Torre dei Saraceni santa Teresa
Nome:
Torre dei Saraceni santa Teresa
Comune:
Località:
Quartiere Bucalo
Coordinate inizio:
15°22'29'' - 37°57'12''
Coordinate fine:
15°22'27'' - 37°57'12''
Quota inizio:
6 m.s.m.
Quota fine:
8 m.s.m.
Tempo percorso:
10' - Andata e ritorno.
Distanza:
0.1 km - Andata e ritorno.

Grado difficoltà: 1/10
Attenzione, il grado di difficoltà è riferito solo alla lunghezza del percorso e non all'eventuale pericolosità del sito!

Descrizione:
La Torre dei Saraceni sorge nel quartiere di Bucalo accanto al Santuario dedicato al culto della Madonna del Monte Carmelo. Edificata secondo alcuni studiosi intorno all'anno 1000, per difesa contro le incursioni dei saraceni, si presenta con una forma cilindrica a tre piani fuori terra oltre un piano interrato ed annessa ad una palazzina a due piani fuori terra risalente allo stesso periodo. Alcuni studi recenti dell'Architetto Salvatore Coglitore, dimostrano come la torre e la palazzina, originariamente possedevano un ulteriore piano interrato, divenuto inaccessibile a causa del fango e dei detriti trasportati dal torrente Savoca, durante le alluvioni del 1934 e del 1958. Da qui si deduce che la torre in epoca medievale doveva essere imponente con i suoi 15 metri di altezza. La torre e l'annessa palazzina di proprietà dell'Archimandrita Leonzio Crisafi, nel XV secolo passarono alla famiglia Bucolo. Nel 1507 i Bucolo edificarono accanto alla torre una chiesetta dedicata al Nome di Gesù (demolita il 24/06/1929, per fare posto alla chiesa attuale). Dai fratelli Bucalo, la proprietà passò nel 1780 al Marchese Carrozza, che successivamente (1890) la divise in lotti e la vendette a diversi proprietari (Crisafulli, Fiorentino, Pellèri, Micalizzi, etc.). Nel 1895, il nuovo proprietario della torre, il Sig. Giuseppe Pellèri (Ing. delle Ferrovie di Prato) ampliò e sopraelevò il fabbricato originario esistente (residenza estiva dell'Archimandrita e successivamente abitato dalla famiglia Bucolo), inglobando in esso la detta torre. Con un unico ambiente per piano, è in discreto stato di conservazione anche se in molti tratti della facciata manca l'intonaco. Il piano interrato in origine era piano terra, poi con le innumerevoli inondazioni del torrente Savoca, la quota del terreno si è innalzata fino alla quota attuale. L'accesso al piano interrato avviene tramite l'edificio Pellèri. Si chiama torre dei Saraceni non perché fosse stata da questi costruita,ma perché era stata edificata a guardia contro i Saraceni (tutti i pirati di allora venivano chiamati Saraceni),in effetti la suddetta torre non svolgeva funzioni militari (almeno dopo il XVI secolo), ma serviva per potere difendere i coloni dai pericoli esterni (principalmente assalti di predatori). Con la suddetta costruzione, la torre fungeva da collegamento, tra la parte di fabbricato adiacente la chiesa (demolito) e il fabbricato vero e proprio (così come si vede ancora oggi). Durante il corso dei lavori ridusse l'altezza, della detta torre, modificò la copertura (in origine era a volta, tipo dammuso, oggi piana) aggiunse le tipiche merlature delle torri medievali, modificò, il numero e lo stile, delle aperture e realizzò un balconcino (sul prospetto lato ovest). Nel 1929 con la demolizione della vecchia chiesetta,viene demolita anche la parte di fabbricato a nord della torre (per dare più spazio alla nuova Chiesa) quindi la torre è stata in parte liberata, così come si vede oggi. La muratura portante della torre è in pietrame, tranne vicino agli infissi, che è in mattoni pieni. Nella facciata lato est (quella prospetta sulla piazza) vi sono tre finestre allineate in stile gotico, una per piano; se poi guardiamo bene a Piano Terra nello spigolo nord-est, si notano, tracce del muro della vecchia chiesa. A piano primo rimane, come sospesa per aria, metà della finestra del fabbricato demolito assieme alla vecchia chiesa. Nella facciata lato nord (la più danneggiata e il cattivo stato di manutenzione), a piano terra (dove era ubicato il coro della chiesa) notiamo, parte della muratura originaria, della torre; a piano primo c'è una porta, sempre in stile gotico, che si affaccia sulla chiesa da un balconcino a petto, con una ringhierina in ferro battuto, mentre al piano secondo una porta murata con mattoni pieni, tale porta collegava la torre alla parte di fabbricato demolito. Nel prospetto lato ovest c'è una finestra a piano terra, un balcone a piano primo (in parte occupato da una struttura precaria in alluminio), a cui si accede dal fabbricato, e al piano secondo un'altra porta murata. La sommità della torre è coronata da una serie di lunette ad archi acuti sottostanti una merlatura, il tutto realizzato in mattoni dal Sig. Pellèri. L'accesso alla torre è previsto dal suddetto fabbricato. Dicono gli anziani del luogo che anticamente fosse collegata alla torre dei Bagli, che dista in linea d'aria circa 250 metri, ma di fatto non si è mai accertato nulla di concreto, comunque alle spalle della torre , a circa 15 metri verso ovest, esiste ancora oggi, anche se non più accessibile, un sotterraneo, adiacente ad un pozzo, che porta allo scantinato dell'edificio, coperto da sterpaglie e materiale vario. Qualcuno del posto ancora ricorda che quando ci fu l'alluvione del 1958, il suddetto scantinato si riempì di acqua e fango.
Comune di Santa Teresa Riva
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Indicazioni percorso:
A Santa Teresa Riva, in via Regina Margherita, accanto al Santuario della Madonna del Carmelo

Come arrivare all'inizio del sentiero:
Indirizzo di partenza:

(es.: Via Nazionale, 87, 00184 Roma, Italia)

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(*) Distanza, misurata in km, in linea d'area dall'inizio del sentiero.
(**) Distanza, misurata in km, in linea d'area dalla fine del sentiero.
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