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Lycoperdon perlatum
Etnanatura non si assume nessuna responsabilità circa eventuali errori nella catalogazione dei funghi.
Prima di considerare un fungo commestibile è sempre opportuno sottoporlo a esperti certificati e autorizzati
Lycoperdon perlatum
Nome scientifico: Lycoperdon perlatum
Nome volgare: Vescia
Foto di: Etnanatura -
Corpo fruttifero. Globoso con parte inferiore più stretta, quasi a formare una sorta di gambo; coperto da numerosi aculei staccabili con facilità, ruvido al tatto; da giovane bianco candido, poi biancastro, infine bruno /bruno-sporco.
Carne (gleba). Color bianco candida da giovane, poi bruna ed alla fine nerastra; le spore vengono espulse, in età avanzata, attraverso un foro ubicato nella parte superiore del corpo fruttifero, quando la gleba diventa pulverulenta.
Odore: generalmente leggero, fenolico. Quando viene manipolato sprigiona un forte odore di fenolo, specialmente quando la gleba è diventata scura oppure pulverulenta. Prestare attenzione a non annusare se il corpo fruttifero è rotto e la gleba è pulverulenta in quanto potrebbe essere inalata e creare fastidi.
Sapore: leggero, dolce; migliore negli esemplari più grandi.
Spore. Lisce, rotonde, color marrone-oliva in massa, poi marrone.
Habitat. Cresce nei boschi in estate fino alla fine dell'autunno, in gruppi anche numerosi, su residui organici.
Commestibilità. Considerato da molti un mediocre commestibile, è invece un buon commestibile (non edule se la gleba non è bianca). Per una resa migliore si consiglia di consumarlo impanato e fritto oppure alla piastra. L'odore fenolico che possiede da crudo svanisce completamente dopo la cottura, che richiede pochissimo tempo. Come tutte le vesce, anche L. perlatum non va consumato troppo tempo dopo averlo raccolto, perché la gleba deperisce rapidamente e tende a diventare pulverulenta.
Fonte Wikipedia.
Dipartimento botanica
Associazione Micologic Bresadola
Fungaioli siciliani