Palazzo Ciampoli

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Sito Etnanatura: Palazzo Ciampoli.

Palazzo Ciampoli era una residenza signorile in stile catalano. Nello stemma, situato sopra il portone d’ingresso è scolpita la data 1412 anno della sua costruzione. Ciampoli era il nome della famiglia che possedette il palazzo, fino a che fu acquistato dalla Regione Siciliana. Il palazzo sorge nel cuore del borgo medioevale di Taormina, che inizialmente si estendeva dalla torre dell’Orologio a porta Catania.

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Cave di Ispica

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Sito Etnanatura: Cave di Ispica.

Cava Ispica è una vallata fluviale che per 13 km incide l’altopiano ibleo, tra le città di Modica e Ispica. La vallata, immersa nella tipica vegetazione della macchia mediterranea, custodisce necropoli preistoriche, catacombe cristiane, oratori rupestri, eremi monastici e nuclei abitativi di tipologia varia che si sono succeduti ininterrottamente dalla Preistoria (Antica età del Bronzo) fino almeno al XIV secolo. Nell’area terminale della vallata nel territorio di Ispica, a ridosso della città, il sito prende il nome di “Parco Forza”. Secondo l’archeologo Biagio Pace Cava Ispica è una delle più grandi curiosità archeologiche della Sicilia per il suo aspetto pittoresco e il grande numero di escavazioni nelle pareti rocciose del suo lungo corso fin nell’altopiano di Modica. La particolare morfologia della cava, a forma di gola, il tipo di roccia, la posizione naturalmente adatta alla difesa, la prossimità del mare, hanno contribuito a rendere questo luogo uno dei maggiori insediamenti rupestri della Sicilia. Ancora oggi, nonostante diverse ricerche da parte di studiosi, soprattutto italiani, non si conosce molto sulla Cava Ispica. Più recentemente, Giovanni Modica afferma che “la spesa per condurre a termine un’impresa di questo genere è tale da non farla prendere neppure in considerazione”.

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Castellana

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Sito Etnanatura: Castellana.

Castellana costituisce l’area che più conserva testimonianze del suo passato nel territorio di Lentini. Sull’intero sito mancano studi dettagliati ma sono state segnalate nel tempo testimonianze che, partendo dal tardo neolitico (cultura di Serra d’Alto), passano dall’età del rame (Serraferlicchio e Malpasso, arrivando alla media-fine età del bronzo (cultura di Castelluccio, Thapsos e Pantalica), inoltre si trova una necropoli con tombe a forno. Sulla sommità della collinetta, verso la piana, sono state rinvenute tracce di strutture murarie, cocciopesto e numerosi frammenti di ceramica romana di età imperiale (databile tra il II ed il IV sec. d.C.) e bizantina.

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Palazzelli

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Sito Etnanatura: Palazzelli.

In contrada Palazzelli si trovano numerosi cameroni dei quali molti riutilizzati in età moderna. Già nella metà del XIX secolo sono segnalati alcuni ritrovamenti come quelli di “colonnette di marmo bianco, attorcigliate nella loro superficie di spire con cavette o scanalature […] un pregevole lastrico di elegantissimo marmo cipollino, di bel marmo rosso e di granito greggio, tutto messo in bella simmetria a foggia di mosaico”.

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Tempio di Ercole

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Il tempio greco di Ercole fu edificato nel IV sec. a.C. su un gradone roccioso prospiciente l’abitato. Per valenza storico-artistica ed architettonica esso è sicuramente uno dei monumenti aluntini più importanti in quanto, essendo l’unico ben conservato della provincia di Messina, rappresenta una grande testimonianza dell’età classica nel messinese.

