Castello Mankarru

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Sito Etnanatura: Castello Mankarru.

IL primitivo castello è costituito dal tipico dongione normanno di provenienza anglo-franco-normanna e questo tipo di struttura è molto diffusa sotto i regni di: Ruggero I di Sicilia, Ruggero II di Sicilia, Guglielmo I di Sicilia detto il Malo, Guglielmo II di Sicilia detto il Buono, Tancredi di Sicilia, Ruggero III di Sicilia, Guglielmo III di Sicilia fino all’avvicendarsi della dinastia degli Svevi con Costanza d’Altavilla sposa di Enrico VI di Svevia. Sebbene ubicato relativamente lontano da cave di pietre e materiali lavici, con riferimento alle ricchissime colate laviche delle falde dell’Etna o estratte e importate dalle prospicienti Isole Eolie, il Castello presenta l’utilizzo di conci di lava per scopi decorativi e altro materiale di natura vulcanica con funzioni strutturali.

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Cugno Carrubba

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Sito Etnanatura: Cugno Carrubba.

Cugno Carrubba è un sito preistorico ai confini fra i comuni di Lentini e Carlentini. Il periodo antecedente la colonizzazione greca di Leontinoi è avvolto nel mito. Delle civiltà preelleniche rimangono i ritrovamenti nelle zone archeologiche, in particolare grotte murate e capanne del tipo italico. Secondo Sebastiano Pisano Baudo, che ha scritto, attingendo a piene mani alla mitologia Storia di Lentini antica e moderna, i primi abitatori dei campi leontini furono i Lestrigoni, popolazioni vicine ai Ciclopi, che dimoravano sull’Etna. Un capo di questo popolo, il cui nome è stato tramandato per la saggezza e il valore, era Antifate. Richiamando autori mitologici greci, soprattutto Omero, l’autore descrive i Lestrigoni come popolazioni evolute, dedite principalmente alla pastorizia e organizzate sotto un governo federato, rinnegando la rappresentazione di essi come giganti incivili e persino antropofagi.

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San Giuseppe il Giusto

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Pagina Etnanatura: San Giuseppe il Giusto.

Le rovine della medievale Chiesa di San Giuseppe Giusto si trovano presso il ColleCiricò a poca distanza dalle rovine dell’antica città di Leontinoi. Presumibilmente si tratta di una chiesa medievale appartenente ad un imprecisato ordine monastico consacrata al “Padre Giusto e Saggio di Cristo” ossia “San Giuseppe”. La facciata di questa chiesa è irreparabilmente danneggiata dal tempo,
dall’incuria del passato e dall’abbandono a cui versava.

 

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Grotte san Giorgio

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Sito Etnanatura: Grotte san Giorgio.

Antiche grotte artificiali di probabile origine preistorica scavate sula roccia e probabilmente adibite a sepoltura. L’assenza di studi specifici e di reperti ceramici (probabilmente da tempo trafugati dai tombaroli) ne rendono difficile la catalogazione.

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Masseria Alaimo

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Sito Etnanatura: Masseria Alaimo.

Si tratta di un’antica masseria dei conti Alaimo immersa anticamente in un oliveto di cui rimane solo un imponente esemplare. La masseria è in stato di profondo degrado e poco rimane dell’antico splendore. Si segnala una grossa macina in pietra ormai rotta adibita alla spremitura delle ulive. 
Un avo dei conti Alaimo è ricordato in quanto protagonista dei Vespri Siciliani (vedi Alaimo da Lentini su Wikipedia). 

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San Pancrazio

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Sito Etnanatura: San Pancrazio.

Il Tempio di Zeus Serapide è attestato dai ritrovamenti di marmi con epigrafi, rispettivamente nel 1861 e 1867, la statua di Sacerdotessa di Iside, un anello d’oro del Sacerdote del tempio di Giove Serapide rinvenuto nel 1742 recante incisione. Il luogo di culto attraversa indenne i tre assedi saraceni. Il tempio in epoca araba è documentato con impianto a croce, e secondo l’uso bizantino presentava le absidi rivolte ad oriente e il prospetto ad occidente. All’interno presentava un solo altare e custodiva le spoglie di San Pancrazio. La parte in stile barocco risale alla seconda metà del 1600, in seguito alle ristrutturazioni e ingrandimento dell’impianto.

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Grotte di Caratabia

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Sito Etnanatura: Grotte di Caratabia.

Caratabia o grotte di Caratabia sono degli ambienti scavati nella roccia siti presso il monte Caratabia a pochi chilometri da Mineo, nel Calatino. Gli ambienti rupestri si trovano sul fianco meridionale del monte. Gli ambienti sono due (di cui il primo doppio) con tetto piano e a pianta rettangolare, con una prima camera maggiore e una seconda minore nel primo, mentre un ambiente unico nel secondo. Gli ambienti sono databili in epoca protostorica con possibili riadattamenti in epoca arcaica. 

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Cascata Fontana Angelo

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Sito Etnanatura: Cascata Fontana Angelo.

La cascata Fontana d’Angelo, detta anche Occhialino, si trova nel territorio del comune di Caronia. E’ generata dal torrente Cardoneta che è un corso d’acqua a regime torrentizio che scava spettacolari pareti a strapiombo nei monti dei Nebrodi.  La cascata, con i circa trenta metri di altezza, è fra le più spettacolari che si possono ammirare nel Parco dei Nebrodi.

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Torrente Nicoletta

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Sito Etnanatura: Torrente Nicoletta.

Il Torrente, facente parte del territorio di Caronia, è un affluente del Torrente Furiano che sfocia nel Mar Tirreno. Lungo questo settore del torrente è possibile ammirare sia pareti verticali che porzioni di versante interessate da movimenti franosi legati alle vicissitudini geologiche e tettoniche dell’area. Qui, le rocce del Flysch Numidico – alternanze di quarzareniti grigie, talora in grossi banchi, e argille silicee scagliettate – sono incessantemente modellate dall’intensa azione erosiva dell’acqua del torrente.

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San Nicolò Roccella

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Sito Etnanatura: San Nicolò Roccella.

La chiesa più importante del paese è il duomo dedicato al santo patrono Nicolò di Bari. L’edificio ubicato nella piazza principale è stato costruito nel 1625 e viene chiamato “A Matrici”. L’interno è di stile romanico: tre navate con transetto, tre absidi rettangolari, dodici colonne monolitiche in pietra arenaria e con capitelli corinzi, soffitto ligneo.

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