I sentieri per la colata lavica.

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Foto di Cristoforo Berritta

Di seguito elenchiamo alcuni sentieri che possono essere affrontati per vedere la colata lavica in corso. Alcuni sono di facile percorrenza altri più impegnativi.

Nota di sicurezza: Prima di intraprendere qualsiasi escursione, consulta le ordinanze dei comuni pedemontani (es. Zafferana Etnea, Nicolosi, Milo) e le disposizioni del Parco dell’Etna, poiché l’accesso alle quote superiori o ai bordi della valle può essere contingentato o interdetto in base ai livelli di allerta (Codice Rosso INGV). Per le quote sommitali è sempre consigliato farsi accompagnare da una Guida Vulcanologica o Alpina autorizzata.

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Le “stelle cadenti” nella notte di San Lorenzo.

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“San Lorenzo, Io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.”

Giovanni Pascoli

Le Perseidi sono uno degli sciami meteorici più famosi e spettacolari, visibili ogni anno tra la fine di luglio e la metà di agosto, con il picco solitamente intorno al 12-13 agosto. Sono comunemente chiamate stelle cadenti estive.

Cosa sono le Perseidi?

Le Perseidi sono meteoriti o “stelle cadenti” originate dalla polvere lasciata dalla cometa Swift-Tuttle. Quando la Terra attraversa questa scia di detriti cometari, le particelle entrano nell’atmosfera terrestre ad alta velocità e si incendiano, creando scie luminose nel cielo notturno.

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Che vergogna Aci Trezza!

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Goletta Verde srotola il suo striscione CHE VERGOGNA dopo i risultati disastrosi delle analisi delle acque davanti la riserva naturale dei Ciclopi.
Stiamo alle solite.
I paradossi siciliani: miliardi di euro da investire per infrastrutture come il ponte di Messina e da ultimo l’allargamento del porto di Catania con la sottrazione di territori della città quale la scogliera d’Armisi e un pezzo della costa della Playa e nessuna considerazione per il sistema di depurazione delle acque che rimangono vergognosamente “FORTEMENTE INQUINATE”.
Legambiente Catania
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Stop caccia selvaggia

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Il Governo vuole stravolgere le regole sulla caccia: più mesi per sparare, aumento delle specie cacciabili, meno aree protette, fucili anche in spiaggia e nei boschi, migliaia di uccelli catturati rinchiusi a vita in gabbia, meno libertà di vivere in natura. Una legge pericolosa che mette a rischio animali già vulnerabili e trasforma la natura in un campo di tiro. 

Dobbiamo fermarlo! Firma per difendere la biodiversità, il diritto degli animali a vivere liberi e la nostra sicurezza.

Per firmare la petizione clicca qui.

 

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FLAVIAE CALERIAE

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Nel corso di un’osservazione delle murature esterne della chiesa di Santa Venera al Pozzo è stata individuata una pietra recante tracce di iscrizione incisa, oggi fortemente consunta ma ancora parzialmente leggibile.

Il rinvenimento si inserisce in un contesto ben noto: l’area etnea è ricca di testimonianze di età romana e il riutilizzo di materiali antichi (spolia) nelle costruzioni successive è ampiamente documentato.

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I più visitati

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Al quinto posto fra le pagine più visitate di Etnanatura troviamo la GROTTA DI SERRACOZZO (vedi -> https://www.etnanatura.it/paginasentiero.php?nome=Grotta_di_Serracozzo).

Formatasi a seguito dell’eruzione del 1971 si trova nei pressi del rifugio Citelli nella zona Nord-Est dell’Etna. E’ fra le più affascinanti dell’Etna per i giochi di luce che si formano all’interno della grotta. Come per tutte le grotte si raccomanda la massima prudenza e di vistarla con attrezzature adeguate e in presenza di personale qualificato

Al quarto posto della nostra classifica si posiziona il RIFUGIO DI MONTE CONCILIO (vedi -> https://www.etnanatura.it/paginasentiero.php?nome=Rifugio_monte_Concilio).

Si tratta di un piccolo bivacco accessibile solo su prenotazione ma con un’area attrezzata per picnic. Probabilmente deve il proprio successo perché facilmente raggiungibile (si trova solo ad un centinaio di metri dalla strada asfaltata) e forse anche perché all’inizio del sentiero didattico di monte Gemmellaro. Particolarmente indicato per le famiglie con figli piccoli.

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L’avvulu russu d arrusi

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Si tratta di un platano monumentale che si trova all’incrocio tra via Porticello e via Cardinale Dusmet a Catania.

