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Etna
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Siculi

I Siculi furono una delle principali popolazioni indigene della Sicilia protostorica e arcaica. La loro presenza è particolarmente documentata nella Sicilia orientale e centro-orientale, in un territorio che comprende l'area dell'Etna, gli Iblei, la valle del Simeto e l'entroterra siracusano.
Le testimonianze archeologiche mostrano una realtà molto articolata: villaggi, necropoli, abitati rupestri, santuari e centri che, nel corso dei secoli, entrarono progressivamente in contatto con le colonie greche.
Le popolazioni sicule erano organizzate in numerosi centri e comunità distribuiti soprattutto nella Sicilia orientale. La loro cultura è documentata attraverso le necropoli, le abitazioni, le ceramiche, gli oggetti metallici e altri reperti archeologici.
Un ruolo importante ebbero le necropoli rupestri, caratterizzate dalle tombe scavate nella roccia, spesso costituite da piccole camere funerarie accessibili attraverso un'apertura circolare o quadrangolare.
Uno degli esempi più straordinari è Pantalica, dove migliaia di tombe sono distribuite sulle pareti delle profonde cave calcaree.
Pantalica. Pantalica, nel territorio di Sortino, rappresenta una delle più importanti testimonianze della Sicilia protostorica.
L'insediamento si sviluppò soprattutto tra la tarda età del Bronzo e la prima età del Ferro. Le pareti delle cave circostanti conservano migliaia di tombe a grotticella, mentre sull'altopiano sono presenti le tracce dell'antico abitato e dell'Anaktoron. Pantalica costituisce uno dei principali riferimenti per la conoscenza delle comunità indigene della Sicilia orientale e delle trasformazioni che precedettero e accompagnarono la colonizzazione greca.
Mendolito. Particolarmente importante per la conoscenza dei Siculi nell'area etnea è il sito di Mendolito, nel territorio di Adrano.
Qui sono state individuate strutture riferibili a un importante insediamento indigeno e soprattutto una delle testimonianze più significative della lingua sicula: la monumentale iscrizione incisa su un blocco di pietra.
La presenza dell'iscrizione rende Mendolito un sito di eccezionale interesse non soltanto archeologico, ma anche linguistico.
Palikè e il culto dei Palici. A Rocchicella, nel territorio di Mineo, si trovava Palikè, uno dei luoghi più importanti della religiosità sicula.
Il santuario era dedicato ai Palici, divinità indigene della Sicilia, e assunse particolare importanza durante il V secolo a.C., quando il leader siculo Ducezio promosse una confederazione delle comunità sicule.
Palikè rappresenta quindi un caso particolarmente interessante per comprendere il rapporto tra identità indigena, religione e organizzazione politica dei Siculi nel periodo successivo alla colonizzazione greca.
Cozzo Matrice. Sul monte che domina Enna si trova Cozzo Matrice, importante insediamento indigeno successivamente interessato dalla presenza greca.
L'area conserva abitazioni, strutture rupestri e necropoli. Il sito permette di osservare il processo di trasformazione delle comunità indigene della Sicilia centrale e i rapporti con il mondo greco.
Cassibile e la facies sicula. La necropoli di Cugno di Mola, nell'area di Cassibile, costituisce una delle testimonianze più significative della cultura sicula nella Sicilia sud-orientale.
La grande necropoli, con numerose tombe scavate nella roccia, è collegata alla cosiddetta facies di Cassibile, databile in particolare tra la fine del II e l'inizio del I millennio a.C.
Il sito è importante per ricostruire le trasformazioni culturali che interessarono le comunità indigene della Sicilia orientale nell'età del Bronzo finale e nella prima età del Ferro.
Monte Finocchito e Noto. L'area di Noto conserva numerose testimonianze delle popolazioni indigene.
Particolarmente significativo è Monte Finocchito, dove è documentato un importante insediamento della prima età del Ferro. Il sito viene tradizionalmente inserito nel quadro della cultura di Pantalica e delle comunità sicule della Sicilia sud-orientale.
Anche il Monte Alveria, dove sorgerà successivamente Noto Antica, presenta testimonianze di frequentazione sicula.
Dalla cultura indigena alle città greche. La storia dei Siculi non termina con l'arrivo dei Greci.
A partire dall'VIII secolo a.C. la Sicilia orientale fu interessata dalla fondazione di numerose colonie greche. Le popolazioni indigene entrarono così in contatto con nuovi modelli politici, economici e culturali.
Il rapporto non fu però uniforme: in alcuni casi si ebbero conflitti e spostamenti delle popolazioni indigene; in altri si svilupparono forme di convivenza, scambio e progressiva ellenizzazione.
Centri come Morgantina, Leontinoi e altri insediamenti mostrano proprio questa complessa sovrapposizione di culture.
Ducezio e l'identità sicula. Una figura centrale nella storia dei Siculi del V secolo a.C. è Ducezio.
Originario dell'ambiente siculo, riuscì a riunire numerose comunità indigene in una lega e intraprese una politica di opposizione all'espansione siracusana.
La sua vicenda rappresenta uno degli ultimi grandi tentativi di organizzazione politica autonoma delle popolazioni indigene della Sicilia orientale.
Palikè fu uno dei principali centri della sua attività.
Fonte I.A.

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