Foto - Monte Ferro
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Foto di: Etnanatura e Ina Garaffo

Descrizione:
Dove oggi sorge il vulcano più alto d’Europa, esisteva durante l’era Quaternaria una ampio golfo “pre-etneo”. Nell'area di Acitrezza, Acicastello e Ficarazzi, affiorano i prodotti delle prime manifestazioni vulcaniche etnee sottomarine emesse da 500.000 a 200.000 anni fa. Le prime manifestazioni di questo vulcanismo risultano contemporanee alla sedimentazione di argille marnose del Pleistocene medio, (Ioniano, compreso tra 781.000 e 126.000 anni fa) affioranti lungo la costa ionica, che costituiscono il substrato sedimentario del vulcano. Ai terreni sedimentari (argille e marne pre-etnee) si sono intercalati masse eruttive con intrusioni in ambiente subacqueo. Lave massicce e/o colonnari, affiorano nell'Isola Lachea e nei Faraglioni, le lave a pillows e le ialoclastiti, affiorano nella rupe di Acicastello, lungo le coste a nord di Acitrezza e sulla collina di Ficarazzi. La nascita dell'Isola Lachea e dei Faraglioni dei Ciclopi, (e probabilmente di Monte Ferro, che è ancora oggetto di studio da parte dei Geologi), è quindi da fare risalire a circa 500.000 anni fa, quando l'ampio golfo occupava quasi tutta l'area dove attualmente si estende l'Etna. Successivamente si verificò un rapido sollevamento di tutta l'area che determinò l'affioramento delle argille pleistoceniche e delle marne (terreni sedimentari che contengono fossili). Il sollevamento dell’area, cui si deve l’emersione delle argille formatesi durante il Pleistocene, è tuttora in corso e ha portato le argille stesse fino ad un livello di 300 metri sul livello del mare nella zona delle colline di Acicastello e Acitrezza. Resti delle vulcaniti dovute alle eruzioni sottomarine avvenute nell'ampio golfo pre-etneo oggi si rinvengono soltanto nella zona di Aci Castello, Aci Trezza e Ficarazzi ove sono rappresentate da affioramenti di lave a cuscini (pillows), brecce, etc.
Su Monte Ferro, è possibile ritrovare resti fossili di molluschi marini (Bivalvi e Gasteropodi) dell’antico golfo, che testimoniano quanto descritto dagli studiosi. Dal punto di vista mineralogico, sono molti i ritrovamenti di Pillow, e rocce laviche caratteristiche che presentano diverse colorazioni a seconda della composizione chimica o della presenza di ossidi. Sempre su Monte Ferro troviamo le ialoclastiti che hanno un aspetto caotico, si trovano in formazioni complesse, immerse in una sorta di amalgama giallastra, e sono formate da frammenti di lave a cuscino, bombe vulcaniche e altri frammenti rocciosi basaltici.
Numerosi gli invertebrati (Insetti, ragni, farfalle, la preziosa ape endemica della Sicilia, che prende il nome di Pseudoanthidium gregoriense); fra i Vertebrati annoveriamo diversi Rettili, la Lucertola campestre, il Gongilo, simile alla lucertola, (Chalcides ocellatus) ed il variopinto Colubro leopardino (serpente). I Mammiferi sono rappresentati dal Coniglio (Oryctolagus cuniculus) e dalla Volpe (Vulpes vulpes). Molte sono le specie di uccelli che popolano quest’area principalmente rappresentati da Passeriformi, da alcuni Falconiformi come il Gheppio (Falco tinnunculus), e da Strigiformi come Assiolo (Otus scops) e Barbagianni (Tyto alba). Sulle creste rocciose si scorge l'euforbia arborescente (Euphorbia dendroides) ed altre piante mediterranee, con tipica vegetazione di macchia. All'ombra delle formazioni rocciose laviche è presente il muschio. Negli spazi aperti e pietrosi, si rinviene una vegetazione steppica, molti cespugli e la tipica ferula.
Testo di Ina Garaffo
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