Foto - Torre Saracena Locadi
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Descrizione:
Locadi è piccolo abitato arroccato su di un poggio, unico paese a insediare la sponda meridionale della fiumara del torrente Pagliara. Fra i documenti che accennano a Locadi, è doveroso ricordare l’atto di capitolazione dell’abitato di Savoca innanzi all’esercito francese risalente al 16761). Nel paragrafo 3, lo scritto ricorda Locadi in qualità di “casale” dipendente da Savoca; il successivo paragrafo 24 precisa che il casale di Locadi e i relativi abitanti erano soggetti alla giurisdizione del capitano e degli ufficiali di Savoca, i quali avevano il compito di tenere, a guardia e protezione del casale, un caporale e compagni, la cui presenza è dunque indizio dell’esistenza di una struttura fortificata che fornisse loro alloggio. Vito Amico2) menziona Locadi facente sempre parte dei municipi di Savoca e avente una chiesa parrocchiale dedicata a S. Caterina, sebbene gli abitanti avessero come patrono S. Sebastiano Martire. L’autore non ricorda la presenza di una torre all’interno dell’abitato. Si dilunga, invece, sulle attività produttive che caratterizzavano il paese. L’agricoltura interessava un territorio complessivo di salme 58,785, diviso fra vigneti alberati, vigneti semplici, gelseti e una buona parte di terreno improduttivo. Agli inizi del XVIII sec., Locadi contava 75 case, per un totale di 297 abitanti; alla metà del XIX sec. gli abitanti erano 445, un po’ meno del doppio. Allo stato attuale, il paese patisce uno stato di evidente abbandono. Pochi anziani abitanti vi risiedono, la maggior parte fuggiti in cerca di speranze e guadagno lontano dal paese e dalla Sicilia. Sebbene sia presente una decisa percentuale di abusivismo edilizio, non sarebbe impossibile un recupero paesaggistico e ambientale del piccolo casale, posto in una posizione panoramica invidiabile e immerso nel verde.
Spicca, quasi a fatica, al centro di Locadi e sulla sommità del poggio, un edificio a pianta quadrangolare, massiccio nella sua mole, sebbene ferito vistosamente da calamità naturali. Un vicino cartello turistico, un po’ malandato, racconta della presenza di una Torre Saracena. L’edificio fortificato è orientato nord-est/sud-ovest e attualmente presenta solo un ingresso lungo il lato di sud-est. In realtà questa apertura è stata praticata solo di recente, sfondando parte della parete e causando non pochi danni ad una costruzione che aveva già patito violenti guasti, non ultimi quelli causati dal terremoto del 1908. L’originale ingresso alla torre, sfigurato da una profonda frattura presente anche nel muro perimetrale di sud-ovest, esiste tuttora nella parete di nord-est e si distingue perché sorretto da un architrave monolitico (presso il quale trovasi inciso uno strano simbolo, una A rovesciata), sul quale, a sua volta, si imposta un arco a tutto sesto. Le mura perimetrali di nord-est e di sud-ovest presentano due finestre, entrambe caratterizzate all’interno da un’ampia strombatura, sorretta da un arco a tutto sesto composto da bei conci di pietra calcarea. L’interno della torre è costituito, allo stato attuale, da un’unica grande camera quadrangolare, invasa da rifiuti di ogni tipo e avente una copertura con volta a crociera, che poggia su quattro piedidritti angolari. Nel lato di nord-ovest della camera vi è un’apertura rettangolare, che consente l’accesso, presumibilmente attraverso una scala lignea oggi scomparsa, al terrazzo della torre, sempre che non debba ipotizzarsi la presenza di un ulteriore piano, oggi scomparso. L’edificio fortificato si caratterizza per una tecnica muraria prevalentemente irregolare, costituita da pietrame non sbozzato, legato insieme da malta e scandito ogni mezzo metro da filari di laterizi. I cantonali sono rinforzati e composti, alla stessa maniera della parete adiacente all’ingresso e delle finestre, da pietra calcarea squadrata. Non è possibile datare con certezza questo edificio. Il documento sulla capitolazione della città di Savoca innanzi alle armate francesi ricorda a Locadi la presenza di un caporale e alcuni soldati. E’ lecito supporre che i militari abitassero la torre, probabilmente edificata prima della seconda metà del XVII sec.
Da Medioevo Sicilia
© 2018 Etnanatura.it - Camillo Bella
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