Foto - Convento Cappuccini Francavilla
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Descrizione:
Al centro geografico della Valle d’Alcantara, incastonato come un diadema tra l’Etna e i Peloritani, sorge dal 1570 il Convento dei Cappuccini. Frati pittori, scultori, ebanisti hanno fatto a gara, attraverso i secoli, ad impreziosirlo con il loro contributo. Diceva San Francesco: “ le chiese nostre siano picciole , e povere, ma divote, honeste, e mondissime, né vogliamo haverle grandi per potervi predicare…”: quella del convento di Francavilla è di una sola navata, con tetto a botte, ricca ma non carica di decorazioni, di cornici, di cornici, di lesène e archi di fine stucco. Al suo interno sono custodite numerose opere d’arte. Il “retablo” centrale è in legno, imitazione marmo, del’600. Ai laterali tele raffiguranti S. Barbara e Santa Venera sempre del ‘600; al centro statua lignea dell’Immacolata di fattura settecentesca; è alta più di due metri e sessanta. Altare e paliotto in legno di noce, squisita fattura di “Gioseppe Torrisi da Catania che disignò e fece”. All’interno della chiesa sono conservate inoltre statue e tele a partire dal cinquecento e raffiguranti per lo più immagini di santi cappuccini come: San felice da Cantalice, San Giuseppe da Leonessa, San Lorenzo da Brindisi. Spicca fra tutti l’immagine di San Bernardo da Corleone il quale diede lo spunto al Manzoni per tracciare la figura di Fr. Cristoforo. All’interno della chiesa ancora troviamo due Ecce Homo di epoche diverse, una tela della Madonna della Catena, una Annunciazione di scuola fiamminga (tela a soggetto siciliano come si deduce dal volto dei protagonisti) , una tavola del secolo XVI che ci mostra San Francesco che riceve le stimmate, una pala seicentesca con San Domenico, San Francesco e l’Assunta ,al centro della navata tela dell’Immacolata e altri santi , ed ancora un paliotto del seicento in oro e argento su pelle di vitello , opera quasi certa dell’orafo fiorentino Innocenzio Magnani autore fra le altre cose della famosa “Manta” del Duomo di Messina. Nel coro altre tele seicentesche raffiguranti i dodici Apostoli.
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Il sito è ben conservato anche se alcune scelte scenografiche, pensate per una fruizione turistica di facile palato, ci lasciano alquanto perplessi.
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