Etnanatura funghi: Calvatia excipuliformis
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Etna (∿3400 m. s.l.m.) - Data: Lunedì 09 marzo 2026
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Calvatia excipuliformis
Etnanatura non si assume nessuna responsabilità circa eventuali errori nella catalogazione dei funghi.
Prima di considerare un fungo commestibile è sempre opportuno sottoporlo a esperti certificati e autorizzati
Calvatia excipuliformis
Nome scientifico: Calvatia excipuliformis
Nome volgare: Piritu di lupu
Foto di: Etnanatura -
Questo fungo si riconosce facilmente da altre specie della famiglia delle agaricacee per la strana forma, con il gambo molto allungato.
Etimologia. Dal latino excipulus = vaso e forme = forma, a forma di vaso.

Corpo fruttifero. 8–30 cm di altezza, a forma di pestello da mortaio; costituito da una testa rotondeggiante e un gambo grosso e lungo, leggermente rugoso; color bianco o giallo ocra, poi brunastro; la superficie superiore è coperta da granulazioni o piccoli aculei concolori, che presto cadono lasciando libero un fondo giallo da cui, per lacerazione della parte interna, fuoriescono le spore.
Carne. Prima bianca poi verdastra e bruno-porporina a maturità; base sterile, spugnosa, brunastra.
Odore e sapore: gradevoli.
Spore. Oliva-brune o brunastre in massa; sferiche e nettamente verrucose.
Distribuzioni e habitat. Fruttifica dalla tarda estate fino a tutto l'autunno, nei terreni incolti, brughiere, pascoli e boschi, isolati o a gruppi.
Commestibilità. Ottima purché consumato quando la carne è bianca. Offre la massima resa tagliato a fette e impanato.
Fonte Wikipedia.
Dipartimento botanica
Associazione Micologic Bresadola
Fungaioli siciliani