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Monumento a Garibaldi
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Nome:
Monumento a Garibaldi
Comune: Catania
Località: Centro storico
Foto di: Etnanatura -
Descrizione:
Il legame tra Garibaldi e Catania raggiunse il suo culmine nell'agosto del 1862, durante quella che viene ricordata come la spedizione per la liberazione di Roma, conclusasi poi con il ferimento del Generale in Aspromonte.
Sebbene molti associno questa frase a Palermo, è a Catania che Garibaldi la pronunciò con forza definitiva. La notte del 18 agosto 1862, affacciandosi dal balcone di Palazzo Minoriti (su Via Etnea), l'Eroe dei Due Mondi arringò la folla sterminata che si era radunata sotto di lui, lanciando l'ultimatum che sarebbe diventato il simbolo del Risorgimento:
"O Roma o Morte!"
Ancora oggi, una lapide dettata dal poeta catanese Mario Rapisardi e affissa sulla facciata del palazzo (oggi sede della Prefettura), ricorda quel momento in cui il destino dell'Italia sembrava passare per le strade del capoluogo etneo.
L'accoglienza di Catania non fu solo calorosa, ma vitale per la spedizione. Garibaldi stesso, nelle sue memorie e in un discorso successivo, definì la città un "Vulcano di patriottismo".
Sostegno economico e materiale: I catanesi donarono denaro, cibo e vestiario per equipaggiare i circa 3.000 volontari che seguivano il Generale.
Insurrezione popolare: Mentre il governo centrale (guidato da Rattazzi) iniziava a temere ripercussioni diplomatiche con la Francia e proclamava lo stato d'assedio in Sicilia, Catania ignorò i divieti, proteggendo Garibaldi e facilitando il suo imbarco verso la Calabria.
Pochi giorni dopo il celebre discorso, la notte tra il 24 e il 25 agosto, Garibaldi e i suoi uomini riuscirono a eludere la sorveglianza delle navi regie. Partirono dal piccolo porto di Ognina e dalla costa vicina a bordo dei piroscafi Dispaccio e Generale Abbatucci, diretti verso le coste calabresi.
Garibaldi amava la schiettezza e l'energia dei catanesi. Si dice che durante i giorni di permanenza in città , egli girasse quasi indisturbato tra la gente, cenando in modo frugale e rifiutando spesso gli onori eccessivi dei nobili locali per stare vicino ai suoi "picciotti" e ai cittadini comuni.
A Catania, la figura di Giuseppe Garibaldi è celebrata attraverso diversi monumenti e luoghi storici che testimoniano il forte legame tra l'Eroe dei Due Mondi e la città etnea, specialmente in relazione alla spedizione del 1862.
I principali punti di interesse sono:
Porta Garibaldi (Piazza Palestro): Nota anticamente come Porta Ferdinandea, è un imponente arco trionfale costruito nel 1768. Dopo l'Unità d'Italia fu intitolata a Garibaldi. Si distingue per la sua caratteristica bicromia in pietra bianca e pietra lavica scura. Sulla sommità spicca una fenice con la celebre iscrizione "Melior de cinere surgo" (Dalle ceneri rinasco più bella), simbolo della resilienza di Catania.
Monumento a Giuseppe Garibaldi (Largo Rinazzo / Via Etnea): Situata all'incrocio tra Via Etnea e Via Caronda, questa statua bronzea alta circa 7 metri fu realizzata da Ettore Ferrari e inaugurata nel 1912. Sul basamento sono incise le parole che Garibaldi pronunciò al suo arrivo in città nel 1862: "Trovammo Vulcano di patriottismo, uomini, denaro, vettovaglie per la nuda mia gente".
Via Giuseppe Garibaldi: È una delle arterie storiche più importanti della città , che collega Piazza del Duomo proprio a Porta Garibaldi (zona comunemente chiamata dai catanesi "u Futtinu"). Lungo questa via si affacciano numerosi palazzi nobiliari e chiese barocche.
Fonte I.A.
