Val Calanna

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Sito Etnanatura: Monte Calanna.

La Val Calanna è un’ampia conca che si trova sul versante orientale dell’edificio vulcanico dell’Etna, all’interno dell’area protetta del Parco dell’Etna, nel comune di Zafferana Etnea. La Val Calanna si è formata a seguito della coalescenza di caldere e dal collasso dei cosiddetti Centri Eruttivi Alcalini Antichi, primordiali edifici vulcanici. Il più evidente segno morfologico di questo processo di sprofondamento è rappresentato dal Salto della Giumenta, un dislivello altimetrico perpendicolare che separa la Val Calanna dalla Valle del Bove, successivamente attenuato nella sua pendenza dalle lave dell’eruzione etnea del 1991-‘93. Tra gli Antichi Centri Eruttivi si annoverano il Trifoglietto I, il Trifoglietto II e il Calanna; proprio dai prodotti piroclastici di quest’ultimo, che doveva trovarsi ad est dell’attuale Val Calanna, si formò il Monte Calanna (1325 m s.l.m.). La Val Calanna è lunga 3 chilometri e larga due chilometri; è delimitata a sud dal Monte Fior di Cosimo, che la divide dalla Valle San Giacomo, a nord dal Monte Calanna, ad ovest dal Salto della Giumenta, che la separa dalla Valle del Bove, e a est dalle colate laviche del 1950-’51.

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Grotta Piano Noce

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Sito Etnanatura: Grotta Piano Noce.

Si tratta di una grotta antica a forma di cunicolo significativamente lunga.

 

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Bocche di Santoro

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Sito Etnanatura: Bocche di Santoro.

Data cruciale per la storia di Mascali é quella del 6 novembre del 1928, ricorrenza di San Leonardo, ancora oggi protettore della cittá, quando la lava dell’Etna, fuoriuscita da una bocca apertasi ad appena 1150 m di quota, incanalandosi nel torrente Pietrafucile che attraversava l’abitato, seppellí Mascali per intero lasciandone integra solo una piccola porzione periferica, l’odierna frazione di Sant’Antonino.
Wikipedia

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Grotte del Ginnasio

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Sito Etnanatura: Grotte del Ginnasio.

Il ginnasio é un ambiente scavato nella roccia di etá ellenistico-romana e riportato alla luce solo di recente. Esso é costituito da due sale comunicanti e corredate di sedili laterali. La stanza sulla destra presenta una parete franata ed é dotata di vasche per abluzioni. L’ambiente di sinistra é il meglio conservato nonchè il piú interessante. In esso si notano ancora delle incisioni in greco che designavano i posti a sedere. In corrispondenza delle lettere PRE si indicavano i posti degli anziani, presbyteroi. sotto la scritta NEO i giovani o neoteroi. L’ambiente probabilmente veniva utilizzato come aula assembleare in cui la comunitá si ritrovava.
Fonte Wikipedia

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Tempio di Apollo Siracusa

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Sito Etnanatura: Tempio di Apollo.

«…Bisogna adesso per ritrovare questo famoso tempio, il primo che sia stato innalzato a Siracusa, penetrare nella camera di un privato di nome Danieli, via Resalibra, dove nello spazio tra il letto ed il muro, ci sono ancora due capitelli sui loro fusti, che sono stati intaccati per ingrandire la stanza. Le colonne sono sotterrate per piú di metá della loro altezza e sono talmente vicine l’una all’altra, che i capitelli non hanno che qualche pollice di distacco. Nel procedere ad alcune riparazioni e scavando una cisterna il proprietario ha trovato altri due fusti di colonne, l’una dell’angolo e l’altra del lato occidentale…»
(Dominique Vivant Denon, Voyage en Sicile, 1788)

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Pietro e Paolo Castiglione

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Sito Etnanatura: Pietro e Paolo Castiglione.

Mostra come elemento originario della sua costruzione la parte absidale e il poderoso torrione in conci di lava e arenaria locale che, con la sua fascia di archetti pensili tubolari e di formelle floreali disordinatamente sparse sulle pareti, ci testimoniano il tempo della sua costruzione che va dal periodo normanno al primo dell’etá sveva, sebbene una lapide, ormai scomparsa e dettagli storici locali, portava la data 1105. Molti benefattori si sono prodigati nel corso dei secoli per arricchire la Matrice di oggetti preziosi, arredi sacri, paramenti ed opere d’arte. Entrando dalla porta principale balzano subito agli occhi quattro tele di grandi dimensioni, poste sugli altari laterali.

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Catacombe della Larderia

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Sito Etnanatura: Catacombe della Larderia.

“All’inizio della Cava si eleva un piccolo rilievo che contiene la piú grande grotta sepolcrale della Sicilia: essa é lunga 23 tese; é composta di tre navate parallele: quella centrale é la piú lunga; quelle laterali hanno delle piccole grotte, tutte piú o meno piene di loculi. Io ne ho contati 450; sono disposti in tutti i sensi, di ogni grandezza e per ogni etá… Queste tre navate hanno un solo ingresso.”

(Jean Houel, Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Lipari et de Malta, 1782/87)

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Catacombe cava Palombieri

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Sito Etnanatura: Catacombe di cava Palombieri,

Inserita nel circuito RETE2000 con la sigla SIC ITA090017 per le sue particolaritá florofaunistiche e vasta 546H, Cava Palombieri conserva tracce di una piccola necropoli sicula poi adattata in epoca tardo romana con tombe a forno e ad arcosolio e rifacimenti successivi bizantini. La presenza di due menorot uno a sette ed uno a nove braccia, incisi ai lati dell’ingresso testimonia una presenza ebraica.

 

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Architettura megalitica in Sicilia: la Gurfa e l’Argimusco

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di Marinella Fiume

 Verrà il giorno in cui raccoglierai pietre e stelle…

Le Pietre e le Stelle sono capaci di palpitare, di piangere e di ridere, di parlare e di raccontare, dobbiamo solo entrarci in sintonia, saperle ascoltare.

Le ascoltano i bambini, gli scrittori, i poeti, i sognatori, i folli, i saggi, ma anche gli scienziati. Questi ultimi sono gli archeoastronomi, studiosi di una scienza legata a civiltà preistoriche, a luoghi lontani e ataviche conoscenze, molte delle quali ancora da svelare e decifrare.

La scienza delle stelle e delle pietre studia gli allineamenti astronomici degli antichi edifici nel loro contesto storico e archeologico ed è una scienza tanto affascinante quanto misteriosa, materia ermetica nella quale convergono astronomia, archeologia, antropologia e altre discipline.

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Grotta dei Santi

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Sito Etnanatura: Grotta dei Santi.

Un Ciclo pittorico di 33 figure di Santi si snoda lungo il perimetro di questa profonda cavitá rettangolare. Secondo diversi studiosi appartengono ad un ciclo pittorico del sec XII/XIII. Quasi tutte le figure sono distrutte e illeggibili, il vano, modificato nel corso dei secoli, sembra indicarne la funzione di culto greco/bizantino. La zona in cui sorge merita una visita perchè si trova integrata in un percorso archeologico con testimonianze che vanno dal bronzo antico (tomba a finti pilastri) ai secolo nostri (mulino ad acqua in grotte).
Fabio Perez

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