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Foto - Cava Scordia
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Descrizione:
La storia della Cava è inevitabilmente legata a quella della città di Scordia. Questa sorge appunto in prossimità dell'area geologico-naturalistica. I suoi edifici più antichi sorgono a ridosso o, addirittura, a strapiombo sul margine ovest di questa gola lunga e profonda, che a sud, oltre al ponte su cui corre la strada provinciale Scordia-Catania (u tri-pponti i Puddicinu), si apre nella ridente piana di Lentini e a nord, oltre il ponte attraversato dalla provinciale Scordia-Palagonia (u ponti da Scalazza), prosegue costeggiando il Cimitero nuovo, quindi la località Grotta del Drago, fino a giungere a Urgu tintu, in contrada Salto di Primavera. Il nome Cava nella zona degli Iblei è comune alle valli incise nella roccia calcarea dai corsi d’acqua a carattere torrentizio. Qui fin dai tempi più antichi l’uomo ha trovato le condizioni favorevoli ad un suo insediamento, e vi ha scavato, prima, caverne nella roccia, quindi, in epoca più vicina a noi, ne ha ricavato abbondante materiale da costruzione. Nella Cava di Scordia sono ancora visibili i resti delle antiche grotte e delle cave di tufo (pirreri), ormai abbandonate, dalle quali si estraevano i blocchi (piezzi) per la costruzione delle case. Qui, in corrispondenza della vegetazione (a sirba) annessa al Convento dei Frati Riformati, una sorgente d’acqua alimentava il torrente Cava (u çiumi), in un’ansa naturale che in periodo invernale, addolciva le forti correnti delle acque che scendevano da Urgu tintu. Inoltre il Principe Branciforte, fondatore del paese, vi aveva fatto pervenire, tramite un’ingegnosa condotta idrica che approvvigionava anche il suo palazzo, l’acqua proveniente dalla contrada Scannaiudio, che nella Cava in tempi ancora vicini a noi sboccava da due doccioni per l’uso domestico degli abitanti di Scordia. Il servizio idrico era completato da un abbeveratoio riservato agli animali.
Notizie tratte da Parcocava