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Bosco di Malabotta
Nome:
Bosco di Malabotta
Comune:
Località:
Argimusco
Coordinate inizio:
15°03'08'' - 37°58'21''
Coordinate fine:
15°03'15'' - 37°57'21''
Quota inizio:
1226 m.s.m.
Quota fine:
1289 m.s.m.
Tempo percorso:
1h 20' - Andata e ritorno.
Distanza:
9 km - Andata e ritorno.

Grado difficoltà: 4/10
Attenzione, il grado di difficoltà è riferito solo alla lunghezza del percorso e non all'eventuale pericolosità del sito!
Foto di: Etnanatura e Giuseppe Cantone

Descrizione:
La riserva naturale orienta bosco di Malabotta é un interessante itinerario naturalistico,posto tra la fine dei monti Nebrodi e l'inizio dei monti Peloritani. La riserva é stata istituita nel 1997, ed affidata in gestione all'Azienda foreste demaniali della Regione Sicilia. Il Bosco di Malabotta é il bosco per eccellenza. Straordinario é il suo valore ecologico, non solo per l'integritá, ma soprattutto per l'accentuata diversitá ambientale, legata all'estensione in altitudine della riserva, che varia tra i 700 e i 1300 m slm. Il bosco di Malabotta ha un'estensione di 32,21 Kmq e si trova al centro tra i Comuni di Montalbano Elicona, Roccella Valdemone, Malvagna, Francavilla di Sicilia, Tripi, Moio Alcantara, dei cui territori fa parte. Il Bosco di Malabotta é punteggiato da numerose alture: Pizzo Castelluzzo, Serra Castagna, Pizzo Daniele e Pizzo Galera tutti rivestiti di fitto bosco,infatti per circa 80 ettari domina il Cerro (Quercus cerris), quercia dal portamento regale che puó raggiungere i 30 metri d'altezza e di cui in cima a monte Croce Mancina esistono esemplari con tronco di circa due metri di diametro,la restante parte é costituita da faggi,noccioli,agrifoglio,castagno,leccio. Il sottobosco vanta il biancospino,la Peonia selvatica (Paeonia officinalis), le Ginestre, la Rosa canina, lo sparzio spinoso offre riparo a volpi istrici cinghiali, suini neri dei Nebrodi, donnole e martore. Significativa é anche la presenza del topo quercino, tra la microfauna, importantissimi sono gli artropodi (animaletti invertebrati a cui comunemente associamo ragni, insetti e crostacei) presenti con molte specie endemiche. Per quanto riguarda l'avifauna, troviamo gheppi e falchi pellegrini, poiane, aquile reali, sparvieri. Gli animali presenti nel bosco di Malabotta sono un vero e proprio campionario della fauna siciliana che qui assume una forte valenza data la naturalitá del bosco. Per arrivare alla riserva naturale orientata del Bosco di Malabotta,da Floresta seguite la strada statale 116 in direzione Randazzo,al Km 5 in localitá Favoscuro proseguite per Tripi fino Contrada dell'Argimusco,su questo vasto pianoro s'innalzano enormi macigni (megaliti) di calcare che vento e pioggia hanno eroso, modellandoli in strane forme inquietanti. Molto probabilmente si tratta di formazioni naturali, ma la loro forma ha acceso la fantasia delle popolazioni locali. L'Argimusco ha creato in molti l'idea che in passato sia stato un luogo sacro, dove si consumavano antichi riti propiziatori e di ringraziamento in onore del dio Sole. Si pensa che in quel luogo sorgesse una necropoli, infatti intono a questi menhir e dolmen (monumenti funerari) troviamo dislocati numerosi cuburi (Pagghiari in petra). A pochi km da Contrada dell'Argimusco troviamo il parcheggio del bosco di Malabotta. Dal luogo di sosta si intraprende il sentiero in discesa, percorribile con fuoristrada,mountain bike, a cavallo o a piedi per raggiungere gli itinerari di Monte Cerreto - Casetta dei Carbonai - Caserma Forestale - Vallone Ca Devanni - Serro Faita - Rocca Voturi - Portella Croce Mancina - Monte Cerreto.
Da Comune Montalbano Elicona
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Indicazioni percorso:
Il percorso per giungere al bosco di Malabotta é lo stesso per arrivare alle rocche dell'Argimusco. Superato il cancello di accesso all'Argimusco, proseguire lungo la strada asfaltata sino al parcheggio all'inizio del sentiero. Superata la sbarra, purtroppo aperta con conseguente accesso incontrollato di auto, si inizia il percorso. Dopo circa 800 metri si trovano i cartelli indicatori. Si segue il sentiero sulla destra che, in un susseguirsi di saliscendi, attraversa il bosco nel versante ad ovest. Il bosco é molto fitto, i raggi del sole non riescono quasi ad illuminare il sentiero. Lungo il percorso si incontra un'area picnic in stato di abbandono e la casermetta della Forestale semidistrutta. Al termine della prima parte del percorso si giunge sul crinale della montagna e si apre uno splendido panorama sulla valle dell'Alcantara e sull'Etna. Si segue il crinale e si sale verso pizzo Petrolo, dove, se l'altura non é occupata dalle mucche, si puó godere uno splendido panorama in direzione di rocca Novara e i Peloritani. Si passa accanto ai Centenari (enormi querce secolari) e si prosegue in discesa ritornando attraverso il bosco in direzione del sentiero di accesso. Il percorso é lungo quasi 9 km, la strada é agevole, ma si superano discrete pendenze. La segnaletica é poca, si vede che tempo fa erano stati apposti dei cartelli indicatori, che con il tempo sono stati resi inutilizzabili. Lungo il percorso é facile incontrare bovini al pascolo, che si possono evitare tagliando il sentiero, o greggi di capre che fuggono quando vedono arrivare qualcuno. Purtroppo capita di incontrare anche fuoristrada, gruppi di moto cross e a volte gare di mountain bike. Si incontra anche, in un fossato ai margini del sentiero, il rottame di un'auto, che non si capisce come sia arrivata sino a lí. La prima parte del sentiero tuttavia é solitamente deserta.

Come arrivare all'inizio del sentiero:
Indirizzo di partenza:

(es.: Via Nazionale, 87, 00184 Roma, Italia)

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Sentiero D1(*) D2(*) Pagina Mappa Tipologia
Sentiero D1(*) D2(*) Pagina Mappa Tipologia
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Torre Acquafredda 9.64 9.18 Link Link Aree protette-Alcantara-Castelli e ruderi-Medioevo e Rinascimento

(*) Distanza, misurata in km, in linea d'area dall'inizio del sentiero.
(**) Distanza, misurata in km, in linea d'area dalla fine del sentiero.
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