• Acquedotto romano

    Acquedotto romano

  • Bizantini

    Bizantini

  • Mare

    Mare

  • Riserva Fiumedinisi

    Riserva Fiumedinisi

  • Speciali

    Speciali

  • Barocco

    Barocco

  • Medioevo e Rinascimento

    Medioevo e Rinascimento

  • Archeologia industriale

    Archeologia industriale

  • Consigliati

    Consigliati

  • Arabi e Normanni

    Arabi e Normanni

  • Etna

    Etna

  • Simeto

    Simeto

  • Greci

    Greci

  • Alberi secolari

    Alberi secolari

  • Pineta Linguaglossa

    Pineta Linguaglossa

  • Cubania

    Cubania

  • Valle del Bove

    Valle del Bove

  • Immacolatelle

    Immacolatelle

  • Chiese

    Chiese

  • Grotte

    Grotte

Italiano English Etna - Martedì 25-06-2024 18:25:33 - Il sole sorge alle 05:38 e tramonta alle 20:27 - Luna gibbosa calante luna
Le news di Etnanatura -- Torre di Casalotto -- Golfo della Monaca -- Rifugio Conti -- Zappinazzu Junior -- Vercingetorige -- San Nicola Buccheri -- Zappino piano Provenzana -- Faggio piano Provenzana -- Piano Provenzana -- Due monti -- Rifugio monte Baracca -- Monte Baracca -- San Nicolò l'Arena -- Castello Ursino -- Hanno visitato il sito: 93.976.339 utenti - Nel 2024: 2.656.081 - Nel mese di Giugno: 461.027 - Oggi: 11.516 - On line: 138
Castello di Donnafugata
Nome: Castello di Donnafugata
Comune: Ragusa
Località:Donnafugata
Foto di:Salvo Patti
Descrizione Il castello di Donnafugata si trova nel territorio del comune di Ragusa, a circa 15 chilometri dalla cittá. L'attuale costruzione, al contrario di quanto il nome possa far pensare, é una sontuosa dimora nobiliare del tardo '800. La dimora sovrastava quelli che erano i possedimenti della ricca famiglia Arezzo De Spuches.
Fin dall'arrivo il castello rivela la sua sontuositá: l'edificio copre un'area di oltre 7500 metri quadrati su 3 piani in stile neogotico, coronata da due torri laterali accoglie i visitatori.
Nome
Ci sono varie ipotesi sull'origine del nome "Donnafugata". Usualmente viene ricondotto ad un episodio leggendario, quale la fuga della regina Bianca di Navarra, vedova del re Martino I il Giovane e reggente del regno di Sicilia che venne imprigionata nel castello dal conte Bernardo Cabrera, che aspirava alla sua mano e, soprattutto, al titolo di re. In realtá la costruzione del castello é successiva alla leggenda. Secondo altri il nome é la libera interpretazione e trascrizione del termine arabo عين الصحة ʻAyn al-Ṣiḥḥat (Fonte della Salute) che in siciliano diviene Ronnafuata, da cui la denominazione attuale. Ma é possibile avanzare un'ipotesi ulteriore, cioé che il nome della localitá possa fare riferimento a un tragico e doloroso episodio verificatosi in quel luogo, ovvero il possibile ritrovamento, in un imprecisato momento storico, di un corpo femminile deceduto per soffocamento ("donna affucata", cioé " donna soffocata" o "donna morta per soffocamento"). Il toponimo si ripete in un'altra localitá in provincia di Palermo. Inoltre, presso Scicli, esiste anche la borgata di Donnalucata (interpretata comunemente come "fonte delle ore").
Storia
La prima costruzione del castello sembra dovuta ai Chiaramonte, conti di Modica nel XIV secolo, anche se si dice che sia stato edificato sulla vecchia struttura di una torre duecentesca. Nel XV secolo potrebbe essere stata una delle residenze di Bernardo Cabrera, all'epoca gran giustiziere del Regno di Sicilia, pur se si deve tener conto del fatto che tutti i dati riguardanti tale castello, precedenti il Settecento, ivi compresa la sua primitiva costruzione, sono solo il frutto della leggenda quattrocentesca, riguardante Bernardo Cabrera e Bianca di Navarra, e sono dati che non hanno alcun riscontro storico. Successivamente, il feudo Bellio-Cabrera di Donnafugata fu acquistato nel 1648 da Vincenzo Arezzo-La Rocca, giá barone di Serri o Serre, che ne fece una masseria fortificata. Nel corso del tempo si trasformó in una casina neoclassica e in castello neogotico. La maggior parte della costruzione si deve nell'Ottocento al discendente, il barone Corrado Arezzo, eclettico uomo di studi e politico che inserí nella facciata principale, in stile neogotico, la bella loggia con gli eleganti archi trilobati.
