{"id":2282,"date":"2015-10-11T16:11:22","date_gmt":"2015-10-11T15:11:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.etnanatura.it\/news\/?p=2282"},"modified":"2015-10-11T16:11:22","modified_gmt":"2015-10-11T15:11:22","slug":"bocche-eruttive-1981","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.etnanatura.it\/news\/?p=2282","title":{"rendered":"Bocche eruttive 1981"},"content":{"rendered":"<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_counters\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top:2px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_c=new Array(\"twitter\",\"facebook_like\",\"facebook_send\",\"google\",\"pinterest\",\"email\",\"print\");var hupso_counters_lang = \"it_IT\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"etnanatura.it\";var hupso_url_c=\"\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/counters.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div><p><a href=\"https:\/\/www.etnanatura.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/27-09-2015-18-53-25.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2283\" src=\"https:\/\/www.etnanatura.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/27-09-2015-18-53-25.jpg\" alt=\"27-09-2015 18-53-25\" width=\"2048\" height=\"1536\" srcset=\"https:\/\/www.etnanatura.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/27-09-2015-18-53-25.jpg 2048w, https:\/\/www.etnanatura.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/27-09-2015-18-53-25-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.etnanatura.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/27-09-2015-18-53-25-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.etnanatura.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/27-09-2015-18-53-25-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.etnanatura.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/27-09-2015-18-53-25-400x300.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><\/a>Giorno 17 marzo 1981. Nelle cinque settimane che hanno preceduto l&#8217;inizio dell&#8217;eruzione, circa 4000 eventi sismici di tipo B e di bassa magnitudo furono registrati dalla rete sismica dell&#8217;Etna nell&#8217;area sommitale e nel fianco nord del vulcano. Una intensa crisi sismica ha inizio giorno 16, con pi\u00f9 di 50 eventi l&#8217;ora, caratterizzata in prevalenza da terremoti superficiali, con i pi\u00f9 deboli e pi\u00f9 superficiali localizzati in prossimit\u00e0 del teatro eruttivo. Gi\u00e0 nelle prime ore del mattino del 17, ci\u00f2 f\u00e0 temere un&#8217;eruzione di fianco in questo settore del vulcano, meno di 2 anni dopo l&#8217;ultima eruzione laterale che ha interessato il fianco orientale etneo, causando danni nei dintorni di Fornazzo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Da una profondit\u00e0 di diversi chilometri una massa di magma spingeva verso la superficie, tagliando il fianco della montagna come un cuneo, rompendo le rocce e cos\u00ec generando centinaia di scosse sismiche. Poco dopo l&#8217;ora di pranzo del 17 marzo, ad una quota di 2625-2500 m, si iniziano ad aprire fratture nel versante nord dell&#8217;Etna, e cos\u00ec ha inizio una delle pi\u00f9 drammatiche e distruttive eruzioni dell&#8217;Etna del XX secolo. Un evento che sar\u00e0 di brevissima durata e che si svilupper\u00e0 con una dinamica insolitamente violenta e rapida. In soli due giorni, le colate laviche inondano e devastano boschi, terreni coltivati, vigneti, casolari, villette e tagliano strade, ferrovie, travolgendo le linee telefoniche ed elettriche. Per poco le colate non raggiungono la cittadina di Randazzo e il vicino borgo di Montelaguardia. Si sfior\u00f2 quanto accaduto nel 1928, quando il paese di Mascali fu quasi completamente distrutto da una colata lavica. Eruzioni di questo tipo rappresentano uno degli scenari pi\u00f9 estremi per la regione etnea, anche a breve termine, soprattutto nel caso in cui dovessero colpire i settori pi\u00f9 densamente popolati sui fianchi sud e sud-est. L&#8217;inizio dell&#8217;eruzione viene seguito direttamente dai vulcanologi sorvolando il vulcano in elicottero in attesa dell&#8217;evento (su cui si era dato anche un avviso pubblico attraverso i news media). Alle ore 13:37 del 17 marzo 1981, un sistema di fessure eruttive comincia ad aprirsi a quota 2625-2500m sul versante settentrionale dell&#8217;Etna. Accompagnate da fontane di lava ed occasionali esplosioni freatomagmatiche causate dall&#8217;interazione fra il magma incandescente e la spessa coltre di neve presente sul vulcano, vengono emesse diverse colate laviche di piccola entit\u00e0. Nel frattempo il sistema di fratture eruttive continua a propagarsi verso NNW, in direzione della citt\u00e0 di Randazzo. Nella serata del 17 marzo si apre una frattura a quota 1800, dalla quale una voluminosa colata lavica comincia ad avanzare molto rapidamente verso nord, minacciando l&#8217;abitato di Montelaguardia, a pochi chilometri a est di Randazzo.<br \/>\nNelle prime ore del 18 marzo, il sistema di fratture eruttive si propaga ulteriormente verso il basso versante e nella tarda mattinata raggiunge quota 1400. Mentre la colata lavica principale (alimentata dalla frattura a 1800 m) prende un percorso che passa a met\u00e0 fra Randazzo e Montelaguardia, delle nuove colate emesse dalle bocche pi\u00f9 basse cominciano a scendere direttamente verso Randazzo. In poche ore, la colata principale distrugge dozzine di case di campagna e terreni coltivati, e taglia tutte le vie di comunicazione (i binari delle Ferrovie di Stato e della Circumetnea, la S.S. 120 e diverse altre strade). Rallentando, la colata raggiunge l&#8217;alveo del fiume Alcantara dove si ferma senza aver toccato il fiume stesso, ad una distanza di 7.5 km dalle bocche eruttive. Continua intanto la propagazione del sistema di fratture eruttive, che ha fine nel pomeriggio del 18 marzo con l&#8217;apertura di alcune piccole bocche a quota 1250-1115 m, dalle quali escono solo minori volumi di lava. L&#8217;eruzione comincia a perdere forza, e la colata che sta minacciando Randazzo rallenta. Per alcuni giorni (fino al 23 marzo) continua una debole attivit\u00e0 stromboliana alle bocche di quota 1250-1115, che alimenta scarsamente la colata in direzione di Randazzo e che finalmente si arresta a 2 km dal margine dell&#8217;abitato giorno 23. Il volume totale di lava emessa in questa eruzione viene stimato in 20-30 milioni di m3 (studi recenti supportano la stima pi\u00f9 bassa). Nonostante questo volume relativamente modesto, i tassi effusivi durante i primi due giorni dell&#8217;eruzione hanno raggiunto picchi eccezionali di circa 300-600 m3 al secondo.<\/p>\n<p>Da\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Eruzione_dell%27Etna_del_1981\">Ingv Catania<\/a>.<\/p>\n<p>Foto di Salvo Nicotra.<\/p>\n<p>Sito Etnanatura:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.etnanatura.it\/sentieri\/sentieri.php?nome=Bocche_eruttive_1981\">Bocche eruttive 1981<\/a>.<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_counters\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top:2px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_c=new Array(\"twitter\",\"facebook_like\",\"facebook_send\",\"google\",\"pinterest\",\"email\",\"print\");var hupso_counters_lang = \"it_IT\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"etnanatura.it\";var hupso_url_c=\"\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/counters.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_counters\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top:2px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_c=new Array(\"twitter\",\"facebook_like\",\"facebook_send\",\"google\",\"pinterest\",\"email\",\"print\");var hupso_counters_lang = \"it_IT\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"etnanatura.it\";var hupso_url_c=\"\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/counters.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div><p>Giorno 17 marzo 1981. 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