
Di seguito elenchiamo alcuni sentieri che possono essere affrontati per vedere la colata lavica in corso. Alcuni sono di facile percorrenza altri più impegnativi.
Nota di sicurezza: Prima di intraprendere qualsiasi escursione, consulta le ordinanze dei comuni pedemontani (es. Zafferana Etnea, Nicolosi, Milo) e le disposizioni del Parco dell’Etna, poiché l’accesso alle quote superiori o ai bordi della valle può essere contingentato o interdetto in base ai livelli di allerta (Codice Rosso INGV). Per le quote sommitali è sempre consigliato farsi accompagnare da una Guida Vulcanologica o Alpina autorizzata.
- Schiena dell’Asino
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Situato sul versante sud-est (con punto di partenza nei pressi di Piano Vetore / SP92), questo sentiero sale lungo il bordo meridionale della depressione fino ad affacciarsi direttamente sull’ampio catino lavico Offre una visuale frontale e rialzata sui flussi che percorrono il fondo della valle. Ideale per l’osservazione serale e notturna dei bagliori incandescenti.
- Monte Zoccolaro.
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È probabilmente il punto panoramico più spettacolare per fotografare l’intera Valle del Bove. La cima è a circa 1.739 m e le coordinate sono 37°42’52″N, 15°03’23″E. La posizione più bassa rispetto alla Schiena dell’Asino è compensata da una visuale molto ampia. N,B. Il sentiero da Monte Pomiciaro (sentiero 1 in Etnanatura) è interdetto per rschio frane. Si consiglia il sentiero 2 da Serra del Salifizio.
- Serra del Salifizio.
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Da Piano del Vescovo attraverso Acqua Rocca degli Zappini, si affaccia sulla Valle del Bove fra Schiena dell’Asino e Monte Pomiciaro. La pendenza è sostenuta ma non presenta i rischi di monte Pomiciaro.
- Monte Rinatu.
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Si tratta di un cono molto antico che deve il nome alla “rina”, la sabbia vulcanica che lo copre e che rende scarsa la vegetazione. Il panorama è comunque di assoluta bellezza in quanto monte Rinatu si affaccia sulla Valle del Bove.
- Serra della Concazze – Grotta di Serracozzo.
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Partendo da Rifugio Citelli (versante Etna Nord), questo itinerario sale lungo la cresta nord-orientale affacciandosi sulla Valle del Leone e sulla parte alta della valle. Ottima prospettiva per osservare sia la zona di emissione a quota 2.700–2.750 m che la colata mentre si incanala verso il fondo. Particolarmente suggestivo per comprendere l’origine della frattura eruttiva.
- Rocca Capra.
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Rocca Capra si trova al centro della Valle del Bove. La formazione di tale depressione viene fatta risalire a 64.000 anni fa a causa del collasso dei centri eruttivi del Trifoglietto I e del Trifoglietto II, predecessori dell’Etna. Lo sprofondamento dei due crateri formò una caldera profonda 1 chilometro e larga 5 chilometri. Oggi (13 Agosto) è il punto di arrivo della colata lavica. Si raggiunge partendo dal Rifugio Pietracannone ed attraversando la parte est della Valle del Bove attraverso il “Sentiero Saro Ruspa”.






