
Nel corso di un’osservazione delle murature esterne della chiesa di Santa Venera al Pozzo è stata individuata una pietra recante tracce di iscrizione incisa, oggi fortemente consunta ma ancora parzialmente leggibile.
Il rinvenimento si inserisce in un contesto ben noto: l’area etnea è ricca di testimonianze di età romana e il riutilizzo di materiali antichi (spolia) nelle costruzioni successive è ampiamente documentato.
Descrizione della pietra
La pietra appare inserita nella muratura senza particolare attenzione all’orientamento originario del testo. L’iscrizione, disposta su almeno due righe, è realizzata in capitali latine.
Lo stato di conservazione è mediocre:
- la superficie è erosa
- molte lettere risultano incomplete
- la seconda riga è particolarmente compromessa
Lettura epigrafica
Dall’analisi visiva delle lettere superstiti, è possibile proporre la seguente lettura parziale:
👉 FLAVIAE CALER…
oppure
👉 FLAVIUS CALER…
La sequenza iniziale FLAVI- risulta abbastanza chiara, mentre il segmento successivo CALER… è plausibile ma non completamente certo.
Ricostruzione plausibile
Sulla base delle formule epigrafiche romane più diffuse, l’iscrizione può essere ricostruita in forma ipotetica come:
FLAVIAE CALERIAE
VIXIT ANNIS XXV
H·S·E
oppure:
FLAVIVS CALERIVS
ANNORVM XXV
H·S·E
Traduzione
👉 “A Flavia Caleria, visse 25 anni, qui è sepolta”
oppure
👉 “Flavio Calerio visse 25 anni, qui è sepolto”
Interpretazione
L’iscrizione è con ogni probabilità una lapide funeraria di età romana, originariamente pertinente a una sepoltura.
Elementi a supporto:
- uso di capitali latine
- presenza del gentilizio Flavius / Flavia, diffusissimo in età imperiale
- struttura compatibile con le formule funerarie standard (VIXIT ANNIS, ANNORVM, H.S.E.)
Contesto storico-archeologico
Il territorio di Aci Catena e dell’area etnea presenta numerose attestazioni di frequentazione in età romana. È pertanto verosimile che:
- la lapide provenga da una necropoli locale
- sia stata successivamente riutilizzata come materiale edilizio
- sia stata inserita nella muratura della chiesa senza considerazione del contenuto epigrafico
Considerazioni finali
La pietra rappresenta un’interessante testimonianza di continuità storica e di riuso dei materiali antichi.
Il possibile riferimento al nome Calerius / Caleria, non particolarmente comune, potrebbe offrire ulteriori spunti di ricerca nell’ambito dell’epigrafia locale.
Un rilievo fotografico con luce radente o tecniche di documentazione più avanzate potrebbe consentire una lettura più completa dell’iscrizione.
Il testo è dovuto a Chatgbt
