Casa Cuseni

Casa Cuseni
Comune:
Taormina - Località: Cuseni
Coordinate inizio percorso: 15°16'56'' - 37°51'09''
Coordinate fine percorso: 15°16'56'' - 37°51'09''
Quota inizio percorso: 242 m.s.m. - Quota fine percorso: 242 m.s.m.
Tempo percorso (andata e ritorno): 10'
Distanza (andata e ritorno): 0.1 km
Grado difficoltà: 1/10
Foto di: Alessandro Lo Piccolo

Descrizione:
Casa Cuseni, una delle più belle ville di Taormina, deve il suo nome al quartiere in cui sorge, l’antico borgo, in quella che fu una volta una scarpata di selvaggia bellezza e che ora è un incantevole oasi di verde, sulla strada da Taormina verso il santuario della Madonna della Rocca e Castelmola. Casa Cuseni fu progettata e fatta costruire, tra il 1905 e il 1911, da Robert Hawthorn Kitson, (1873-1947), laureato a Cambridge in scienze naturali a indirizzo geologico, pittore e mecenate che, dopo aver molto viaggiato, scelse per vivere la perla dello Jonio. Don Roberto era pittore di quotati acquerelli che espose più volte nella sua città natale, Leeds, alla Royal Academy di Londra, all'Accademia Britannica di cui era membro, a Roma e Catania; era anche un grande viaggiatore, che dalla sua Taormina visitava ogni anno per esempio il Nord Africa. Fu molto amato dai Taorminesi che lo chiamavano “il pazzo inglese”, non tanto per il suo aspetto alto e dinoccolato, i suoi occhi azzurri, i baffi in stile edoardiano, quanto per la stravaganza nel vestire e le sue preferenze omosessuali. Quando passava per le strade del centro con la sua carrozza, i Taorminesi gli facevano ala ed egli generosamente sostenne diverse iniziative a scopo benefico. Un segno della sua considerazione in città è stata la richiesta, da parte del Comune, al suo ritorno, dopo la seconda guerra mondiale, di accettare la nomina di presidente della Commissione istituita per sovrintendere la ricostruzione della città dal danneggiamento delle bombe degli alleati. Per costruire la sua dimora, Robert non badò a spese, attingendo alle sterline che il padre, ricco industriale delle locomotive, aveva lasciato morendo a lui e agli altri figli. La villa, nelle linee architettoniche e nell’arredamento, ha l’impronta decorativa e la raffinatezza artigianale del liberty inglese, negli anni in cui in Sicilia lo stile Liberty di Ernesto Basile e Luigi Ducrot era molto apprezzato. Per cui Casa Cuseni, con i suoi giardini, i suoi mobili e i suoi quadri, è una Casa Museo, un esempio unico di associazione artistica di elementi italiani e inglesi, considerata dal Victoria and Albert Museum di Londra come uno dei massimi capolavori fuori dalla madrepatria del movimento artistico “Arts and Crafts” ("Arti e Mestieri"), nato come reazione colta di artisti e intellettuali all'industrializzazione galoppante del tardo Ottocento. Questo spiega la stretta collaborazione di Kitson nel costruirla con le maestranze: dal capomastro al carpentiere all’ebanista al giardiniere. La planimetria è essenzialmente palladiana, con un salone a doppio cubo affiancato dal salotto, che è un singolo cubo, e dalla sala da pranzo. Tutt’intorno, un giardino immenso, a più piani, organizzato secondo un disegno dalla forte simbologia esoterica, attraversato da viali selciati con ciottoli di spiaggia, tra muri in pietra coperti da buganvillee, glicini e gelsomini, con filari di cipressi, pini, palme, ulivi, agrumi e altri alberi da frutto e piante esotiche; qua e là sedili in angoli appartati, vasche di papiri egiziani, aiuole fiorite. Per mantenere le precipitazioni invernali fino al periodo estivo, Kitson progettò una grande cisterna sotto la terrazza anteriore e il pergolato, con numerosi pozzi e una grande piscina. Un pozzo greco preesistente e alcuni ritrovamenti durante i lavori di sbancamento per la costruzione della villa mostrano la centralità funzionale e simbolica dell’acqua, come elemento intorno a cui la villa fu costruita sin dalla sua antica origine. La terrazza della villa si affaccia su un panorama mozzafiato, con la vista del vulcano Etna ammantato di neve per sei mesi l’anno e della baia di Naxos, prima colonia greca di Sicilia. La villa è il Museo d’arte che custodisce le collezioni private di Robert Hawthorn Kitson, famoso anche per essere stato Patron and Pupil di Sir Frank Brangwyn RA, (1867 – 1956), uno dei più celebrati artisti britannici di tutti i tempi. Tra i molti lavori di Sir Frank Brangwyn ricordiamo la Galleria Reale alla Casa dei Lords,a Westminster, il Foyer del RCA Building, a New York, per John D. Rockefeller, le famose vetrate per Louis Confort Tiffany. A Taormina, ha eseguito il suo capolavoro nella dining-room di Casa Cuseni (tra il 1909-1910), con affreschi che rappresentano un esempio unico nella storia dell’arte di una felice famigliola omosessuale composta da un