Amanita phalloides
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Prima di considerare un fungo commestibile è sempre opportuno sottoporlo a esperti certificati e autorizzati
Amanita phalloides
Nome:
Amanita phalloides
Descrizione:
L'Amanita phalloides nota anche come Tignosa verdognola ed Agaricus phalloides è un fungo mortale assai diffuso ed è quasi certamente il più pericoloso esistente in natura a causa della sua tossicità estremamente elevata e del suo elevato polimorfismo che lo rende somigliante a molte specie, congeneri e non (da qui i nomi popolari di coppa della morte, di ovolo bastardo e di angelo sterminatore). Etimologia. Dal greco phallòs = fallo e eîdos = forma, sembianza e cioè "a forma di fallo" per l'aspetto del fungo giovane. Habitat. Cresce in estate-autunno, preferibilmente nei boschi frondosi, non di rado anche sugli argini alberati, limitanti prati e terreni coltivati. Predilige le querce ma non di rado si trova anche nei pressi di conifere. Descrizione della specie[modifica | modifica sorgente] Cappello di colore variabile da grigio-giallastro, a verdastro, o giallo-bruno o anche bianco nella varietà alba, di forma conico-campanulata od emisferica e poi espanso, pianeggiante, liscio, serico, senza verruche con fibrille innate. Lamelle bianche, libere al gambo, alte. Gambo bianco, spesso ornato da "zebrature" simili al colore del cappello (non facilmente distinguibili nella varietà alba), prima pieno e poi cavo nell'esemplare molto vecchio, bulboso alla base. Anello bianco con riflessi giallognoli, cadente a fazzoletto sul gambo, spesso caduco negli esemplari maturi. Carne bianca, immutabile, soda. Assaggio assolutamente da evitare. Spore bianche in massa, ovoidali, quasi rotonde, a reazione amiloide 9-11 x 7-9 µm. Commestibilità. VELENOSO MORTALE. Contiene amanitine (di due tipi, alfa e beta), molecole cicliche che bloccano selettivamente l'enzima RNA polimerasi coinvolto nella sintesi proteica, e falloidine (PM 1000), altro tipo di ciclo-peptidi ugualmente dannosi per la membrana cellulare, poiché legano con l'actina, proteina strutturale che mantiene in posizione i canali ionici ed in tal modo dalla cellula fuoriescono ioni sodio ed entrano ioni potassio: la cellula quindi si gonfia fino a lisare. Amanitine e falloidine sono tossine termostabili e quindi anche dopo cottura il fungo rimane velenoso mortale. Provoca danni irreversibili al fegato e la morte. Possono risultare letali anche piccolissimi frammenti (circa un milligrammo per ogni chilo di peso di chi lo ingerisce) quindi nel caso in cui il fungo durante la raccolta venga in contatto con altri funghi commestibili è assolutamente sconsigliato consumare questi ultimi, inoltre il fungo mantiene tutte le sue proprietà velenose anche dopo la cottura, l'essiccazione ed il congelamento. I primi sintomi della sindrome falloidea possono essere avvertiti dopo circa 12-24 o 48 ore dall'ingestione, a seconda della costituzione fisica del soggetto. In questo periodo le RNA polimerasi a livello del fegato vengono inibite: cessa quindi la sintesi proteica ed il fegato va in necrosi con effetti analoghi all'epatite virale in forma grave. Se l'avvelenamento è diagnosticato in tempi brevi, è possibile scongiurare il decesso del paziente; tuttavia quest'ultimo, a seguito del danno epatico riportato, dovrà ricorrere a emodialisi oppure al trapianto dell'organo. L'elevato "polimorfismo" dell'A. phalloides aumenta enormemente il rischio di confusione con altre specie congeneri o con specie di generi differenti di Amanita. Occasionalmente può raggiungere dimensioni ragguardevoli in altezza. Da Wikipedia.
Link percorso:
Comune:
Sant'Alfio
Località:
Giarrita
Coordinate inizio percorso:
37°46'13''-15°04'26''
Coordinate fine percorso:
37°44'58''-15°04'14''
Quota inizio percorso:
1538 m
Quota fine percorso:
1486 m
Mappa percorso:

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