattaino risultava feudo, i cui baroni erano gli eredi del giudice Giovanni de Manna. Il censimento dei feudi del 1408 ricordava barone don Nicolò Crisaffi. Durante i decenni successi il feudo passò in mano alla famiglia Sant'Angelo. Fu re Alfonso, nel 1453, a confermare il possesso di Cattaino a Blasco di Sant'Angelo. Durante i decenni successivi, il feudo passò da padre in figlio, finchè nel 1507 giunse in mano della famiglia Lancia. Il castello, la cui data di fondazione è sconosciuta, venne utilizzato come luogo di reclusione già nel 1501, quando vi fu internato tale Antonio Spitaleri, secondo sentenza del capitano di Randazzo. La contrada venne probabilmente abbandonata in relazione alla fondazione della città di Bronte. Il castello, tuttavia, continuò ad essere in uso in qualità di carcere forse fino ai moti rivoluzionari legati all'unità d'Italia. Da http://www.icastelli.it/castle-1234884985-castello_di_torremuzza-it.php Foto ed info di Salvo Nicotra

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Indicazioni percorso:
Il sentiero inizia dalla statale 120 subito dopo il bivio per Bronte sulla sinistra.

Come arrivare all'inizio del sentiero:
Indirizzo di partenza:

(es.: Via Nazionale, 87, 00184 Roma, Italia)

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(*) Distanza, misurata in km, in linea d'area dall'inizio del sentiero.
(**) Distanza, misurata in km, in linea d'area dalla fine del sentiero.
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