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Seconda guerra mondiale
La Seconda Guerra Mondiale in Sicilia Orientale non è stata solo una parentesi del conflitto, ma il vero e proprio "punto di svolta" per l'Europa. Tutto ruota attorno all'Operazione Husky, l'invasione alleata iniziata nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943.
Lo Sbarco e l'Avanzata Britannica. Mentre gli americani (Settore Occidentale) sbarcavano nel Golfo di Gela, la 8ª Armata britannica del Generale Montgomery prese terra tra Pachino e Siracusa.
Siracusa: Fu una delle prime città a cadere, conquistata quasi intatta già il 10 luglio. Il porto divenne vitale per i rifornimenti alleati.
Augusta: Importante base navale, venne occupata poco dopo, nonostante i tentativi di sabotaggio delle installazioni da parte delle forze dell'Asse.
La Battaglia del Simeto e il Ponte di Primosole. Questa è stata una delle fasi più cruente. Per raggiungere Catania e Messina, i britannici dovevano attraversare la Piana di Catania.
Il Ponte di Primosole: Tra il 13 e il 16 luglio, paracadutisti britannici e paracadutisti tedeschi (Fallschirmjäger) si scontrarono per il controllo di questo ponte strategico sul fiume Simeto. Fu un combattimento corpo a corpo ferocissimo.
La resistenza tedesca: A differenza delle truppe italiane, spesso demoralizzate, le divisioni tedesche (come la Hermann Göring) offrirono una resistenza accanita lungo la "Linea dell'Etna".
La Caduta di Catania. Catania non cadde subito. La città subì pesanti bombardamenti aerei e navali che distrussero interi quartieri e infrastrutture.
I tedeschi trasformarono la città in un perno difensivo per permettere la ritirata verso il continente.
I britannici entrarono a Catania solo il 5 agosto 1943, trovando una città stremata.
La "Corsa verso Messina". L'obiettivo finale era Messina, il tappo della Sicilia.
Guerra in montagna: Gli Alleati dovettero farsi strada tra i paesi dell'Etna (Adrano, Bronte, Randazzo) e i Peloritani. Randazzo, in particolare, fu quasi rasa al suolo dai bombardamenti perché snodo cruciale per la ritirata tedesca.
L'Evacuazione (Operazione Lehrgang): Nonostante la superiorità alleata, i tedeschi riuscirono in un capolavoro logistico, evacuando oltre 100.000 uomini e migliaia di veicoli attraverso lo Stretto prima che gli Alleati arrivassero a Messina il 17 agosto.
Lo Sbarco e l'Avanzata Britannica. Mentre gli americani (Settore Occidentale) sbarcavano nel Golfo di Gela, la 8ª Armata britannica del Generale Montgomery prese terra tra Pachino e Siracusa.
Siracusa: Fu una delle prime città a cadere, conquistata quasi intatta già il 10 luglio. Il porto divenne vitale per i rifornimenti alleati.
Augusta: Importante base navale, venne occupata poco dopo, nonostante i tentativi di sabotaggio delle installazioni da parte delle forze dell'Asse.
La Battaglia del Simeto e il Ponte di Primosole. Questa è stata una delle fasi più cruente. Per raggiungere Catania e Messina, i britannici dovevano attraversare la Piana di Catania.
Il Ponte di Primosole: Tra il 13 e il 16 luglio, paracadutisti britannici e paracadutisti tedeschi (Fallschirmjäger) si scontrarono per il controllo di questo ponte strategico sul fiume Simeto. Fu un combattimento corpo a corpo ferocissimo.
La resistenza tedesca: A differenza delle truppe italiane, spesso demoralizzate, le divisioni tedesche (come la Hermann Göring) offrirono una resistenza accanita lungo la "Linea dell'Etna".
La Caduta di Catania. Catania non cadde subito. La città subì pesanti bombardamenti aerei e navali che distrussero interi quartieri e infrastrutture.
I tedeschi trasformarono la città in un perno difensivo per permettere la ritirata verso il continente.
I britannici entrarono a Catania solo il 5 agosto 1943, trovando una città stremata.
La "Corsa verso Messina". L'obiettivo finale era Messina, il tappo della Sicilia.
Guerra in montagna: Gli Alleati dovettero farsi strada tra i paesi dell'Etna (Adrano, Bronte, Randazzo) e i Peloritani. Randazzo, in particolare, fu quasi rasa al suolo dai bombardamenti perché snodo cruciale per la ritirata tedesca.
L'Evacuazione (Operazione Lehrgang): Nonostante la superiorità alleata, i tedeschi riuscirono in un capolavoro logistico, evacuando oltre 100.000 uomini e migliaia di veicoli attraverso lo Stretto prima che gli Alleati arrivassero a Messina il 17 agosto.
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