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Hierophis viridiflavus

Nome scientifico: Hierophis viridiflavus
Nome volgare: Biacco
Foto di: Alessandro Micalizzi -
Il biacco (Hierophis viridiflavus (Lacépède, 1789)), precedentemente classificato come Coluber viridiflavus, è un serpente non velenoso per l'uomo della famiglia dei Colubridi, frequente nelle campagne e nei giardini, sia in terreni rocciosi, secchi e soleggiati, sia in luoghi più umidi come le praterie e le rive dei fiumi. È detto anche milordo o colubro verde e giallo.
Etimologia. Il nome specifico viridiflavus allude alla particolare colorazione verde e gialla del serpente. Biacco, così denominato originariamente in Toscana e in uso ormai anche in italiano, invece proviene da biacca, carbonato di piombo basico, a sua volta dal longobardo *blaih, "pallido".
Descrizione. La sua colorazione è dominata nelle parti superiori dal nero, il ventre è di colore chiaro. Il capo e il dorso hanno screziature di color giallo formanti un reticolo irregolare che, a partire dal basso ventre e fino all'estremità caudale assume l'aspetto di un fascio di linee longitudinali giallo-verdastre (circa venti), ma nel Meridione e nelle isole le popolazioni sono prevalentemente melaniche.
In media gli adulti raggiungono i 120–130 cm di lunghezza ed eccezionalmente possono arrivare a 2 m.
Occhio in contatto con almeno 2 sopralabiali; 187-212 vertebre nei maschi e 197-217 nelle femmine. 97-124 paia di sottocaudali nel maschio e 91-119 paia nella femmina. 19 squame dorsali.
Negli adulti la colorazione di fondo delle parti superiori è verde-giallastra. I piccoli invece presentano, fino all'età di un anno, una colorazione caratteristica: la testa presenta già il reticolo giallo e nero mentre il resto del corpo ha una tonalità grigio-celeste uniforme. Diversamente dalla biscia d'acqua, le squame del dorso sono completamente lisce. È un serpente molto agile e veloce (fino a 11 km all'ora), ottimo arrampicatore e buon nuotatore.
Biologia. È una specie di abitudini diurne, adattatasi a una vasta tipologia di ambienti e di conseguenza diffusissimo nella nostra penisola. Ha un ricco spettro alimentare, di natura opportunista, è anche ofiofago (ovvero “che si nutre di serpenti”), quindi eventualmente cannibale. Se disturbato dall'uomo, preferisce darsi alla fuga, ma se importunato o messo alle strette non esita a fronteggiare l'aggressore. Si difende con fierezza infliggendo morsi ripetuti che a loro volta possono essere prolungati e masticati. Solo recentemente si è scoperto che dispone di zanne modificate site nelle estremità posteriori delle mascelle, in contatto con la ghiandola di Duvernoy. Le tossine prodotte da quest'ultima sono destinate a neutralizzare le piccole prede di cui si nutre, e il suo morso non è pericoloso per l'uomo.
Alimentazione. Si nutre di altri rettili (in particolare piccoli sauri e altri serpenti, dalle bisce d'acqua alle vipere, ma anche di lucertole), di uova e di pulli (pulcini) di piccoli uccelli, di piccoli mammiferi (in particolare topi e ratti) e anfibi anuri e urodeli; occasionalmente nuota agilmente in immersione, alla ricerca di piccoli pesci.
Riproduzione. È specie ovipara. La femmina depone da 5 a 15 uova ai primi di luglio che si schiuderanno tra agosto e settembre, dopo una incubazione di 6-8 settimane. Il maschio durante l'accoppiamento morde la femmina sulla nuca nell'intento di immobilizzarla.
Distribuzione e habitat. Lo si incontra nel nord-est della Spagna, in Italia specialmente al nord (comprese la Sardegna e l'isola d'Elba, è una specie tipica delle isole di Ischia e Procida), in Francia (compresa la Corsica), nel sud della Svizzera, in Slovenia, in Croazia e a Malta. Esiste una popolazione introdotta in tempi remoti sull'isola di Gyaros in Grecia.
