Gole della Cantera

Gole della Cantera
Comune:
Bronte - Località: Cantera
Coordinate inizio percorso: 14°47'49'' - 37°48'11''
Coordinate fine percorso: 14°48'02'' - 37°48'19''
Quota inizio percorso: 561 m.s.m. - Quota fine percorso: 569 m.s.m.
Tempo percorso (andata e ritorno): 1h
Distanza (andata e ritorno): 2.3 km
Grado difficoltà: 5/10
Foto di: Salvo Nicotra

Descrizione:
Le forre laviche iniziano con uno strapiombo e un selvaggio burrone, dai brontesi denominato "u bazu ‘a càntira" (il balzo della Càntera) ove, sotto i ponti Cantera e Serravalle, i fiumi Simeto e Troina si precipitano schiumanti sulla lava e sui blocchi di pietra arenaria. Uno dei due fiumi (il Troina) è scavalcato dall’antico ponte normanno (vedi). Scendendo lungo il fiume vi sono particolarmente interessanti formazioni laviche a poligoni, o basalto colonnare, dovute al repentino raffreddamento della colata a contatto con le acque del Simeto, gli ampi terrazzi lavici che testimoniano dell’ampliarsi dell’edificio vulcanico etneo sui territori prima occupati dagli affioramenti sedimentari Erei e la tipica vegetazione che assume connotati particolari con la presenza dell’Oleandro, dell’Euforbia arborea, capaci di sviluppare le loro ramificazioni sulle lave. Sul greto del fiume si possono vedere ciottoli di origine lavica, diversamente colorati, sia da sabbie, ghiaia e ciottoli di origine sedimentaria provenienti dai vicini Nebrodi. Non è raro imbattersi in ciottoli e gusci di ambra di colore molto chiaro che hanno da sempre attirato i cercatori e che ci narrano di un lontano passato geologico. Il largo alveo sassoso è spesso occupato da tipica vegetazione ripariale: canne del genere Fragmite ed oleandri che in primavera assumono una magnifica fioritura. Il paesaggio agrario è quello tipico di Bronte, con vecchie zone golenali trasformate in frutteti e giardini, con le "sciare" pietrosissime dove il contadino brontese ha impiantato vaste colture a Pistacchio, e, a tratti occupato da pascoli acclivi e degradatissimi che lasciano comparire tra la rada copertura erbacea, la caratteristica argillosa del suolo con vasti solchi stretti e profondi e con ripide creste che movimentano le alture. Intorno un paesaggio contrastato e una natura profondamente varia, coltivazioni arboree specializzate che vanno dai frutteti (pere, pesche, etc.) fino agli aridi pascoli argillosi inframmezzati ad aride scoscese sciare coltivate a pistacchio, a giardini di agrumi, alberi di olivo o di mandorlo, ortaggi, fichidindia, campi di frumento e di cereali. La componente faunistica specializzata che popola questo ecosistema comprende alcuni tipi di rettili (la Biscia dal collare, la Biscia viperina, il Colubro leopardino, forse il più bel rettile europeo lungo sino ad un metro), le lucertole (Ramarro, Lacerta viridis o la Podarcis sicula) che si nascondono tra la vegetazione arbustiva e tra i sassi e le rocce laviche, una bella specie di anfibio (il Discoglosso dipinto), la Rana esculenta,e alcune specie di rospi che si ritrovano nei dintorni del fiume (Bufo bufo spinosus e Bufo viridis). Rara e quasi del tutto assente la fauna ittica. L'avifauna comprende diverse specie stanziali ed altre presenti come migratorie: non è rara l'apparizione dell’Airone cenerino (Ardea cinerea), che sosta in migrazione nelle zone mag­giormente ricche di anfibi da predare; nella vegetazione ripariale si nasconde il più elusivo dei rallidi, il Porciglione, poco atto al volo e dal corpo tipicamente adattato alla vita nel canneto, alcune specie di rapaci diurni tra i quali domina per dimensioni la Poiana, il Gheppio, e, nelle zone interessate dai pascoli e dalla bassa vegetazione, ancora oggi si può osservare la bella Coturnice, un tempo nota saliente del paesaggio interno siciliano ed oggi vera e propria rarità faunistica. Non è difficile avvistare ed incontrare il Barbagianni, mentre nelle aree più alberate fre­quenti sono sia l'Assiolo, che la Civetta. Per i mammiferi, compaiono come erratici e maggiormente provenienti dalle aree circo­stanti la Volpe, l'Istrice, il Riccio, il Coniglio selvatico e la Lepre.
Da http://www.bronteinsieme.it/5am/ingr.html
Foto di Salvo Nicotra

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Indicazioni percorso:
Seguite la strada che da Bronte porta a Cesarò (SP17-III), attraversate il Simeto sul ponte della Cantera e subito dopo prendere la parte sinistra del bivio, per recarvi verso la zona detta "Serravalle". Incontrerete subito un altro ponte (questa volta sul fiume Troina) posto accanto ad un antico ponte medievale in disuso. Dopo il ponte sul fiume Troina, girate a sinistra dkpo avere superato un caseggiato rurale e parcheggiate l'auto. Sulla sinistra troverete un varco sulla rete di recinzione (se non è stato riparato), superato il varco e raggiungete un vecchio mulino. Ridiscendete lungo il fiume Troina fino alla convergenza con il Simeto. Ricordatevi che vi trovate in una proprietà privata. Chiedete il permesso ai proprietari e rispettatela.

Come arrivare all'inizio del sentiero:
Indirizzo di partenza:

(es.: Via Nazionale, 87, 00184 Roma, Italia)

Mappa altimetrica Mappa altimetrica
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Sentiero D1(*) D2(**) Pagina Mappa Tipologia
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(*) Distanza, misurata in km, in linea d'area dall'inizio del sentiero.
(**) Distanza, misurata in km, in linea d'area dalla fine del sentiero.
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