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Giovedì 16 luglio 2026
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Pelophylax esculentus

Nome scientifico: Pelophylax esculentus
Nome volgare: Rana ibrida dei fossi
Foto di: Alessandro Micalizzi -
La rana ibrida dei fossi, conosciuta anche come rana comune o rana verde (Pelophylax esculentus (Linnaeus, 1758)), è un anfibio della famiglia Ranidae.
Descrizione- È una rana acquatica di 12 cm di lunghezza, dal muso appuntito e dalle dita ampiamente palmate.
Il dorso, di colore verde smagliante o bruno oliva, talvolta cosparso di macchie nere, è ornato a ogni lato.
L'ibernazione ha luogo nella melma dello stagno in cui vive.
Distribuzione e habitat. La specie è comune in gran parte dell'Europa occidentale, centrale e orientale. In Italia è presente con certezza solo nella pianura Padana.
È una specie praticamente scomparsa da molti stagni e specchi d'acqua, a causa dell'inquinamento ambientale e delle acque da parte di anticrittogamici rameici e di altre sostanze tossiche. Anche l'impoverimento delle erbe di superficie degli stagni, dovuto a cause simili e alla scomparsa delle ninfee, ha prodotto un notevole ridimensionamento di questa specie. Era normalmente presente in Toscana fino ad una trentina di anni fa.
Alimentazione. Si nutre generalmente di insetti come mosche e zanzare.
Riproduzione. Il maschio gonfia le guance per attirare la femmina; raggiunto dalla compagna si adagia sul suo dorso stringendola in una sorta d'abbraccio, detto amplesso ascellare.
Fonte Wikipedia
Descrizione- È una rana acquatica di 12 cm di lunghezza, dal muso appuntito e dalle dita ampiamente palmate.
Il dorso, di colore verde smagliante o bruno oliva, talvolta cosparso di macchie nere, è ornato a ogni lato.
L'ibernazione ha luogo nella melma dello stagno in cui vive.
Distribuzione e habitat. La specie è comune in gran parte dell'Europa occidentale, centrale e orientale. In Italia è presente con certezza solo nella pianura Padana.
È una specie praticamente scomparsa da molti stagni e specchi d'acqua, a causa dell'inquinamento ambientale e delle acque da parte di anticrittogamici rameici e di altre sostanze tossiche. Anche l'impoverimento delle erbe di superficie degli stagni, dovuto a cause simili e alla scomparsa delle ninfee, ha prodotto un notevole ridimensionamento di questa specie. Era normalmente presente in Toscana fino ad una trentina di anni fa.
Alimentazione. Si nutre generalmente di insetti come mosche e zanzare.
Riproduzione. Il maschio gonfia le guance per attirare la femmina; raggiunto dalla compagna si adagia sul suo dorso stringendola in una sorta d'abbraccio, detto amplesso ascellare.
Fonte Wikipedia