Conservazione. In Italia la specie non sembra essere minacciata, in quanto molto adattabile, ed è comune in tutte le regioni. Risulta essere tra i serpenti più investiti dagli autoveicoli.
Fonte Wikipedia
Etimologia. Il nome specifico viridiflavus allude alla particolare colorazione verde e gialla del serpente. Biacco, così denominato originariamente in Toscana e in uso ormai anche in italiano, invece proviene da biacca, carbonato di piombo basico, a sua volta dal longobardo *blaih, "pallido".
Descrizione. La sua colorazione è dominata nelle parti superiori dal nero, il ventre è di colore chiaro. Il capo e il dorso hanno screziature di color giallo formanti un reticolo irregolare che, a partire dal basso ventre e fino all'estremità caudale assume l'aspetto di un fascio di linee longitudinali giallo-verdastre (circa venti), ma nel Meridione e nelle isole le popolazioni sono prevalentemente melaniche.
In media gli adulti raggiungono i 120–130 cm di lunghezza ed eccezionalmente possono arrivare a 2 m.
Occhio in contatto con almeno 2 sopralabiali; 187-212 vertebre nei maschi e 197-217 nelle femmine. 97-124 paia di sottocaudali nel maschio e 91-119 paia nella femmina. 19 squame dorsali.
Negli adulti la colorazione di fondo delle parti superiori è verde-giallastra. I piccoli invece presentano, fino all'età di un anno, una colorazione caratteristica: la testa presenta già il reticolo giallo e nero mentre il resto del corpo ha una tonalità grigio-celeste uniforme. Diversamente dalla biscia d'acqua, le squame del dorso sono completamente lisce. È un serpente molto agile e veloce (fino a 11 km all'ora), ottimo arrampicatore e buon nuotatore.
Biologia. È una specie di abitudini diurne, adattatasi a una vasta tipologia di ambienti e di conseguenza diffusissimo nella nostra penisola. Ha un ricco spettro alimentare, di natura opportunista, è anche ofiofago (ovvero “che si nutre di serpenti”), quindi eventualmente cannibale. Se disturbato dall'uomo, preferisce darsi alla fuga, ma se importunato o messo alle strette non esita a fronteggiare l'aggressore. Si difende con fierezza infliggendo morsi ripetuti che a loro volta possono essere prolungati e masticati. Solo recentemente si è scoperto che dispone di zanne modificate site nelle estremità posteriori delle mascelle, in contatto con la ghiandola di Duvernoy. Le tossine prodotte da quest'ultima sono destinate a neutralizzare le piccole prede di cui si nutre, e il suo morso non è pericoloso per l'uomo.
Alimentazione. Si nutre di altri rettili (in particolare piccoli sauri e altri serpenti, dalle bisce d'acqua alle vipere, ma anche di lucertole), di uova e di pulli (pulcini) di piccoli uccelli, di piccoli mammiferi (in particolare topi e ratti) e anfibi anuri e urodeli; occasionalmente nuota agilmente in immersione, alla ricerca di piccoli pesci.
Riproduzione. È specie ovipara. La femmina depone da 5 a 15 uova ai primi di luglio che si schiuderanno tra agosto e settembre, dopo una incubazione di 6-8 settimane. Il maschio durante l'accoppiamento morde la femmina sulla nuca nell'intento di immobilizzarla.
Distribuzione e habitat. Lo si incontra nel nord-est della Spagna, in Italia specialmente al nord (comprese la Sardegna e l'isola d'Elba, è una specie tipica delle isole di Ischia e Procida), in Francia (compresa la Corsica), nel sud della Svizzera, in Slovenia, in Croazia e a Malta. Esiste una popolazione introdotta in tempi remoti sull'isola di Gyaros in Grecia.
Conservazione. In Italia la specie non sembra essere minacciata, in quanto molto adattabile, ed è comune in tutte le regioni. Risulta essere tra i serpenti più investiti dagli autoveicoli.
Fonte Wikipedia

