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Grotta delle Trabacche
Attenzione! L'ingresso nelle grotte o nelle cave comporta sempre elevati livelli di pericolo e deve essere fatto solo con attrezzature adeguate e in presenza di personale qualificato.
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Nome:
Grotta delle Trabacche
Comune: Ragusa
Località: Contrada Buttino
Foto di: Gaetano Cannavò - Marco Carfi - Nunzio Condorelli - Paolo Privitera - Etnanatura -
Descrizione:
L'area iblea è ricca di insediamenti antichi che hanno permesso una ricerca archeologica la quale molto spesso ha portato a ritrovamenti che hanno arricchito i musei ragusani e delle province limitrofe. Parecchi reperti sono rimasti in loco, vuoi per la non trasportabilità o perche inseriti nell'ambiente circostante in modo inscindibile. L'altopiano ibleo racchiude in sè tesori di inestimabile valore, testimonianza di antiche civiltà ' che hanno favorito la nascita di insediamenti quale Camarina, Casmenai, Castiglione i quali hanno costellato l'entroterra di questa zona a sud-est della Sicilia, molto spesso adombrata da grandi potenze come Siracusa, Agrigento e le stesse Gela e Leontinoi. Ma veniamo ai particolari. Scriveva Filippo Pennavaria, agli inizi delfoto articolo secolo scorso, nel libro ricordi archeologici e peleontologici: "a metà della dolce costiera guardante a sud-est, quasi a fior di terra, nel podere dei fratelli Schembari, appellato Bùttino, fra roveti e cardi, niepitelle e capperi, offresi l'accesso alla singolarissima necropoli della grotta delle Trabacche". Il termine Trabacca in siciliano significa letto ornato da cortine al quale si sono rassomigliati i due sarcofagi monolitici che stanno nel mezzo dell'antro, con funzione anche di sostegno della volta, che insieme ad altre tombe nella zona rappresenta una delle poche testimonianze rimaste della dominazione bizantina. Nella vicina zona Centopozzi esistono numerosi pozzi (da cui il nome), testimonianza della presenza nella zona di un luogo abitato. La grofoto articolotta delle Trabacche è uno dei complessi cimiteriali ipogeici più noti nella storiografia siciliana. Topograficamente è ubicata nella valle di Bùttino-Centopozzi, a sud-est di Ragusa. La catacomba delle Trabacche, già segnalata alla fine del diciottesimo secolo dall'Houel, e stata ritenuta falsamente di età preistorica dal Cavallari. Il cimitero è formato da un doppio camerone ipogeo, le cui pareti laterali sono intensamente occupate da arcosoli, per lo più polisomi. Al centro dei due ambienti sono ricavati due monumentali tombe monosome a sarcofago, sormontate da teguria rispettivamente con sei e sette pilastri. La catacomba è preceduta da un ingresso di forma rettangolare. Altri ipogei e fosse sub-divo sono note nella contrada Bùttino-Centopozzi.foto articolo In particolare gruppi di arcosoli e piccoli ipogei sono distribuiti lungo la strada che da Ragusa solca l'altopiano per Bùttino, in coincidenza di antichi percorsi viari che dalla pianura di Camarina salivano verso l'altopiano. Un'altro gruppo di cimiteri si riscontrano in prossimità di una serie di cisterne per la raccolta delle acque, i cosidetti Centopozzi, forse resti di un sistema di approvvigionamento idrico e captazione delle acque piovane, per il fabbisogno dei villaggi costruiti sull'altopiano. Un analogo, anche se più complesso, sistema di approvvigionamento idrico lo troviamo in Tunisia nei pressi di Cartagine. Il sito, riportato alla luce durante una campagna di scavi condotta negli anni 90 del 1900 da una equipe archeologica iblea, capeggiatafoto articolo dall'archeologo Giovanni Diste-fano, è conoscito come le Cisterne della Malga. Poc'anzi abbiamo citato Jean Houel il quale nel suo Voyage in Sicilia, reportage di uno dei viaggi che l'autore ha effettuato per il mondo, è stato uno dei primi a trattare e ad illustrare la Grotta delle Trabacche. Tra le righe del suo libro si legge: "Lo strato di roccia orizzontale che si estende in quasi tutta la provincia è