L’avvulu russu d arrusi

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Si tratta di un platano monumentale che si trova all’incrocio tra via Porticello e via Cardinale Dusmet a Catania.

Ma per capire meglio dobbiamo tornare indietro di molti anni: precisamente nel 1939. Questore di Catania era Alfonso Molina un fascista bigotto che si segnalò per le azioni di sopruso e sopraffazione verso la comunità gay di Catania.

Cosa c’entra il platano con questa storia? Il platano era il punto dii ritrovo dei gay di Catania: gli arrusi come venivano detti in dialetto. L’avvulu degli arrusi.

Per il regime fascista gli arrusi non dovevano esistere: il maschio italiano non poteva essere soggetto a tali mollezze. Ma se gli arrusi non esistevano non si poteva neanche legiferare contro di loro ed infatti non esisteva una legge contro l’omosessualità. Per il questore Molina, non potendo mandare in carcere la comunità gay di Catania, restavano solo due strade: il manicomio e il confino. Scelse la seconda mandando al confino all’isola di San Domino (Tremiti), «nell’interesse del buon costume e della sanità della razza», 45 arrusi che solevano radunarsi proprio all’avvulu russu.

Da allora l’avvulu di arrusi è divenuto un simbolo di lotta e di rivendicazione per la comunità LGBTQIA+ di Catania.

Su Etnanatura Avvulu Russu.

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