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Parco museo Jalari
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Nome:
Parco museo Jalari
Comune: Barcellona Pozzo di Gotto
Località: Frazione Maloto
Foto di: Eva Weinlich -
Descrizione:
La storia del Parco Museo Jalari nasce alla fine degli anni Settanta dalle famiglie Pietrini e Giorgianni e dal sogno del professor Mariano Pietrini, artista, scrittore, ricercatore e profondo conoscitore della cultura siciliana. Dopo un percorso professionale come insegnante e commercialista, nel 1977 acquistò insieme ai fratelli i primi terreni sulle colline tra i Peloritani e la Baia di Tindari, dando vita a un progetto che avrebbe accompagnato tutta la sua esistenza.
L’idea iniziale era quella di salvare la memoria della Sicilia che stava lentamente scomparendo: gli antichi mestieri, le botteghe artigiane, gli strumenti del lavoro contadino, i saperi tramandati di generazione in generazione. Nel corso degli anni Mariano Pietrini raccolse circa 15.000 testimonianze della civiltà siciliana, trasformando Jalari in uno dei più importanti musei etnografici all’aperto del Mediterraneo.
Ben presto, però, Jalari divenne qualcosa di molto più grande.
Nel dialogo quotidiano con la pietra, Mariano iniziò a scolpire migliaia di opere, dando forma a un linguaggio artistico unico in cui arte, filosofia, spiritualità, tradizione popolare e natura si fondono in un’unica visione. Ogni scultura racconta un’idea, ogni piazza custodisce un messaggio e ogni viale rappresenta una tappa del cammino dell’uomo.
Il percorso si sviluppa come un viaggio simbolico: dalla Piazza degli Incontri al Viale della Confusione, passando attraverso la riflessione, la riscoperta dei valori, il dolore, l’amore, la vita, la contemplazione, l’energia, il tempo e la creatività, fino al Viale dei Sogni, dove il visitatore è invitato a ritrovare la libertà del pensiero. Nulla è disposto casualmente: ogni elemento è parte di una narrazione che accompagna chi visita Jalari in un’esperienza culturale, emotiva e spirituale.
La realizzazione di un’opera così complessa è stata possibile grazie al contributo dell’intera famiglia Pietrini.
Se Mariano Pietrini ne è stato il visionario e l’anima artistica, Salvatore Pietrini ha rappresentato il custode del rapporto tra Jalari e la natura. Profondamente legato alla terra, ha dedicato la propria vita alla tutela del paesaggio, all’agricoltura biologica e al rispetto degli equilibri naturali, contribuendo a trasformare una collina in un luogo dove ambiente, architettura e arte convivono in perfetta armonia.
Ogni sentiero, ogni terrazzamento, ogni edificio e ogni albero raccontano questa filosofia. L’intervento dell’uomo non è mai stato pensato per dominare la natura, ma per valorizzarla e accompagnarla, preservandone l’identità. Grazie alla sua sensibilità, Jalari è diventato un esempio di recupero ambientale, dove il patrimonio botanico mediterraneo, la biodiversità e le pratiche dell’agricoltura biologica fanno parte integrante dell’esperienza del visitatore. La natura non rappresenta semplicemente lo sfondo del ParcoMuseo: è una delle sue opere più preziose, curata con la stessa dedizione riservata alle sculture e agli edifici.
Accanto a Mariano e Salvatore, Fortunata Pietrini ha avuto un ruolo determinante nella crescita del progetto. Con passione e costanza ha contribuito all’organizzazione del Parco Museo, alla valorizzazione del patrimonio etnografico e all’accoglienza dei visitatori, trasformando Jalari in un luogo capace di far sentire ogni ospite parte di una grande famiglia. Il suo impegno quotidiano ha contribuito a rendere il Parco non solo uno spazio culturale, ma anche un luogo di incontro, condivisione e autentica ospitalità.
Nel corso degli anni Jalari è cresciuto senza perdere la propria anima. Le botteghe artigiane, il museo etnografico, le piazze, le fontane, la chiesa, le migliaia di sculture e il paesaggio circostante dialogano tra loro in un equilibrio unico, offrendo al visitatore un’esperienza che coinvolge storia, arte, natura e memoria.
Il nome Jalari non è stato scelto dalla famiglia Pietrini, ma appartiene da sempre a questa contrada. Deriva dalla lingua araba e significa “pietra luccicante”, un nome che richiama le particolari caratteristiche geologiche del luogo e che testimonia le profonde radici storiche di questo territorio. Conservare quel nome ha significato rispettarne l’identità e fare del ParcoMuseo la naturale prosecuzione della storia di questa collina.
Oggi Jalari continua a vivere attraverso mostre, eventi, attività educative e progetti culturali, mantenendo vivo il messaggio lasciato dal suo fondatore: custodire la memoria del passato per costruire il futuro. Un luogo dove arte, natura e cultura si incontrano per ricordarci che la bellezza nasce dall’amore, dal lavoro condiviso e dal profondo rispetto per la terra che ci ospita.
Fonte Parco Jalari.
