Attendi…
Etna (∿3400 m. s.l.m.) - Data:
Domenica 12 luglio 2026
Alba:
05:46
Tramonto:
20:24
Fase Lunare:
Luna calante 🌘
Meteo:
Sereno 9.2°C
Benvenuti su etnanatura.it - Le news -- Stop caccia selvaggia -- Palazzo Riggio Carcaci -- Parco museo Jalari -- Parco Ecologico san Jachiddu -- 1908 CittàMuseoCittà -- Quercia san Marco -- Museo Regionale Accascina -- Palazzo Riggio -- Santa Maria della Croce -- Kamarina -- Museo Archeologico Ibleo -- San Giovanni Battista Ragusa -- Palazzo degli Antoci -- Palazzo della Cancelleria -- San Giorgio Ragusa -- San Giuseppe Ragusa -- Sant Agata ai Giardini Iblei -- San Giacomo Ragusa -- Giardino Ibleo -- Hanno visitato il sito: 111.225.547 utenti - Nel 2026: 5.986.306 - Nel mese di Luglio: 373.463 - Oggi: 33.866 -
Dracaena draco

Nome scientifico: Dracaena draco
Nome volgare: Albero del drago
Foto di: Etnanatura -
L'albero del drago (Dracaena draco L.) è una pianta arborea monocotiledone appartenente alla famiglia delle Asparagacee, endemica della Macaronesia. È il simbolo vegetale di Tenerife.
È una pianta a portamento arbustivo che può tuttavia raggiungere anche i 20 metri di altezza.
Il tronco è di colore grigio scuro e si divide dicotomicamente in rami che terminano con rosette di foglie coriacee, lanceolate, di colore verde glauco, disposte a formare una chioma a forma di ombrello.
I fiori, che sorgono da racemi terminali, sono bianco-verdastri.
I frutti, di dimensioni di 1-1,5 cm, sono carnosi, tondeggianti e di colore arancione.
Ha una crescita lenta, e impiega circa un decennio per raggiungere l'altezza di 1 m.
Essendo una monocotiledone, Dracaena draco non mostra anelli annuali e l'età può essere stimata solo in base al numero di suddivisioni dei rami.
Gli esemplari più antichi si ritiene possano essere millenari; il più antico esemplare vivente si trova a Icod de los Vinos, nella zona nord-occidentale di Tenerife.
È endemica nelle Isole Canarie, dove la popolazione complessiva è ridotta a poche centinaia di esemplari, delle isole di Capo Verde (specialmente a São Nicolau, dove si trovano circa cento esemplari, e a Santo Antão) e di Madera, dove ne restano solo pochi esemplari selvatici. A Tenerife, presso Icod de los Vinos, si trova il "Drago millenario" un esemplare molto antico anche se non se ne conosce l'età esatta; la pianta è molto conosciuta e rappresenta un'attrazione turistica.
Dracaena draco millenaria di Icod de los Vinos, Tenerife
Di recente è stata individuata una sottospecie (Dracaena draco subsp. ajgal), diffusa in Marocco, nella regione di Anezi, sui monti dell'Anti-Atlante, dove è presente una colonia di alcune migliaia di esemplari.
Presso il Monte Tauro, all'interno del Parco archeologico del teatro antico di Taormina, è stata individuata una popolazione spontanea costituita da circa cento esemplari di cui alcuni secolari.
Per i Guanci, le popolazioni indigene delle Isole Canarie, questo albero possedeva proprietà magiche. Quando la corteccia o le foglie vengono recise, secernono una resina che ossidandosi assume una colorazione rossastra, conosciuta come sangue di drago. Il sangue di drago era già noto agli antichi romani, che lo utilizzavano come colorante, e nel medioevo era molto ricercato da maghi e alchimisti che gli attribuivano virtù terapeutiche. Nel XVIII secolo era utilizzato come mordente per il mogano. La pianta ha quindi usi affini a quelli di un suo lontano parente, la Dracaena cinnabari, che vive sull'isola di Socotra (tra lo Yemen e il Corno d'Africa), dove è stata sfruttata da secoli per la produzione di sangue di drago e altre essenze.
Fonte Wikipedia.
È una pianta a portamento arbustivo che può tuttavia raggiungere anche i 20 metri di altezza.
Il tronco è di colore grigio scuro e si divide dicotomicamente in rami che terminano con rosette di foglie coriacee, lanceolate, di colore verde glauco, disposte a formare una chioma a forma di ombrello.
I fiori, che sorgono da racemi terminali, sono bianco-verdastri.
I frutti, di dimensioni di 1-1,5 cm, sono carnosi, tondeggianti e di colore arancione.
Ha una crescita lenta, e impiega circa un decennio per raggiungere l'altezza di 1 m.
Essendo una monocotiledone, Dracaena draco non mostra anelli annuali e l'età può essere stimata solo in base al numero di suddivisioni dei rami.
Gli esemplari più antichi si ritiene possano essere millenari; il più antico esemplare vivente si trova a Icod de los Vinos, nella zona nord-occidentale di Tenerife.
È endemica nelle Isole Canarie, dove la popolazione complessiva è ridotta a poche centinaia di esemplari, delle isole di Capo Verde (specialmente a São Nicolau, dove si trovano circa cento esemplari, e a Santo Antão) e di Madera, dove ne restano solo pochi esemplari selvatici. A Tenerife, presso Icod de los Vinos, si trova il "Drago millenario" un esemplare molto antico anche se non se ne conosce l'età esatta; la pianta è molto conosciuta e rappresenta un'attrazione turistica.
Dracaena draco millenaria di Icod de los Vinos, Tenerife
Di recente è stata individuata una sottospecie (Dracaena draco subsp. ajgal), diffusa in Marocco, nella regione di Anezi, sui monti dell'Anti-Atlante, dove è presente una colonia di alcune migliaia di esemplari.
Presso il Monte Tauro, all'interno del Parco archeologico del teatro antico di Taormina, è stata individuata una popolazione spontanea costituita da circa cento esemplari di cui alcuni secolari.
Per i Guanci, le popolazioni indigene delle Isole Canarie, questo albero possedeva proprietà magiche. Quando la corteccia o le foglie vengono recise, secernono una resina che ossidandosi assume una colorazione rossastra, conosciuta come sangue di drago. Il sangue di drago era già noto agli antichi romani, che lo utilizzavano come colorante, e nel medioevo era molto ricercato da maghi e alchimisti che gli attribuivano virtù terapeutiche. Nel XVIII secolo era utilizzato come mordente per il mogano. La pianta ha quindi usi affini a quelli di un suo lontano parente, la Dracaena cinnabari, che vive sull'isola di Socotra (tra lo Yemen e il Corno d'Africa), dove è stata sfruttata da secoli per la produzione di sangue di drago e altre essenze.
Fonte Wikipedia.




