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Etna - Martedì 20-04-2021 03:28:17 - Il sole sorge alle 06:15 e tramonta alle 19:41
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Foto - Mendolito
Per saperne di più: pagina Etnanatura--> Mendolito

Foto di: Etnanatura, Salvo Nicotra e Ina Garaffo

Descrizione:
Il sito archeologico di Mendolito è considerato particolarmente importante per il cospicuo ripostiglio bronzeo e per l'unica iscrizione in lingua sicula di carattere monumentale ad oggi pervenuta. La frequentazione dell'area si è ipotizzata a partire dal XI-IX secolo a.C., sebbene più a est e più in alto in quota si trovi la Grotta del Santo (vedi), frequentata già in età castellucciana (prima metà del III millennio a.C.). Una serie di capanne relative alla facies etnea della cultura sicula iniziarono a costituire un villaggio certamente nel corso dell'VIII secolo a.C, periodo a cui appartengono i ritrovamenti più antichi rinvenuti negli scavi compiuti presso le aree abitative. La formazione di una cittadella si potrebbe ipotizzare quale conseguenza al sorgere delle prime poleis sicheloe, ossia le città fondate dai coloni greci in Sicilia durante la fine del secolo. L'accrescimento del potere, la conquista di porzioni sempre più consistenti di territori e la fondazione di sub-colonie da parte delle città greche porta il villaggio alla realizzazione di una massiccia opera di fortificazione in emplekton nel corso della seconda metà del VI secolo a.C., di cui ci rimane una maestosa porta stretta tra due profonde torri "a ferro di cavallo", quasi certamente rifatta in più parti, come testimonia una parete della torre ovest da cui emerge una struttura precedente dagli angoli a blocchi ben squadrati, inglobata dal resto del fortilizio a grosse pietre poligonali. Il villaggio conosce l'abbandono nel corso del V secolo a.C., forse a seguito della fondazione di Adranon. Nel corso dei secoli il sito, ormai spopolato, assume un carattere decisamente rurale: mai del tutto abbandonato - resti di tegole ellenistiche e frammenti di ceramica romana possono far pensare alla presenza di una comunità contadina - divenne tappa obbligata per il passaggio del fiume Simeto, mediante un ponte edificato originariamente in età romana. Tale struttura venne ricostruita nel corso della dominazione normanna dell'Isola e prese il nome di Ponte dei Saraceni (vedi) . Poco più a sud in contrada Sciarone è invece attestata la presenza di un culto a Santa Domenica, in un tempio forse di epoca bizantina ricostruito al tempo del Conte Ruggero e di sua nipote Adelicia, e il culto di Santa Maria, forse tempio normanno che nel XVII secolo assumerà il titolo di Santa Domenica (vedi) sostituendo definitivamente il precedente, nella contrada Santa Domenica. Relativo al periodo normanno il Mendolito è chiamato casale Bulichel e viene ceduto dalla contessa Adelicia con tutti i villani saraceni che lo popolavano al costruendo monastero di S. Lucia in Adernione nel 1158. Nel 1631 viene fondato poco oltre il borgo rurale di Carcaci, in seguito parte del territorio di Centuripe, dove venne realizzato tra il 1765 e il 1777 il ponte acquedotto del principe di Biscari Ignazio Paternò Castello (vedi). Tra il XVIII e il XIX secolo la contrada Mendolito viene lottizzata e vengono realizzati imponenti terrapieni disposti in filari ortogonali e regolari, alimentati da saie, mentre notevoli residenze rurali riempivano i campi coltivati. La campagna appare piuttosto popolosa se nel 1826 venne istituita con real decreto una fiera da tenersi per la ricorrenza di Santa Domenica presso la chiesa omonima, evento protratto fino la metà del XX secolo. La metà meridionale del sito veniva acquistato dalla famiglia Sanfilippo, cui ancora appartiene. Negli anni 1920 venne realizzata una piccola chiesetta che sostituiva il vecchio luogo di culto, ormai pericolante. Tra il XIX e il XX secolo iniziarono le prime indagini archeologiche in senso moderno della cittadella sicula.
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