• Bizantini

    Bizantini

  • Valle del Bove

    Valle del Bove

  • Palazzi storici

    Palazzi storici

  • Consigliati

    Consigliati

  • Iblei

    Iblei

  • Ciclabili

    Ciclabili

  • Simeto

    Simeto

  • Pianobello

    Pianobello

  • Archeologia

    Archeologia

  • Romani

    Romani

  • Alberi secolari

    Alberi secolari

  • Arabi e Normanni

    Arabi e Normanni

  • Alcantara

    Alcantara

  • Fiumi e laghi

    Fiumi e laghi

  • Preistoria

    Preistoria

  • Aree protette

    Aree protette

  • Greci

    Greci

  • Medioevo e Rinascimento

    Medioevo e Rinascimento

  • Parco dei Nebrodi

    Parco dei Nebrodi

  • Castelli e ruderi

    Castelli e ruderi

Etna - Sabato 17-04-2021 10:33:29 - Il sole sorge alle 06:19 e tramonta alle 19:39
Le news di Etnanatura -- Metapiccola -- Hanno visitato il sito: 18.412.194 utenti - Nel 2021: 686.898 - Nel mese di Aprile: 110.378 - Oggi: 3.072 - On line: 26

Foto - Grotta del Crocifisso
Per saperne di più: pagina Etnanatura--> Grotta del Crocifisso

Foto di: Etnanatura, Concetto Mazzaglia e Rosaria Privitera Saggio

Descrizione:
La grotta risulta composta da almeno due ambienti quadrati simmetrici, comunicanti attraverso un varco. Il vano di destra appare leggermente più ampio dell'altro e, per la presenza di un'abside scavata immediatamente a destra dell'ingresso ad Est, si configura coma la vera e propria chiesa. Il vano di sinistra, invece, che adesso ha un ingresso autonomo, probabilmente in origine una finestra, sembra frutto di una ricostruzione settecentesca che lo adibì a culto. Le notizie documentarie sulla grotta sono scarsissime se si esclude il graffito con data 1764 posto sulla porta d'ingresso al vano e dovuto ad una risistemazione dello stesso grazie ad eremiti laici locali. Antecedentemente, probabilmente nel XVI secolo, il vano era stato adibito a sepolcreto, come risulterebbe dalla lettura del pavimento e del vano sottostante quest'ultimo, riconoscibile come ossario. A questo periodo, probabilmente, sono dovuti ingenti lavori di ristrutturazione dello spazio sacro, con l'apertura di due varchi tra i due vani principali del complesso e del listello di roccia che divide il vano dedicato al culto e, infine, con l'escavazione di un ambiente atto a rendere più profondo l'invaso principale. In seguito a questi lavori si attuò una sorta di ribaltamento dell'asse della chiesa con il posizionamento dell'altare di fronte all'ingresso, dedicato alla Vergine, come attesterebbe un affresco cinquecentesco ancora tardo gotico. Circa la scoperta della grotta è necessario risalire fino a E. Bertaux che la considera come l'unica dell'Isola; studi ulteriori sono quelli di P. Orsi, S. Ciancio, G. Agnello e, infine, A. Messina. La chiesa del Crocifisso presenta il più complesso apparato iconografico della Sicilia rupestre. In essa, infatti, è testimoniata la continuità del culto del luogo con la presenza di almeno cinque fasi decorativa che non possono essere definite semplici pitture votive ma, almeno per quanto riguarda i dipinti del secondo strato (nel catino absidale e lungo le pareti della chiesa, con la presentazione della teoria dei santi), fanno parte di un vero e proprio programma iconografico rinnovato in tempi diversi. La cattiva leggibilità degli affreschi non permette una sicura ipotesi circa la datazione degli stessi; essa può essere solo accennata su base archeologica e, solo dove i lacerti pittorici lo permettono, su analisi stilistiche. Apparterrebbero ad una prima fase di frequentazione della grotta (XII sec) piccole tracce di affreschi posti lungo la parete meridionale del vano maggiore, coperti da pannelli di poco più recenti. Essi sono distribuiti in formelle disposte su almeno tre ordini e rappresenterebbero Scene del Giudizio Universale riprendendo un tema iconografico molto comune nel mondo medioevale. Al XIII secolo sono riferibili porzioni di affreschi organizzati per pannelli isolati; essi occupano la parete e la conca absidale ad est e rappresentano: la Crocifissione e il Pantocrator. La Crocifissione è, purtroppo, molto frammentaria tanto da permettere l'identificazione solo del Cristo con la testa reclinata e della Vergine. Il Pantocrator è racchiuso in una mandorla decorata con crocette bicrome rosse e nere, assiso in trono e affiancato da una coppia di angeli. L'iconografia del Cristo è affine a quella del Duomo di Cefalù e altri particolari, permettono di ravvisare forti contatti con la pittura bizantina dell'inizio del XIII secolo. Presumibilmente vicini a tali lacerti pittorici sono i pannelli del cosiddetto Polittico di San Leonardo: Santa Elisabetta, la Mater Domini, San Leonardo, San Giovanni Battista e un Santo vescovo. La "galleria" iconografica della chiesa si arricchisce, poi, nei secoli XIV - XVII con le rappresentazioni di Santi legati all'Occidente e, in particolare, si ipotizza al mondo francescano. A quest'epoca, infatti, possono datarsi i pannelli di un Santo vescovo (Eligio?), S. Chiara o S. Caterina da Siena (?), S. Pietro, Santo cavaliere su cavallo bianco, San Calogero, un Santo diacono, e quindi un Cristo Viandante e un San Cristoforo, Madonna del Carmine (Madonna con Bambino), Madonna in trono. Didascalia: S(AN)C(T)A [MA]RIA DE O[DI]GI[TRIA], Santo vescovo, Madonna del Latte (Madonna dell'Umiltà), Madonna Elusa, Mater Domini, Santa Margherita con sei formelle con scene della vita. Osservazioni La chiesa del Crocifisso è tra le più importanti del folto gruppo ecclesiastico rupestre siciliano. Nonostante gli studi sullo sviluppo planimetrico del complesso siano ancora lacunosi, un grande aiuto per la comprensione piena del valore della grotta viene dall'eccezionale apparato iconografico. Attraverso lo studio di esso, infatti, si può dedurre che originariamente la grotta fosse dedicata alla Vergine (in tal modo si spiegherebbe l'affresco cinquecentesco posto sull'altare di fronte all'ingresso) e l'intera decorazione della parete nord, con pannelli legati al culto mariano. Ô possibile, inoltre, che in tale grotta fosse localizzato il culto di Santa Maria della Cava, cui era intitolata la prima cattedrale di Lentini. Riguardo la nuova denominazione di “grotta del Crocifisso” è possibile che essa fosse legata alla rappresentazione di un Crocifisso a sinistra dell'abside, probabilmente, di epoca secentesca. Da http://www.iccd.beniculturali.it.
Avvertenze - Chi siamo - Mappa del sito - Siti amici - Sitografia Etna - Scrivici

© 2021 Etnanatura.it - Camillo Bella - Tutti i contenuti di questo sito sono distribuiti con licenza Creative Commons attrib. non commerciale 3.0 Italia(CC BY-NC-SA 3.0)