I sentieri per la colata lavica.

Share Button
Foto di Cristoforo Berritta

Di seguito elenchiamo alcuni sentieri che possono essere affrontati per vedere la colata lavica in corso. Alcuni sono di facile percorrenza altri più impegnativi.

Nota di sicurezza: Prima di intraprendere qualsiasi escursione, consulta le ordinanze dei comuni pedemontani (es. Zafferana Etnea, Nicolosi, Milo) e le disposizioni del Parco dell’Etna, poiché l’accesso alle quote superiori o ai bordi della valle può essere contingentato o interdetto in base ai livelli di allerta (Codice Rosso INGV). Per le quote sommitali è sempre consigliato farsi accompagnare da una Guida Vulcanologica o Alpina autorizzata.

  • Schiena dell’Asino

https://www.etnanatura.it/paginasentiero.php?nome=Schiena_dell_Asino.

Situato sul versante sud-est (con punto di partenza nei pressi di Piano Vetore / SP92), questo sentiero sale lungo il bordo meridionale della depressione fino ad affacciarsi direttamente sull’ampio catino lavico Offre una visuale frontale e rialzata sui flussi che percorrono il fondo della valle. Ideale per l’osservazione serale e notturna dei bagliori incandescenti.

  • Monte Zoccolaro.

https://www.etnanatura.it/paginasentiero.php?nome=Monte_Zoccolaro.

È probabilmente il punto panoramico più spettacolare per fotografare l’intera Valle del Bove. La cima è a circa 1.739 m e le coordinate sono 37°42’52″N, 15°03’23″E. La posizione più bassa rispetto alla Schiena dell’Asino è compensata da una visuale molto ampia. N,B. Il sentiero da Monte Pomiciaro (sentiero 1 in Etnanatura) è interdetto per rschio frane. Si consiglia il sentiero 2 da Serra del Salifizio.

  • Serra del Salifizio.

 https://www.etnanatura.it/paginasentiero.php?nome=Serra_del_Salifizio.

Da Piano del Vescovo attraverso Acqua Rocca degli Zappini, si affaccia sulla Valle del Bove fra Schiena dell’Asino e Monte Pomiciaro. La pendenza è sostenuta ma non presenta i rischi di monte Pomiciaro.

  • Monte Rinatu.

https://www.etnanatura.it/paginasentiero.php?nome=Monte_Rinatu

Si tratta di un cono molto antico che deve il nome alla “rina”, la sabbia vulcanica che lo copre e che rende scarsa la vegetazione. Il panorama è comunque di assoluta bellezza in quanto monte Rinatu si affaccia sulla Valle del Bove.

 

 

  • Serra della Concazze – Grotta di Serracozzo.

https://www.etnanatura.it/paginasentiero.php?nome=Serra_delle_Concazze

Partendo da Rifugio Citelli (versante Etna Nord), questo itinerario sale lungo la cresta nord-orientale affacciandosi sulla Valle del Leone e sulla parte alta della valle. Ottima prospettiva per osservare sia la zona di emissione a quota 2.700–2.750 m che la colata mentre si incanala verso il fondo. Particolarmente suggestivo per comprendere l’origine della frattura eruttiva.

  • Rocca Capra.

https://www.etnanatura.it/paginasentiero.php?nome=Rocca_Capra

Rocca Capra si trova al centro della Valle del Bove. La formazione di tale depressione viene fatta risalire a 64.000 anni fa a causa del collasso dei centri eruttivi del Trifoglietto I e del Trifoglietto II, predecessori dell’Etna. Lo sprofondamento dei due crateri formò una caldera profonda 1 chilometro e larga 5 chilometri. Oggi (13 Agosto) è il punto di arrivo della colata lavica. Si raggiunge partendo dal Rifugio Pietracannone ed attraversando la parte est della Valle del Bove attraverso il “Sentiero Saro Ruspa”.

Share Button