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Puntale Ferraro
Nome:
Puntale Ferraro
Comune:
Località:
Dinnammare


Descrizione:
Il forte Puntal Ferraro sorge su un piccolo rilievo sui colli San Rizzo a circa 500 metri di altitudine. ad essa spetta il primato di essere l'opera piú elevata tra le Fortezze Umbertine ancora integre. Asimmetrica come forma e piuttosto diversa dalle classiche strutture. Tra le fortezze messinesi Puntal Ferraro risulta tra quelle minori per dimensioni. E' tra le opere orientate a nord ovest sul Tirreno a controllo del porto di Milazzo, e quindi in posizione opposta a quelle ubicate a controllo dello stretto sul mar Ionio. Presenta un ingresso a ponte levatoio nella parte destra ed un fossato di medie dimensioni. Al suo interno, sulla sinistra, vi é un'unica rampa che porta al terrapieno di combattimento. Anch'essa, come la batteria Serra la Croce, non presenta piú le 6 piazzole semicircolari per i cannoni. Date le piccole dimensioni l'opera é dotata di polveriera-deposito munizioni esterno. http://www.messinafortificata.it/forti-umbertini/puntal-ferraro/forte-puntal-ferraro.html
Fonte Messina fortificata
Fortezze Umbertine I Forti Umbertini, termine di fatto non corrispondente alle notizie contenute negli archivi militari, in cui le opere sono citate quali forti, fortezze costiere o batterie sono un complesso di opere fortificate create nell'area dello Stretto di Messina sul finire del diciannovesimo secolo. Sono state realizzate dallo Stato Maggiore dell'Esercito sulla base dei progetti dell'Arma del Genio, partendo dal modello di fortificazione esistente all'epoca con artiglieria su postazioni fisse a coprire ampi settori di tiro. Il termine forti umbertini non é legittimato da alcun documento di archivio. La minaccia aerea tra il 1940 e il 1943 non fu di certo fronteggiata da quest vecchie batterie armate con vecchi calibri solo costieri, bensí dal nuovo sistema difensivo eretto verso la fine degli anni 30 del Novecento, e composto da nuove opere armate con piú efficaci artiglierie contraeree e navali. Infine non ci sono prove che possano dimostrare la disposizione tedesca circa la distruzione delle vecchie batterie. Si tratta comunque di straordinarie opere di ingegneria militare, con caratteristiche proprie particolari, come fossati sul fronte di ingresso, caponiere di gola, mimetizzazione ed interramento del fronte di attacco, che, tranne nei casi in cui l'esercito tedesco ne dispose la distruzione (come avvenne nel 1943), sono giunte praticamente intatte fino ai giorni nostri. Il modello che ne deriva é molto semplice ed essenziale, e nel caso dello Stretto di Messina, utile a fronteggiare l'attacco dal mare. Sfruttando la naturale conformazione delle due sponde dello Stretto, con i Peloritani sul versante siciliano e le pendici dell'Aspromonte sul versante calabrese, si decide di rendere le fortificazioni completamente invisibili dal mare e di proteggere in modo tradizionale le parti retrostanti con fossati, caponiere e ponti levatoi. La particolaritá di queste fortificazioni é data dalla perfetta simbiosi tra ubicazione delle strutture e situazione ambientale che fa si che, oggi, tutte le fortificazioni risultino ubicate in punti panoramici privilegiati di un tratto di mare unico nel suo genere, coniugando perfettamente l'esigenza di avere strutture invisibili dal mare per contrastare l'assalto nemico, ma allo stesso tempo strutture efficaci e di facile manutenzione. Il materiale da costruzione é pietrame locale sbozzato, mattoni e nel versante siciliano, anche pietra lavica. All'interno della rete dei forti possiamo identificare diverse tipologie di batterie: Batterie di grande dimensione – MATINITI SUPERIORE (SIACCI), BATTERIA POLVERIERA (MASOTTO): fortificazioni di grandi dimensioni e dotate di numerosi ambienti interni utilizzabili con capacitá quindi di ospitalitá di truppe. Hanno una forma in pianta trapezoidale con la giustapposizione a monte di una sagoma triangolare, circondati tutti intorno da un profondo fossato dotato di robuste murature. Queste batterie sono state realizzate nelle posizioni piú elevate su pianori naturali e presentano notevoli e numerosi ambienti ipogei. Avevano una capacitá di tiro notevole con 10 bocche di fuoco e avevano una capienza da 450 a 1000 uomini di truppa. Batterie di media dimensione – MENAJA (CRISPI), MONTE GIULITTA (SCHIAFFINO), MONTE GALLO (CAVALLI), S. JACHIDDU, SERRA DELLA CROCE, MONTE DEI CENTRI sul versante siciliano; MATINITI INFERIORE, POGGIO PIGNATELLI, PENTIMELE NORD, PENTIMELE SUD, PIANO DI ARGHILLA' (GULLI') sul versante calabrese: é il modello piú diffuso. Hanno forma quadrangolare con tre lati chiusi da un rilevato in terra ed il lato a monte protetto da fossato, caponiera e ponte levatoio. Rispetto a quelle di grande dimensione sono dotate di meno spazi e quindi anche la ricettivitá era molto contenuta. Quasi tutte queste batterie presentano il fossato su tre lati, mentre Matiniti inferiore, Poggio Pignatelli e Pentimele Sud sono completamente circondati dal fossato su tutti i lati. Batterie di piccola dimensione – OGLIASTRI in Sicilia e CATONA e TELEGRAFO (BELENO) in Calabria: hanno la caratteristica comune di essere in allineamento con batterie piú grandi poste a monte, sono di dimensioni contenute ed hanno pochi elementi in elevazione. Ció é dovuto alla loro posizione, molto vicina alla costa, costituendo di fatto un avamposto. Non hanno la piazza d'armi. Batterie di montagna – PIETRAZZA, PUNTAL FERRARO, MONTE DEI CENTRI, MONTE CAMPONE tutte sul versante siciliano: sono quelle poste sulle alture piú elevate dei Peloritani ed hanno un impianto semplificato rispetto al modello di base. Hanno un corpo di fabbrica principale staccato dal muro di chiusura e dal fossato a monte, hanno un andamento rettilineo, un'unica rampa di accesso sul lato a monte.
Fonte Wikipedia
Dati sentiero 1
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Indicazioni percorso:
Nella strada per il santuario di Dinnammare difronte il sentiero dell'ABC.
Distanza:
0.8 km - Andata e ritorno.

Grado difficoltà: 2/10
Attenzione, il grado di difficoltà è riferito solo alla lunghezza del percorso e non all'eventuale pericolosità del sito!
Coordinate inizio:
15°30'02'' - 38°12'36''
Coordinate fine:
15°29'59'' - 38°12'46''
Quota inizio:
539 m.s.m.
Quota fine:
369 m.s.m.
Tempo percorso:
20' - Andata e ritorno.
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(*) Distanza, misurata in km, in linea d'area dall'inizio del sentiero.
(**) Distanza, misurata in km, in linea d'area dalla fine del sentiero.
Vedi anche
  • Monte Fundagazzo
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