Comune: Barcellona Pozzo di Gotto
Località: Frazione Maloto
Foto di: Eva Weinlich -
Descrizione:
La storia del Parco Museo Jalari nasce alla fine degli anni Settanta dalle famiglie Pietrini e Giorgianni e dal sogno del professor Mariano Pietrini, artista, scrittore, ricercatore e profondo conoscitore della cultura siciliana. Dopo un percorso professionale come insegnante e commercialista, nel 1977 acquistò insieme ai fratelli i primi terreni sulle colline tra i Peloritani e la Baia di Tindari, dando vita a un progetto che avrebbe accompagnato tutta la sua esistenza.
L’idea iniziale era quella di salvare la memoria della Sicilia che stava lentamente scomparendo: gli antichi mestieri, le botteghe artigiane, gli strumenti del lavoro contadino, i saperi tramandati di generazione in generazione. Nel corso degli anni Mariano Pietrini raccolse circa 15.000 testimonianze della civiltà siciliana, trasformando Jalari in uno dei più importanti musei etnografici all’aperto del Mediterraneo.
Ben presto, però, Jalari divenne qualcosa di molto più grande.
Nel dialogo quotidiano con la pietra, Mariano iniziò a scolpire migliaia di opere, dando forma a un linguaggio artistico unico in cui arte, filosofia, spiritualità, tradizione popolare e natura si fondono in un’unica visione. Ogni scultura racconta un’idea, ogni piazza custodisce un messaggio e ogni viale rappresenta una tappa del cammino dell’uomo.
Il percorso si sviluppa come un viaggio simbolico: dalla Piazza degli Incontri al Viale della Confusione, passando attraverso la riflessione, la riscoperta dei valori, il dolore, l’amore, la vita, la contemplazione, l’energia, il tempo e la creatività, fino al Viale dei Sogni, dove il visitatore è invitato a ritrovare la libertà del pensiero. Nulla è disposto casualmente: ogni elemento è parte di una narrazione che accompagna chi visita Jalari in un’esperienza culturale, emotiva e spirituale.
La realizzazione di un’opera così complessa è stata possibile grazie al contributo dell’intera famiglia Pietrini.
Se Mariano Pietrini ne è stato il visionario e l’anima artistica, Salvatore Pietrini ha rappresentato il custode del rapporto tra Jalari e la natura. Profondamente legato alla terra, ha dedicato la propria vita alla tutela del paesaggio, all’agricoltura biologica e al rispetto degli equilibri naturali, contribuendo a trasformare una collina in un luogo dove ambiente, architettura e arte convivono in perfetta armonia.
Ogni sentiero, ogni terrazzamento, ogni edificio e ogni albero raccontano questa filosofia. L’intervento dell’uomo non è mai stato pensato per dominare la natura, ma per valorizzarla e accompagnarla, preservandone l’identità. Grazie alla sua sensibilità, Jalari è diventato un esempio di recupero ambientale, dove il patrimonio botanico mediterraneo, la biodiversità e le pratiche dell’agricoltura biologica fanno parte integrante dell’esperienza del visitatore. La natura non rappresenta semplicemente lo sfondo del ParcoMuseo: è una delle sue opere più preziose, curata con la stessa dedizione riservata alle sculture e agli edifici.
Accanto a Mariano e Salvatore, Fortunata Pietrini ha avuto un ruolo determinante nella crescita del progetto. Con passione e costanza ha contribuito all’organizzazione del Parco Museo, alla valorizzazione del patrimonio etnografico e all’accoglienza dei visitatori, trasformando Jalari in un luogo capace di far sentire ogni ospite parte di una grande famiglia. Il suo impegno quotidiano ha contribuito a rendere il Parco non solo uno spazio culturale, ma anche un luogo di incontro, condivisione e autentica ospitalità.
Nel corso degli anni Jalari è cresciuto senza perdere la propria anima. Le botteghe artigiane, il museo etnografico, le piazze, le fontane, la chiesa, le migliaia di sculture e il paesaggio circostante dialogano tra loro in un equilibrio unico, offrendo al visitatore un’esperienza che coinvolge storia, arte, natura e memoria.
Il nome Jalari non è stato scelto dalla famiglia Pietrini, ma appartiene da sempre a questa contrada. Deriva dalla lingua araba e significa “pietra luccicante”, un nome che richiama le particolari caratteristiche geologiche del luogo e che testimonia le profonde radici storiche di questo territorio. Conservare quel nome ha significato rispettarne l’identità e fare del ParcoMuseo la naturale prosecuzione della storia di questa collina.
Oggi Jalari continua a vivere attraverso mostre, eventi, attività educative e progetti culturali, mantenendo vivo il messaggio lasciato dal suo fondatore: custodire la memoria del passato per costruire il futuro. Un luogo dove arte, natura e cultura si incontrano per ricordarci che la bellezza nasce dall’amore, dal lavoro condiviso e dal profondo rispetto per la terra che ci ospita.
Fonte Parco Jalari.
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Dati sito
Indicazioni percorso: Su via Stretto Croce Maloto
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kml

kmz
Altre informazioni
0.2 km
1/10 - Facile/T
15°13'26'' - 38°05'53''
15°13'27'' - 38°05'53''
15°13'27'' - 38°05'53''
447 m.s.m.
447 m.s.m.
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15'
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(*)Distanza in linea d'aria misurata in km dall'inizio del sentiero - (**)Distanza in linea d'aria misurata in km dalla fine del sentiero
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