Foto - Necropoli piano Cannelle
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Foto di: Michele Iannizzotto e Michele Torrisi

Descrizione:
La necropoli di Piano Cannelle si sviluppò dall'età imperiale romana sino alla fine dell'età bizantina. La necropoli, messa in luce durante le campagne di scavo 2004-2011, rappresenta una porzione di una più vasta area cimiteriale che doveva estendersi verso sud-ovest, sino al sito di Castellazzo. Già scoperta da Paolo Orsi nei primi anni del '900, la necropoli fu oggetto di vari saccheggiamenti che ne hanno indebolito il valore di testimonianza diretta. Lo scavo sistematico dell'area da parte della Soprintendenza BB. CC. AA. Di Catania, ha portato alla luce 2 sepolture disposte intorno ad un edificio di culto di età tardo-antica con successive fasi medioevali ed annesse ad insediamenti tardo antico (IV-V secolo d.C.). Si tratta per la maggior parte di fosse terragne a sezione trapezoidale., orientate prevalentemente in senso NW-SE e chiuse da grandi lastre di calcare locale rinzeppate, in alcuni casi, da pietrame di piccole dimensioni e malta. Si distingue fra tutte la Tomba 2, attigua alla chiesa, per la copertura realizzata in coccio-pesto, a semi botte del tipo a "cupa", che le attribuisce un assetto monumentale. Alcune tombe sono interamente rivestite con lastroni infissi ne terreno, di cui alcuni sono posti in verticale su una o su entrambe le entrate come segno distintivo delle sepolture. Le tombe destinate agli infanti e/o agli adolescenti occupano indifferentemente lo spazio funerario senza nessuna separazione da quelle degli adulti; la continuità fra le une e le altre fa supporre l'esistenza di proprie tombe di famiglia raggruppate nello stesso ambito. Anche dal numero degli inumati all'interno delle fosse è possibile ipotizzare l'utilizzazione di singole tombe per sepolture familiari. Apparentemente non si evince un organico prospetto di distribuzione delle tombe, ma dall'analisi delle stesse si desume che le tombe più antiche sono quelle connesse alla prima fase dell'edificio di culto sorto intorno al V secolo d.C. I corredi della necropoli sono piuttosto rari rispetto al numero degli inumati probabilmente per i saccheggi avvenuti nei secoli; si tratta per lo più di ornamenti personali, come orecchini e fibre in bronzo, anelli, spilloni in osso e sporadici vaghi di collana in pasta vitrea. Solo due tombe hanno restituito il corredo ceramico integro, costituito da tre bocchette monoansate e da una piccola olla che appartengono alla classe delle ceramiche comuni acrome e, pertanto, il loro inquadramento cronologico come gli ambiti di produzione risultano più difficilmente definibili in quanto legati a produzioni locali ancora poco conosciute.
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