suscettibile ad essere tagliato, sia all'interno che all'esterno. Ecco perchè si sono conservati così a lungo i diversi monumenti che i differenti popoli vi hanno scavato, secondo le circostanze in cui si trovavano. La grotta rappresentata in questa stampa contiene due superbe tombe lunghe undici piedi e larghe otto: non dubito che siano quelli degli afoto articolontichi sovrani di questa contrada e che siano seppelliti attorno a loro i corpi delle persone più distinte per rango e qualità . La prima figura rappresenta la veduta interna della grotta sepolcrale, presa dall'ingresso, così come la si vede arrivando; il che serve a fare conoscere questi luoghi funerari e il modo in cui le tombe erano poste sotto le arcate. La seconda figura offre la pianta in rilievo; si vede in particolare una delle tombe, intera ed isolata. La colonna centrale, all'estremità , era mobile e si poteva spostare per fare entrare il morto nella tomba. La prodigiosa quantità di grotte, di sarcofagi dimostrano che questo paese ha conosciuto una bella architettura". Un monumento che ha suscitato l'attenzione, quindi, di numerosi studiosi ed hafoto articolo attirato la curiosità di viaggiatori che hanno attraversato la Sicilia negli ultimi secoli. La grotta delle Trabacche non è passata inosservata anche a chi ha esplorato il territorio per immortalarlo nella pellicola di una cinepresa. L'ipogeo ibleo, infatti, è stato parte del set della fiction televisiva "Il Commissario Montalbano". Un triller pieno di mistero e suspance che ha tenuto milioni di telespattori incollati alla TV. Qui dentro, nell'episodio Il cane di terracotta, Montalbano scopre le mummie di due fidanzati abbracciati, ai piedi di un enorme cane, appunto, di terracotta.
Testo di Giovanni Iacono. Sito Comune di Ragusa.
Comune: Ragusa
Località: Contrada Buttino
Foto di: Gaetano Cannavò - Marco Carfi - Nunzio Condorelli - Paolo Privitera - Etnanatura -
Descrizione:
L'area iblea è ricca di insediamenti antichi che hanno permesso una ricerca archeologica la quale molto spesso ha portato a ritrovamenti che hanno arricchito i musei ragusani e delle province limitrofe. Parecchi reperti sono rimasti in loco, vuoi per la non trasportabilità o perche inseriti nell'ambiente circostante in modo inscindibile. L'altopiano ibleo racchiude in sè tesori di inestimabile valore, testimonianza di antiche civiltà ' che hanno favorito la nascita di insediamenti quale Camarina, Casmenai, Castiglione i quali hanno costellato l'entroterra di questa zona a sud-est della Sicilia, molto spesso adombrata da grandi potenze come Siracusa, Agrigento e le stesse Gela e Leontinoi. Ma veniamo ai particolari. Scriveva Filippo Pennavaria, agli inizi delfoto articolo secolo scorso, nel libro ricordi archeologici e peleontologici: "a metà della dolce costiera guardante a sud-est, quasi a fior di terra, nel podere dei fratelli Schembari, appellato Bùttino, fra roveti e cardi, niepitelle e capperi, offresi l'accesso alla singolarissima necropoli della grotta delle Trabacche". Il termine Trabacca in siciliano significa letto ornato da cortine al quale si sono rassomigliati i due sarcofagi monolitici che stanno nel mezzo dell'antro, con funzione anche di sostegno della volta, che insieme ad altre tombe nella zona rappresenta una delle poche testimonianze rimaste della dominazione bizantina. Nella vicina zona Centopozzi esistono numerosi pozzi (da cui il nome), testimonianza della presenza nella zona di un luogo abitato. La grofoto articolotta delle Trabacche è uno dei complessi cimiteriali ipogeici più noti nella storiografia siciliana. Topograficamente è ubicata nella valle di Bùttino-Centopozzi, a sud-est di Ragusa. La catacomba delle Trabacche, già segnalata alla fine del diciottesimo secolo dall'Houel, e stata ritenuta falsamente di età preistorica dal Cavallari. Il cimitero è formato da un doppio camerone ipogeo, le cui pareti laterali sono intensamente occupate da arcosoli, per lo più polisomi. Al centro dei due ambienti sono ricavati due