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Al quinto posto fra le pagine più visitate di Etnanatura troviamo la GROTTA DI SERRACOZZO (vedi -> https://www.etnanatura.it/paginasentiero.php?nome=Grotta_di_Serracozzo).

Formatasi a seguito dell’eruzione del 1971 si trova nei pressi del rifugio Citelli nella zona Nord-Est dell’Etna. E’ fra le più affascinanti dell’Etna per i giochi di luce che si formano all’interno della grotta. Come per tutte le grotte si raccomanda la massima prudenza e di vistarla con attrezzature adeguate e in presenza di personale qualificato

Al quarto posto della nostra classifica si posiziona il RIFUGIO DI MONTE CONCILIO (vedi -> https://www.etnanatura.it/paginasentiero.php?nome=Rifugio_monte_Concilio).

Si tratta di un piccolo bivacco accessibile solo su prenotazione ma con un’area attrezzata per picnic. Probabilmente deve il proprio successo perché facilmente raggiungibile (si trova solo ad un centinaio di metri dalla strada asfaltata) e forse anche perché all’inizio del sentiero didattico di monte Gemmellaro. Particolarmente indicato per le famiglie con figli piccoli.

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L’avvulu russu d arrusi

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Si tratta di un platano monumentale che si trova all’incrocio tra via Porticello e via Cardinale Dusmet a Catania.

Ma per capire meglio dobbiamo tornare indietro di molti anni: precisamente nel 1939. Questore di Catania era Alfonso Molina un fascista bigotto che si segnalò per le azioni di sopruso e sopraffazione verso la comunità gay di Catania.

Cosa c’entra il platano con questa storia? Il platano era il punto dii ritrovo dei gay di Catania: gli arrusi come venivano detti in dialetto. L’avvulu degli arrusi.

Per il regime fascista gli arrusi non dovevano esistere: il maschio italiano non poteva essere soggetto a tali mollezze. Ma se gli arrusi non esistevano non si poteva neanche legiferare contro di loro ed infatti non esisteva una legge contro l’omosessualità. Per il questore Molina, non potendo mandare in carcere la comunità gay di Catania, restavano solo due strade: il manicomio e il confino. Scelse la seconda mandando al confino all’isola di San Domino (Tremiti), «nell’interesse del buon costume e della sanità della razza», 45 arrusi che solevano radunarsi proprio all’avvulu russu.

Da allora l’avvulu di arrusi è divenuto un simbolo di lotta e di rivendicazione per la comunità LGBTQIA+ di Catania.

Su Etnanatura Avvulu Russu.

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