Attraverso varie generazioni, giunse a Clementina Paternó di Manganelli, vedova del visconte Gaetano Combes de Lestrade. Infine, dopo anni di incuria ed abbandono, nel 1982 venne acquistato dal Comune di Ragusa che, dopo lunghi lavori di restauro lo ha reso nuovamente fruibile.
Interni
Il castello, diviso su tre piani, conta oltre 120 stanze di cui una ventina sono oggi fruibili ai visitatori; vi si accede mediante una grande scalinata monumentale in pietra-pece (tipica della zona ragusana ricca di bitume e olio minerale). Visitando le stanze che contengono ancora gli arredi ed i mobili originali dell'epoca, sembra quasi di fare un salto nel passato, nell'epoca degli ultimi "gattopardi". Ogni stanza era arredata con gusto diverso ed aveva una funzione diversa. Da ricordare la stanza della musica con bei dipinti a trompe-l'œil, la grande sala degli stemmi con i blasoni di tutte le famiglie nobili siciliane e due antiche armature, il salone degli specchi (ornato da stucchi), la pinacoteca con quadri neoclassici della scuola di Luca Giordano. Notevoli il cosiddetto appartamento del vescovo, con splendidi mobili Boulle, riservato esclusivamente all'alto prelato (un membro della famiglia Arezzo nel Settecento) e la improbabile, dal punto di vista cronologico, ma affascinante dal punto di vista della leggenda, stanza da letto della principessa di Navarra.
Il parco
Intorno al castello si trova un ampio e monumentale parco di 8 ettari. Contava oltre 1500 specie vegetali e varie "distrazioni" che dovevano allietare e divertire gli ospiti, come il tempietto circolare, la coffee house (per dare ristoro), alcune "grotte" artificiali dotate di finte stalattiti (sotto il tempietto) o il particolare labirinto in pietra costruito nella tipica muratura a secco del ragusano.
Molto particolare é il fatto che nel parco si trovino degli scherzi che il barone ha fatto disporre per allietare le giornate, altrimenti noiose, al castello. Un esempio: su di un sedile é stato posizionato un irrigatore, che entrava in funzione quando un ospite ci si sedeva sopra. Un altro scherzo del barone burlone veniva attivato quando aprivano una particolare cappella posta in fondo al parco - ne usciva un monaco di pezza, spaventando la vittima dello scherzo. Attualmente gli scherzi non sono attivati, ma si sta lavorando per rimetterli in funzione. Inoltre nel parco si trovano delle tombe vuote, il cui scopo leggendario era di spaventare le donzelle: spinte dal terrore della vista di un corpo morto, andavano a rifugiarsi dal barone che era piú che felice di consolarle.
Le foglie del grande ficus, che si trova all'entrata del parco del castello di Donnafugata, potevano essere affrancate e spedite come cartoline postali.
Il labirinto
Tra i vari divertimenti rivolti agli ospiti del Barone, nel parco fu costruito anche un labirinto realizzato con muri a secco, in pietra bianca ragusana e sorvegliato all'ingresso da un soldato di pietra. Il labirinto riproduceva la forma trapezoidale del labirinto inglese di Hampton Court, situato vicino a Londra, che probabilmente il Barone aveva visto durante uno dei suoi vari viaggi. Sui muri del tracciato si stendevano siepi di rose rampicanti che impedivano la vista e impedivano lo scavalcamento delle corsie.
La stazione