Comune: Catania
Località: Centro storico
Foto di: Etnanatura -
Descrizione:
Il legame tra Garibaldi e Catania raggiunse il suo culmine nell'agosto del 1862, durante quella che viene ricordata come la spedizione per la liberazione di Roma, conclusasi poi con il ferimento del Generale in Aspromonte.
Sebbene molti associno questa frase a Palermo, è a Catania che Garibaldi la pronunciò con forza definitiva. La notte del 18 agosto 1862, affacciandosi dal balcone di Palazzo Minoriti (su Via Etnea), l'Eroe dei Due Mondi arringò la folla sterminata che si era radunata sotto di lui, lanciando l'ultimatum che sarebbe diventato il simbolo del Risorgimento:
"O Roma o Morte!"
Ancora oggi, una lapide dettata dal poeta catanese Mario Rapisardi e affissa sulla facciata del palazzo (oggi sede della Prefettura), ricorda quel momento in cui il destino dell'Italia sembrava passare per le strade del capoluogo etneo.
L'accoglienza di Catania non fu solo calorosa, ma vitale per la spedizione. Garibaldi stesso, nelle sue memorie e in un discorso successivo, definì la città un "Vulcano di patriottismo".
Sostegno economico e materiale: I catanesi donarono denaro, cibo e vestiario per equipaggiare i circa 3.000 volontari che seguivano il Generale.
Insurrezione popolare: Mentre il governo centrale (guidato da Rattazzi) iniziava a temere ripercussioni diplomatiche con la Francia e proclamava lo stato d'assedio in Sicilia, Catania ignorò i divieti, proteggendo Garibaldi e facilitando il suo imbarco verso la Calabria.
Pochi giorni dopo il celebre discorso, la notte tra il 24 e il 25 agosto, Garibaldi e i suoi uomini riuscirono a eludere la sorveglianza delle navi regie. Partirono dal piccolo porto di Ognina e dalla costa vicina a bordo dei piroscafi Dispaccio e Generale Abbatucci, diretti verso le coste calabresi.
Garibaldi amava la schiettezza e l'energia dei catanesi. Si dice che durante i giorni di permanenza in città , egli girasse quasi indisturbato tra la gente, cenando in modo frugale e rifiutando spesso gli onori eccessivi dei nobili locali per stare vicino ai suoi "picciotti" e ai cittadini comuni.
A Catania, la figura di Giuseppe Garibaldi è celebrata attraverso diversi monumenti e luoghi storici che testimoniano il forte legame tra l'Eroe dei Due Mondi e la città etnea, specialmente in relazione alla spedizione del 1862.
I principali punti di interesse sono:
Porta Garibaldi (Piazza Palestro): Nota anticamente come Porta Ferdinandea, è un imponente arco trionfale costruito nel 1768. Dopo l'Unità d'Italia fu intitolata a Garibaldi. Si distingue per la sua caratteristica bicromia in pietra bianca e pietra lavica scura. Sulla sommità spicca una fenice con la celebre iscrizione "Melior de cinere surgo" (Dalle ceneri rinasco più bella), simbolo della resilienza di Catania.
Monumento a Giuseppe Garibaldi (Largo Rinazzo / Via Etnea): Situata all'incrocio tra Via Etnea e Via Caronda, questa statua bronzea alta circa 7 metri fu realizzata da Ettore Ferrari e inaugurata nel 1912. Sul basamento sono incise le parole che Garibaldi pronunciò al suo arrivo in città nel 1862: "Trovammo Vulcano di patriottismo, uomini, denaro, vettovaglie per la nuda mia gente".
Via Giuseppe Garibaldi: È una delle arterie storiche più importanti della città , che collega Piazza del Duomo proprio a Porta Garibaldi (zona comunemente chiamata dai catanesi "u Futtinu"). Lungo questa via si affacciano numerosi palazzi nobiliari e chiese barocche.
Fonte I.A.
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kmz
Indicazioni percorso: All'incrocio fra via Etnea e via Caronda di fronte l'ingresso principale della villa Bellini.
Altre informazioni
0.1 km
1/10 - Facile/T
15°05'08'' - 37°30'40''
15°05'08'' - 37°30'40''
15°05'08'' - 37°30'40''
35 m.s.m.
35 m.s.m.
35 m.s.m.
10'
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