monumentali tombe monosome a sarcofago, sormontate da teguria rispettivamente con sei e sette pilastri. La catacomba è preceduta da un ingresso di forma rettangolare. Altri ipogei e fosse sub-divo sono note nella contrada Bùttino-Centopozzi.foto articolo In particolare gruppi di arcosoli e piccoli ipogei sono distribuiti lungo la strada che da Ragusa solca l'altopiano per Bùttino, in coincidenza di antichi percorsi viari che dalla pianura di Camarina salivano verso l'altopiano. Un'altro gruppo di cimiteri si riscontrano in prossimità di una serie di cisterne per la raccolta delle acque, i cosidetti Centopozzi, forse resti di un sistema di approvvigionamento idrico e captazione delle acque piovane, per il fabbisogno dei villaggi costruiti sull'altopiano. Un analogo, anche se più complesso, sistema di approvvigionamento idrico lo troviamo in Tunisia nei pressi di Cartagine. Il sito, riportato alla luce durante una campagna di scavi condotta negli anni 90 del 1900 da una equipe archeologica iblea, capeggiatafoto articolo dall'archeologo Giovanni Diste-fano, è conoscito come le Cisterne della Malga. Poc'anzi abbiamo citato Jean Houel il quale nel suo Voyage in Sicilia, reportage di uno dei viaggi che l'autore ha effettuato per il mondo, è stato uno dei primi a trattare e ad illustrare la Grotta delle Trabacche. Tra le righe del suo libro si legge: "Lo strato di roccia orizzontale che si estende in quasi tutta la provincia è suscettibile ad essere tagliato, sia all'interno che all'esterno. Ecco perchè si sono conservati così a lungo i diversi monumenti che i differenti popoli vi hanno scavato, secondo le circostanze in cui si trovavano. La grotta rappresentata in questa stampa contiene due superbe tombe lunghe undici piedi e larghe otto: non dubito che siano quelli degli afoto articolontichi sovrani di questa contrada e che siano seppelliti attorno a loro i corpi delle persone più distinte per rango e qualità . La prima figura rappresenta la veduta interna della grotta sepolcrale, presa dall'ingresso, così come la si vede arrivando; il che serve a fare conoscere questi luoghi funerari e il modo in cui le tombe erano poste sotto le arcate. La seconda figura offre la pianta in rilievo; si vede in particolare una delle tombe, intera ed isolata. La colonna centrale, all'estremità , era mobile e si poteva spostare per fare entrare il morto nella tomba. La prodigiosa quantità di grotte, di sarcofagi dimostrano che questo paese ha conosciuto una bella architettura". Un monumento che ha suscitato l'attenzione, quindi, di numerosi studiosi ed hafoto articolo attirato la curiosità di viaggiatori che hanno attraversato la Sicilia negli ultimi secoli. La grotta delle Trabacche non è passata inosservata anche a chi ha esplorato il territorio per immortalarlo nella pellicola di una cinepresa. L'ipogeo ibleo, infatti, è stato parte del set della fiction televisiva "Il Commissario Montalbano". Un triller pieno di mistero e suspance che ha tenuto milioni di telespattori incollati alla TV. Qui dentro, nell'episodio Il cane di terracotta, Montalbano scopre le mummie di due fidanzati abbracciati, ai piedi di un enorme cane, appunto, di terracotta.
Testo di Giovanni Iacono. Sito Comune di Ragusa.
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Segnalazione utenti
Data segnalazione: 24/07/2025 - Imperdibile - Sentiero/Sito in ottimo stato
Data segnalazione: 24/07/2025 - Imperdibile - Sentiero/Sito in ottimo stato
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Indicazioni percorso: Sulla sp.13 da Ragusa (vedi mappa).
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Altre informazioni
1.35 km
2/10 - Facile/T
14°38'34'' - 36°54'39''
14°38'51'' - 36°54'39''
14°38'51'' - 36°54'39''
543 m.s.m.
524 m.s.m.
524 m.s.m.
40'
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(*)Distanza in linea d'aria misurata in km dall'inizio del sentiero - (**)Distanza in linea d'aria misurata in km dalla fine del sentiero
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