• Bosco di Centorbi

    Bosco di Centorbi

  • Monastero Annunziata Mandanici

    Monastero Annunziata Mandanici

  • Palazzo Corvaja Taormina

    Palazzo Corvaja Taormina

  • Bastione degli infetti

    Bastione degli infetti

  • Case Zampini

    Case Zampini

  • Biviere Cesaro

    Biviere Cesaro

  • Sieli

    Sieli

  • Ulivo di Motta

    Ulivo di Motta

  • Rifugio Sapienza

    Rifugio Sapienza

  • Mausoleo di villa Modica

    Mausoleo di villa Modica

  • Cascate Ossena

    Cascate Ossena

  • Castello Barresi Branciforti

    Castello Barresi Branciforti

  • Ponte di Cicerone

    Ponte di Cicerone

  • Rifugio Santa Barbara

    Rifugio Santa Barbara

  • Grotta della dinamite

    Grotta della dinamite

  • Castagno di Serra Pizzuta

    Castagno di Serra Pizzuta

  • Rifugio Chiusitta

    Rifugio Chiusitta

  • Grotta Amenano

    Grotta Amenano

  • Quercia di Panzazza

    Quercia di Panzazza

  • Borgo Niria

    Borgo Niria

  • Current
Etna - Venerdì 17-09-2021 09:48:52 - Il sole sorge alle 06:42 e tramonta alle 19:05 - Luna gibbosa crescente luna
Le news di Etnanatura -- Grotta Cantarella -- Calanchi Cannizzola -- Hanno visitato il sito: 20.286.164 utenti - Nel 2021: 2.560.868 - Nel mese di Settembre: 201.096 - Oggi: 4.301 - On line: 105

Foto - Santa Domenica
Per saperne di più: pagina Etnanatura--> Santa Domenica

Foto di: Salvo Nicotra

Descrizione:
Il culto per Santa Domenica ad Adrano esisteva già al tempo del Conte Ruggero e di sua nipote Adelicia, come riferisce il Prevosto D. Petronio Russo nell'opuscolo "cenno storico sul martirio e sul culto di Santa Domenica, vergine e martire" (Adernò 1911): In suo onore sulla riva destra del fiume Simeto, in contrada Sciarone un tempio era stato dedicato a Santa Domenica. Adelicia (che aveva ereditato dal padre il vasto territorio di Adernò e che aveva istituito il grande conservatorio delle Vergini povere in Adrano, cui aveva donato le contrade Pulichello e Sciarone) raccomandava ai fedeli cristiani, abitanti presso le due chiese di Santa Maria (che si trovava sulla sponda sinistra) e di Santa Domenica che seguitassero a vigilare perché non fossero profanate dai Saraceni. Dell''antica Chiesa, forse di età bizantina, che si trovava nel casale di Carcaci vecchio, oggi all'interno della proprietà del Cavaliere Ferrante di Carcaci, rimangono alcuni ruderi dell'abside, quasi sommersi da sterpaglie. In essa nel 1517 sostarono i cavalieri lentinesi, provenienti dal Convento di Fragalà, che lasciarono delle reliquie dei Santi Alfio, Filadelfio e Cirino. Nel XVII sec. il culto fu trasferito sulla riva opposta del Simeto, nella vicina Chiesa dedicata a Santa Maria, che da allora prese il titolo assoluto di Santa Domenica. Come si può dedurre osservando i resti dell'affresco dell'abside che riproduce fedelmente il drappeggio in velluto, ancora esistente nella Chiesa di Santa Lucia in Adrano, la preesistente Chiesa di Santa Maria fu restaurata e dedicata al culto di Santa Domenica a cura delle suore del monastero di Santa Lucia. Al tempo del Prevosto Petronio Russo la chiesa era elegante e abbondava di distinti sacri arredi, vi si trovava l'artistica e bella statua lignea della Martire, opera del Bellini, nella mano destra in alto stringe la croce argentea, nella sinistra tiene una palma di argento, simbolo della sua verginità, sul capo la corona, simbolo del martirio.; di essa rimangono solo alcuni ruderi messi di recente in sicurezza dalla Soprintendenza. In seguito al decreto reale di Francesco I°, nel 1826, nei giorni di sabato, domenica e lunedì dell'ultima settima di Agosto si svolgevano nel terreno adiacente alla Chiesa campestre di Santa Domenica la festa e la fiera, dato che le campagne intorno erano fertili e intensamente abitate. Tale fiera, a sentire qualche testimonianza, si teneva fino a 60/50 anni fa. La devozione degli abitanti (borghesi, pastori, mulattieri ed agricoltori) era grande verso la Santa, perché aveva loro concesso delle grazie liberando i loro armenti dalla epizoozia o altre malattie. I festeggiamenti oggi si svolgono in una chiesetta, costruita all'incirca negli anni 20, all'insegna della più assoluta essenzialità, con i fedeli provenienti da Adrano, Cesarò, San Teodoro, Troina.
Franca Meli
Da http://www.santalfioadrano.it/
Foto di Salvo Nicotra
Avvertenze - Chi siamo - Mappa del sito - Siti amici - Sitografia Etna - Scrivici

© 2021 Etnanatura.it - Camillo Bella - Tutti i contenuti di questo sito sono distribuiti con licenza Creative Commons attrib. non commerciale 3.0 Italia(CC BY-NC-SA 3.0)