giovane inglese di carnagione chiara e un giovane siciliano di carnagione bruna, con in braccio un bambino, l’unico interno al mondo interamente progettato e realizzato dall’artista. Oltre agli artisti dalla sua stessa famiglia, furono ospiti di Kitson a Casa Cuseni parecchi artisti attivi nella formazione di nuovi modelli attraverso la Enghish New Art Club, come Sir Alfred East RA, che dipinse il paesaggio nella sala da pranzo, Sir George Clausen, RA, e Wilson Steer, uno dei pittori più influenti in Inghilterra all'inizio del secolo scorso. Letterati, pittori, scultori, musicisti, scienziati, attori, di tutte le nazionalità, non soltanto inglesi, e non necessariamente omosessuali, vi furono ospitati da Robert Kitson, uomo di grande cultura e, alla sua morte, dalla nipote Daphne Phelps. Ognuno di loro ha lasciato un segno più o meno grande della sua permanenza nella Casa. È ancora oggi una casa-museo piena di affreschi, quadri, ceramiche, mobili antichi, pezzi d’arte, resa famosa anche da Daphne Phelps, (1911 – 2005), nipote del pittore Kitson, che ereditò la casa alla morte dello zio nel 1947, e che le dedicò un libro di successo, “Una casa in Sicilia”, in inglese e in italiano. Dichiarata “monumento nazionale” e Museo della città di Taormina, fu resa famosa anche dalle storie d’amore dei suoi prestigiosi frequentatori, sbocciate tra le sue pareti all’epoca sia di Robert Kitson, che della nipote erede della villa. Il giornalista Gaetano Saglimbeni racconta con dovizia di particolari gli amori e i peccati di cui la casa fu teatro: avvenne qui, nel 1950, la rottura del terzo matrimonio del settantottenne filosofo pacifista Bertrand Russell, Lord inglese e premio Nobel per la Letteratura, assai amante delle donne, con la quarantenne Patricia, sua ex allieva a Oxford, la quale non ci pensò due volte a rifare le valigie e lasciare Taormina quando scoprì che il marito corteggiava la trentanovenne nipote del pittore Kitson. Ed a Casa Cuseni, nel 1969, nacque la storia d’amore tra il quarantottenne commediografo americano omosessuale Tennessee Williams, già ricco e famoso per i suoi drammi trasferiti a Hollywood in film celebri (da “Zoo di vetro” a “La rosa tatuata”, “Un tram che si chiama desiderio”) ed ospite della Phelps per una settimana, con il trentacinquenne pittore suo connazionale Henry Faulkner, allora sconosciuto e squattrinato, che qui viveva nelle stanzette destinate un tempo al giardiniere. Anche la cinquantasettenne Greta Garbo passò a Casa Cuseni una notte, ma da sola, nel 1962, mentre a Taormina era ospite dell’amico dietologo Gayelord Hauser, tedesco naturalizzato americano, omosessuale che era stato sul punto di sposarla a Hollywood, qualche anno prima che la celebre interprete di “Mata Hari” abbandonasse il cinema, a soli 36 anni. Con Gayelord Hauser andarono insieme a Casa Cuseni, invitati a cena dalla Phelps, amica della “divina”, che aveva incontrato spesso a Londra, e il dietologo tornò da solo nella sua villa al mare tra Taormina e Letojanni perché la Garbo, incantata dal panorama della villa, non resistette al desiderio di ammirare anche l’alba da quella terrazza. Tra gli ospiti di Daphne vi fu anche più volte tra il 1954 e il 1957 l’archeologo rumeno naturalizzato italiano Dinu Adamesteanu (Toporu, 1913 – Policoro, 2004) mentre, su incarico di Paolo Orsi e poi del Sovrintendente di Agrigento, Pietro Griffo, metteva a nudo con Piero Orlandini le mura di Timoleonte a Gela ed effettuava tanti altri importanti scavi in Sicilia. La delicata storia d’amore tra i due si evince da un gruppo di lettere inedite di Dinu a Daphne, che lei conservava legate con un nastrino rosso nel secretaire del suo studio e che rileggeva più volte anche divenuta vecchia. Alla morte di Daphne - che visse lungamente senza mai sposarsi e non ebbe figli - la scrittrice a cui va il grande merito di aver preservato la villa rinunciando a una brillante carriera di psicoterapeuta in patria, la Casa è divenuta proprietà del medico Francesco Spadaro e della moglie, prof.ssa Mimma, che continuano a curare amorevolmente la Casa ed hanno, tra l’altro, il merito di averla recentemente fatta entrare nel prestigioso circuito delle “Case europee della memoria”.
Marinella Fiume

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Indicazioni percorso:
Sulla strada da Taormina verso il santuario della Madonna della Rocca e Castelmola.

Come arrivare all'inizio del sentiero:
Indirizzo di partenza:

(es.: Via Nazionale, 87, 00184 Roma, Italia)

Sentieri vicini
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(*) Distanza, misurata in km, in linea d'area dall'inizio del sentiero.
(**) Distanza, misurata in km, in linea d'area dalla fine del sentiero.
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