Ma per capire meglio dobbiamo tornare indietro di molti anni: precisamente nel 1939. Questore di Catania era Alfonso Molina un fascista bigotto che si segnalò per le azioni di sopruso e sopraffazione verso la comunità gay di Catania.

Cosa c’entra il platano con questa storia? Il platano era il punto dii ritrovo dei gay di Catania: gli arrusi come venivano detti in dialetto. L’avvulu degli arrusi.

Per il regime fascista gli arrusi non dovevano esistere: il maschio italiano non poteva essere soggetto a tali mollezze. Ma se gli arrusi non esistevano non si poteva neanche legiferare contro di loro ed infatti non esisteva una legge contro l’omosessualità. Per il questore Molina, non potendo mandare in carcere la comunità gay di Catania, restavano solo due strade: il manicomio e il confino. Scelse la seconda mandando al confino all’isola di San Domino (Tremiti), «nell’interesse del buon costume e della sanità della razza», 45 arrusi che solevano radunarsi proprio all’avvulu russu.

Da allora l’avvulu di arrusi è divenuto un simbolo di lotta e di rivendicazione per la comunità LGBTQIA+ di Catania.

Su Etnanatura Avvulu Russu.

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Il monte dei Morti

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Monte dei morti. L’eruzione più lunga del periodo storico avvenne sul versante settentrionale del vulcano formando il vasto campo lavico denominato “Sciara del Follone”. Il fenomeno durò ben dieci anni ed emise oltre un miliardo di metri cubi di lava, coprendo 21 chilometri quadrati di superficie. Fu così che si formò il “Monte dei morti”. Lo si incontra lungo il percorso che porta dalla grotta dei Lamponi alla grotta del Gelo. Il raffreddamento della colata diede luogo a delle figure plastiche che richiamano l’immagine di una montagna di corpi sinistramente affastagliati l’uno sull’altro e bloccati dalla morte. Triste e dolorosa icona che non può non richiamare alla mente i cadaveri dei campi di concentramento nazista e i tanti, troppi, morti delle recenti guerre.

Su Etnanatura: Monte dei Morti.

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Custodiamo la Timpa con un click

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Workshop nell’ambito della mostra “Nel Divenire – identità tra vulcano e acqua”
Sabato 18 ottobre, dalle ore 9.30 alle ore 13.00
Consorzio Acque Santa Tecla – Via Pereto n. 7, Acireale.

Giorno 18 ottobre dalle ore 9.30 alle ore 13.00 presso i locali del Consorzio Acque Santa Tecla in via Pereto n. 7, si svolgerà il primo workshop del progetto “Conserviamo la Timpa con un Click”.
Il progetto è promosso dal LabPEAT (Laboratorio per la progettazione ecologica ed ambientale del territorio) del DICAR (UNICT) e dal Comune di Acireale in collaborazione con il Consorzio Acque Santa Tecla e l’Associazione Culturale Basaltika e numerose Istituzioni scolastiche ed Associazioni di volontariato acesi che hanno aderito all’iniziativa.
Basaltika, all’interno della mostra d’arte contemporanea “Nel Divenire – identità tra vulcano e acqua”, in partenership con Dipartimento Ingegneria Civile e Architettura Dicar – Unict, Città di Acireale e Consorzio Acque Santa Tecla , partecipa alla costituzione di un contenitore virtuale restituito per mezzo di una App, capace di “custodire” raccontare e conservare la Timpa di Acireale, luogo di grande valore storico, naturalistico, scientifico e culturale.

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I monti Silvestri

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Origine e formazione.

I Monti Silvestri (o Crateri Silvestri) sono due coni piroclastici situati a nord di Nicolosi, sul versante meridionale dell’Etna, a circa 1.900 metri sul livello del mare.

Si formarono durante l’eruzione iniziata il 9 luglio 1892, una delle più spettacolari del XIX secolo.

L’eruzione ebbe origine da una frattura radiale compresa tra le quote di 2.025 e 1.800 metri s.l.m., lungo la quale si aprirono cinque bocche eruttive allineate, formando quella che in vulcanologia si definisce una bottoniera.

L’attività durò 173 giorni, fino a dicembre dello stesso anno, e le colate laviche si estesero per circa 7 chilometri, arrestando la loro avanzata a quota 970 metri, poco sopra Nicolosi.

I coni centrali della bottoniera, che rimasero attivi più a lungo, sono quelli oggi conosciuti come Monte Silvestri Superiore e Monte Silvestri Inferiore.

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