Castello di Roccavaldina
Nome:
Castello di Roccavaldina
Comune:
Località:
Centro
Coordinate inizio:
15°22'20'' - 38°10'55''
Coordinate fine:
15°22'20'' - 38°10'55''
Quota inizio:
306 m.s.m.
Quota fine:
306 m.s.m.
Tempo percorso:
10' - Andata e ritorno.
Distanza:
0.1 km - Andata e ritorno.

Grado difficoltà: 1/10
Attenzione, il grado di difficoltà è riferito solo alla lunghezza del percorso e non all'eventuale pericolosità del sito!
Suggerito da: Rita Calì
Foto di: Rita Calì

Descrizione:
Ô la testimonianza storico-architettonica più importante e significativa di Roccavaldina. Si tratta di una maestosa costruzione sorta inizialmente come struttura difensiva e successivamente ampliata ed adibita a residenza principesca dalla nobile famiglia dei Valdina In assenza di fonti documentali non è facile attribuire una data certa alla parte più antica del castello, tuttavia, da alcuni elementi originali ancora leggibili, la costruzione si può collocare intorno al primo Cinquecento. Il Barone Andrea Valdina nel 1509 appena acquistati i Casali di Rocca e Maurojanni , forse su una preesistente fortificazione di origine normanna, fece costruire l'austera roccaforte con cunicoli sotterranei, strette finestre, pochissimi accessi che rendevano il castello adatto alla difesa dalle incursioni saracene molto frequenti in quel periodo. Al più illustre dei Valdina, Pietro , si deve la costruzione dell'ala più recente del castello, tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600, un vero e proprio palazzo nobiliare, simbolo della ricchezza che la famiglia Valdina aveva raggiunto in quegli anni. Il Barone Pietro commissionò i lavori molto probabilmente al famoso architetto fiorentino Camillo Camilliani , che nello stesso periodo aveva costruito presso la propria bottega di Palermo il monumento funebre di Maurizio Valdina , che si trova nel Duomo. Per tutto il 1600 il Castello viene abbellito con quadri e opere d'arte, fra le quali sembra un Cristo crocifisso del Caravaggio , che sono andate perdute in seguito alla dispersione dei beni familiari successivi alla estinzione del ramo principale della famiglia. Segue un lungo periodo di decadenza nel 1800 il castello viene utilizzato come carcere oltre che come residenza della famiglia Nastasi de Spucches che lo eredita. Nel 1908 il terremoto fece crollare l'ala sud-est del castello, che fu restaurata rispettando soltanto la planimetria antica ma alterando per sempre i parametri murali originari. Ancora oggi si distinguono nettamente le due parti del maniero: il castello, nella parte anteriore, caratterizzato dall'essenzialità, un modulo di chiara tipologia militare dalla planimetria interna rigidamente simmetrica, spoglio di ogni apparato residenziale ed un corpo di fabbrica aggiunto, il palazzo baronale con caratteristiche abitative, addossato sul retro. La facciata principale, priva di aperture al pian terreno e con piccole e strette finestre al piano superiore conserva ancora intatto il grandioso portale a sesto acuto. Il corpo a pianterreno è di chiara origine militare con il fianco sinistro e la sua torre diviso in cellette carcerarie e quello destro con sala d'armi ed alloggiamenti militari. Le 2 torri cilindriche poste ai lati della facciata furono probabilmente addossate alla preesistente costruzione in epoca successiva. Dopo l'imponente ingresso militare, ci si trova di fronte ad un prezioso loggiato rinascimentale, elemento architettonico di raccordo tra i due corpi di fabbrica, con un monumentale scalone di accesso. Il palazzo baronale è caratterizzato da uno stile di transizione tra il rinascimentale ed il barocco. Si trovano pertanto elementi decorativi tipicamente barocchi innestati su una struttura stilisticamente più antica, con finestre di derivazione michelangiolesca che alternano nel loro frontone una pigna ed una conchiglia e le proporzioni tozze dei mensoloni dei balconi la cui realizzazione volutamente esuberante anticipa il nuovo mondo del seicento siciliano, in un particolare tipo di barocco. All'interno al primo piano numerose stanze ed un salone centrale adibiti a residenza dei Valdina ed una terrazza con vista sul golfo di Milazzo, mentre al pian terreno due grandi gallerie che fungevano da magazzini e stalle per i cavalli. Singolari sono i due diversi tipi di merlature, guelfo sul fronte e ghibellino sul lato nord-est.
Da Comune di Roccavaldina
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Indicazioni percorso:
Su piazza del Castello al centro di Roccavaldina.

Come arrivare all'inizio del sentiero:
Indirizzo di partenza:

(es.: Via Nazionale, 87, 00184 Roma, Italia)

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(*) Distanza, misurata in km, in linea d'area dall'inizio del sentiero.
(**) Distanza, misurata in km, in linea d'area dalla fine del sentiero.
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