Il barone Corrado Arezzo de Spuches di Donnafugata con le sue forti influenze politiche riuscí a far modificare il tracciato della ferrovia nel tratto Ragusa - Comiso in modo da farla passare nelle vicinanze del castello e avere la propria stazione ferroviaria. Data l'importanza turistica i treni regionali tutt'oggi fermano regolarmente alla stazione di Donnafugata che dista meno di 400 m dal castello permettendo, a chi volesse, di raggiungere il sito in una breve passeggiata.
Set cinematografico
Il castello é stato nel corso degli anni sede di diversi set cinematografici e televisivi. Nella "stanza del biliardo" sono state girate alcune scene del film I Vicerè, mentre sulla terrazza e nel parco del castello sono state girate varie scene della serie TV Il commissario Montalbano. Ô stato anche uno dei set di Kaos (1984) dei fratelli Taviani, de Il racconto dei racconti - Tale of Tales, film di Matteo Garrone del 2015, di La stagione della caccia - C'era una volta Vigata (2019) e del film del duo Ficarra e Picone Andiamo a quel paese.
Associazione nazionale case della memoria
La prestigiosa dimora é inserita nella lista delle case della memoria che ricordano la presenza di personaggi illustri. Il castello é ricordato per essere stato luogo dove vissero il Barone Corrado Arezzo de Spuches (noto politico, filantropo e cultore delle arti) e il Visconte Combe de Lestrade (diplomatico, storico e sociologo).
Fonte Wikipedia.
Dati sentiero
Download mappe
Indicazioni percorso:
Sulla sp80 Donnafugata-Genisi
Distanza: 0.1 km - Andata e ritorno.
Grado difficoltà:1/10
Attenzione, il grado di difficoltà è riferito solo alla lunghezza del percorso e non all'eventuale pericolosità del sito!
Coordinate inizio: 14°33'52'' - 36°52'51''
Coordinate fine: 14°33'52'' - 36°52'51''
Quota inizio: 311 m.s.m.
Quota fine: 311 m.s.m.
Tempo percorso: 10' - Andata e ritorno.
Sentieri vicini
Sentiero D1(*) D2(*) Pagina Mappa Tipologia
Sentiero D1(*) D2(*) Pagina Mappa Tipologia
Castello di Donnafugata 0 0 Link Link Consigliati-Castelli e ruderi
Grotta san Paolo 4.55 3.84 Link Link Grotte-Archeologia-Preistoria-Iblei
Bagno Arabo Mezzagnone 7.18 7.14 Link Link Archeologia-Arabi e Normanni-Medioevo e Rinascimento
Cava Renna 7.32 7.32 Link Link Fiumi e laghi-Iblei
Grotta delle Trabacche 7.72 8.1 Link Link Grotte-Archeologia
Riparo Fontana Nuova 8.55 8.92 Link Link Archeologia-Preistoria
Grotta della Taddarita 10.03 9.73 Link Link Archeologia-Preistoria-Iblei
Monte Tabuto 12.13 12.13 Link Link Archeologia-Preistoria
Cava Misericordia 15.54 15.54 Link Link Grotte-Chiese-Archeologia-Preistoria-Medioevo e Rinascimento-Iblei
Palazzo Arezzo Spuches 16.79 16.79 Link Link Palazzi storici
Borgo Niria 17.78 17.99 Link Link
Torre san Filippo 20.31 19.44 Link Link Castelli e ruderi-Iblei
Grotta dei Santi Modica 23.88 23.9 Link Link Grotte-Chiese-Archeologia-Bizantini-Cave di Ispica
Necropoli Baravitalla 23.93 23.77 Link Link Archeologia-Preistoria-Cave di Ispica
Spezieria 24.36 24.77 Link Link Chiese-Archeologia-Bizantini-Cave di Ispica
Catacombe della Larderia 24.53 24.57 Link Link Grotte-Chiese-Archeologia-Romani-Cave di Ispica
Grotte del Ginnasio 24.54 24.81 Link Link Grotte-Archeologia-Romani-Greci-Cave di Ispica
Grotta della Signora 24.59 24.34 Link Link Grotte-Archeologia-Bizantini-Preistoria-Cave di Ispica
Cava dei Servi 24.82 25.77 Link Link Preistoria-Fiumi e laghi-Iblei
Necropoli Calicantone 25.38 25.28 Link Link Aree protette-Archeologia-Preistoria-Cave di Ispica-Iblei

(*) Distanza, misurata in km, in linea d'area dall'inizio del sentiero.
(**) Distanza, misurata in km, in linea d'area dalla fine del sentiero.
Previsioni meteo Ragusa
    Etichette
    Numero visite
Totale (*): 783 - nel 2024: 483 - nel mese di Giugno: 38 - Oggi: 10 - (*) Da Novembre 2023
Visitatori per nazione (da Novembre 2023)

:
  • ..
  • ..
  • ..
  • ..
  • ..
  • ..
  • ..
  • Aggiungi a preferiti
  • Pagina Facebook
  • Gruppo Facebook
  • Instagram
  • Twitter
  • Youtube
  • Wikiloc
  • Tiktok