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Etna (∿3400 m. s.l.m.) - Data: Domenica 16 agosto 2026
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Monte Gemmellaro
I percorsi indicati come ciclabili sono sentieri non attrezzati che possono presentare molti problemi, pertanto devono essere affrontati con prudenza e con attrezzature adeguate.
Prima di intraprendere il percorso assicurati di avere letto le avvertenze e i consigli di Etnanatura


▶Immagini grandi - ▶Icone
Nome: Monte Gemmellaro
Comune: Nicolosi
Località: Monte Gemmellaro
Foto di: Etnanatura -

Descrizione
Tra il 18 ed il 19 maggio 1886 sul fianco meridionale del vulcano, nella stessa direzione NNE-SSW, «lungo la medesima frattura del 1883 a circa 1400 m di quota si aprì una bocca eruttiva che produsse un vasto campo lavico fino alle prime case di Nicolosi che fu evacuato» (Stefano Branca e Jean-Claude Tanguy – Le eruzioni di epoca storica dell'Etna – ingvvulcani.com). Nei 20 giorni dell'eruzione furono emessi circa 66 milioni di metri cubi di lava; le colate raggiunsero una lunghezza di quasi 6 chilometri e mezzo, e si spinsero fino ad una quota di 780 metri sul livello del mare. Il paese di Nicolosi fu seriamente minacciato, ed in questa occasione, ancora una volta, la popolazione fiduciosa fece ricorso all'intercessione dei Santi protettori: le reliquie della martire Sant'Agata furono portate in processione dal Cardinale Giuseppe Dusmet. Il paese fu risparmiato – secondo la fede popolare – anche per l'intervento di Sant'Antonio Abate, il cui simulacro fu condotto incontro alla lava. Nel luogo dove la colata si arrestò venne edificata una edicola dedicata al Santo, per ricordare l'evento. Un altro braccio di lava si arrestò proprio a ridosso dei Tre Altarelli, edicola votiva precedentemente eretta in memoria dell'eruzione del 1766. Ad eruzione terminata un altarino fu eretto in onore di Sant'Antonio (oggi detto Sant'Antonino alla sciara); nel luogo dove furono portate le reliquie della Santa catanese fu successivamente edificata una cappella (l'altarino di Sant'Agata – Divae Agathae Servatrici – alla periferia nord di Nicolosi), accanto alla quale fu posta anche una statua raffigurante il Cardinale Dusmet ed una targa che recita: «Ricordando l'intervento del Cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet in ausilio del popolo di Nicolosi durante l'eruzione del 1886 e la sua recente beatificazione l'Amministrazione Comunale, interpretando il desiderio della cittadinanza, eresse». Nel corso dell'eruzione del 1886 circa 51 milioni di metri cubi di ceneri e scorie si accumularono lì dove avveniva la degassazione esplosiva, dando origine ad un cono avventizio il cui punto più alto raggiunge i 1500 metri circa, rilievo che oggi si eleva di un centinaio di metri sui campi lavici che lo circondano. Il cono di scorie, formatosi nello stesso anno in cui Carlo Gemmellaro morì, fu intitolato allo scienziato, e nella toponomastica ufficiale porta quindi il nome di Monte Gemmellaro.
Testo di Santo Scalia su Il Vulcanico.
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Dati sito
Indicazioni percorso: Superato il cancello della forestale rifugio delle ginestre, dopo 100 m. si arriva a un bivio: proseguire dritto asciando a destra il Monte Concilio (dove é anche un rifugio chiuso della Forestale). Subito davanti si svela il serpente lavico del 2001 che attraversiamo sulla strada. Sotto la colata del 2001, piú scura, sono affiancate quelle del 1886 (che diede origine al Monte Gemmellaro e il Monte Grosso) e del 1892. Dopo una breve salita la strada arriva a Monte Grosso (1383 mslm) coperto da un bosco misto. Aggirato a sud il monte si raggiunge un piccolo rifugio della Forestale. Dopo proseguendo verso nord, attraversata la sbarra forestale, si continua in leggera salita tra le colate laviche. Per vistare le grotte, prima di arrivare a monte Gemmellaro, svoltare a destra e dirigersi verso una frattura lavica ben visibile anche da lontano. Aggirare la frattura. La prima grotta non é facilmente individuabile e si consiglia l'uso di un localizzatore Gps. Per ritrovare la seconda grotta risalire ai bordi di un imponente canalone lavico sino alla base della frattura lavica del 1886. In prossimitá dei crateri é visibile un pozzo protetto da travi di legno. Entrambe le grotte sono di difficile accesso si consiglia la visita solo se dotati di idonea attrezzatura e comunque in presenza di esperti.
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Altre informazioni
Lunghezza percorso
8 km
Grado difficolt
4/10 - Facile/E
Coordinate inizio sentiero
14°59'42'' -37°40'03''
Coordinate centro sentiero
15°00'30'' -37°40'44''
Coordinate fine sentiero
15°00'30'' -37°40'44''
Quota inizio sentiero
1320 m.s.m.
Quota centro sentiero
1529 m.s.m.
Quota fine sentiero
1529 m.s.m.
Tempo percorso
4h
Sentieri vicini
(*)Distanza in linea d'aria misurata in km dall'inizio del sentiero - (**)Distanza in linea d'aria misurata in km dalla fine del sentiero
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Sitografia
Numero visite:
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