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Palazzo Corvaja Taormina

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Nel corso dell’XI secolo, durante l’occupazione araba venne fortificata la città con la costruzione di una torre laddove preesistevano l’agorà dei greci, il forum dei romani ed i ruderi del monastero, eretto nel 1275, delle suore canonisse di Valverde. Tale costruzione costituisce ancora oggi il nucleo centrale di Palazzo Corvaja. La costruzione fu ampliata alla fine del XIII secolo con l’aggiunta del corpo di fabbrica che si sviluppa sulla sinistra del portone d’ingresso. Quest’ultimo, noto come “Salone del Maestro giustiziere”, fu eretto per opera di Juan de Termes, nominato da Federico II, Prefetto e Maestro di Giustizia.

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Mediterraneo di Sebastiano Tusa

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Una lettura di Marinella Fiume in ricordo dell’illustre archeologo siciliano e delle vittime italiane del tragico incidente aereo avvenuto in Etiopia: persone che hanno sacrificato la loro vita per aiutare i popoli del continente africano.

Da dove cominciare per cercare di comunicarvi la magia che alle pagine di questo libro mi ha tenuta incatenata dalla prima all’ultima pagina? Per l’oggetto di questo libro, mi sono detta, il Mediterraneo, catasto magico che sotto questo profilo assimilo alla mia Etna, catasto magico anch’essa che conosco meglio perché sui suoi simboli ci ho indagato lungamente, ci ho scritto persino? Per la grande capacità di fartelo amare, non solo di fartelo capire, di questo grande archeologo che è Sebastiano Tusa, capace di coniugare nus, logos scienza e poiesis, senza le rigide presunzioni della scienza positiva di cui pure egli è maestro?

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Castello Mankarru

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Sito Etnanatura: Castello Mankarru.

IL primitivo castello è costituito dal tipico dongione normanno di provenienza anglo-franco-normanna e questo tipo di struttura è molto diffusa sotto i regni di: Ruggero I di Sicilia, Ruggero II di Sicilia, Guglielmo I di Sicilia detto il Malo, Guglielmo II di Sicilia detto il Buono, Tancredi di Sicilia, Ruggero III di Sicilia, Guglielmo III di Sicilia fino all’avvicendarsi della dinastia degli Svevi con Costanza d’Altavilla sposa di Enrico VI di Svevia. Sebbene ubicato relativamente lontano da cave di pietre e materiali lavici, con riferimento alle ricchissime colate laviche delle falde dell’Etna o estratte e importate dalle prospicienti Isole Eolie, il Castello presenta l’utilizzo di conci di lava per scopi decorativi e altro materiale di natura vulcanica con funzioni strutturali.

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Cugno Carrubba

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Sito Etnanatura: Cugno Carrubba.

Cugno Carrubba è un sito preistorico ai confini fra i comuni di Lentini e Carlentini. Il periodo antecedente la colonizzazione greca di Leontinoi è avvolto nel mito. Delle civiltà preelleniche rimangono i ritrovamenti nelle zone archeologiche, in particolare grotte murate e capanne del tipo italico. Secondo Sebastiano Pisano Baudo, che ha scritto, attingendo a piene mani alla mitologia Storia di Lentini antica e moderna, i primi abitatori dei campi leontini furono i Lestrigoni, popolazioni vicine ai Ciclopi, che dimoravano sull’Etna. Un capo di questo popolo, il cui nome è stato tramandato per la saggezza e il valore, era Antifate. Richiamando autori mitologici greci, soprattutto Omero, l’autore descrive i Lestrigoni come popolazioni evolute, dedite principalmente alla pastorizia e organizzate sotto un governo federato, rinnegando la rappresentazione di essi come giganti incivili e persino antropofagi.

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San Giuseppe il Giusto

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Pagina Etnanatura: San Giuseppe il Giusto.

Le rovine della medievale Chiesa di San Giuseppe Giusto si trovano presso il ColleCiricò a poca distanza dalle rovine dell’antica città di Leontinoi. Presumibilmente si tratta di una chiesa medievale appartenente ad un imprecisato ordine monastico consacrata al “Padre Giusto e Saggio di Cristo” ossia “San Giuseppe”. La facciata di questa chiesa è irreparabilmente danneggiata dal tempo,
dall’incuria del passato e dall’abbandono a cui versava.

 

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