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Sabato 14 marzo 2026
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Monte Venere
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Nome:
Monte Venere
Comune: Castelmola
Località: Monte Venere
Foto di: Francesco Privitera - Etnanatura -
Descrizione:
Monte Venere fa parte dei luoghi di ambientazione del romanzo "L'amante di Lady Chatterley" romanzo di David Herbert Lawrence, considerato uno tra i romanzi più famosi del XX secolo. L'amante di Lady Chatterley, pubblicato nel 1928 e successivamente ritirato per oscenità, venne ispirato dalla condotta licenziosa della baronessa tedesca, Frieda von Richthofen, moglie dello scrittore inglese. Durante il loro soggiorno a Taormina, Frieda, ebbe, infatti, modo di esprimere la propria esuberante sensualità, tra i vigneti e le cascine delle campagne di Castelmola, con il giovane mulattiere molese, Peppino D'Allura, che aveva il compito di accompagnare la baronessa alla villa della sua padrona, la signora Betty, la quale viveva a monte Venere ad 800 metri sul mare. Tra un dolcetto e l'altro “Lady Chatterley”, raccontava alla sua amica, i giochi erotici nella splendida e selvaggia Sicilia lungo le mulattiere di Monte Venere.
Ma Monte Venere è stato anche uno dei luoghi di elezione di Florence Trevelyan era una nobildonna inglese che si stabilì a Castelmola in seguito al suo matrimonio con il professor Cacciola. Imparò ad amare questi luoghi meravigliosi a tal punto da costruire il suo paradiso di pace e tranquillità su queste pendici. La comoda e piccola casetta in pietra locale, abbellita da vialetti, aiuole e spianate lastricate e ancora oggi visibile, all'ombra dei pini, sul belvedere panoramico. La Trevelyan impegnò parte delle sue finanze nell'acquisto di vaste aree incolte assumendo operai per il rimboschimento e trasformando queste aspre montagne in boschi di eucalipti, castagni e querce. Contribuì alla realizzazione della villa comunale di Taormina e delle due casette per i giochi dei bambini. Progettò, inoltre, la mulattiera di Scalazze: una scorciatoia per raggiungere Monte Venere. Un bellissimo sentiero, brullo ma panoramicissimo, arriva sino in cima al monte passando anche dai ruderi del Cafè Monte Venere (foto), simbolo aristocratico ai tempi della Belle Epoque, quando i viaggiatori passavano da questo ristoro durante la visita alle campagne dell’entroterra taorminese. Entroterra dove molti stranieri avevano acquistato terreni. Tra questi lady Trevellyan, della corona reale inglese, esiliata (a suon di vitalizi) dalla corte perché se la intendeva con il cugino, futuro re e figlio della regina. Arrivò a Taormina e da questa parti sposò il sindaco (il dotto Cacciola) e si dilettò con la realizzazione di splendidi giardini (l’attuale villa comunale di Taormina era il giardino di casa sua) e varie opere di bene. Su monte Venere (nei pressi) acquisto un terreno e si costruì la sua residenza di campagna che amò così tanto da voler essere seppellita da questa parti.
Monte Veneredeve il suo nome ad un più o meno probabile culto della dea dell’Amore da queste parti, 2500 anni fa, quando i sicelioti (greci di Sicilia) dettavano legge. Dalla cima si vedono perfettamente l’abitato di Castelmola, il castello Arabo ed il teatro Greco di Taormina, Isola Bella e, maestosa, l’Etna. Cosa chiedere di più ad un panorama?
Info da Comune di Taormina
Comune: Castelmola
Località: Monte Venere
Foto di: Francesco Privitera - Etnanatura -
Descrizione:
Monte Venere fa parte dei luoghi di ambientazione del romanzo "L'amante di Lady Chatterley" romanzo di David Herbert Lawrence, considerato uno tra i romanzi più famosi del XX secolo. L'amante di Lady Chatterley, pubblicato nel 1928 e successivamente ritirato per oscenità, venne ispirato dalla condotta licenziosa della baronessa tedesca, Frieda von Richthofen, moglie dello scrittore inglese. Durante il loro soggiorno a Taormina, Frieda, ebbe, infatti, modo di esprimere la propria esuberante sensualità, tra i vigneti e le cascine delle campagne di Castelmola, con il giovane mulattiere molese, Peppino D'Allura, che aveva il compito di accompagnare la baronessa alla villa della sua padrona, la signora Betty, la quale viveva a monte Venere ad 800 metri sul mare. Tra un dolcetto e l'altro “Lady Chatterley”, raccontava alla sua amica, i giochi erotici nella splendida e selvaggia Sicilia lungo le mulattiere di Monte Venere.
Ma Monte Venere è stato anche uno dei luoghi di elezione di Florence Trevelyan era una nobildonna inglese che si stabilì a Castelmola in seguito al suo matrimonio con il professor Cacciola. Imparò ad amare questi luoghi meravigliosi a tal punto da costruire il suo paradiso di pace e tranquillità su queste pendici. La comoda e piccola casetta in pietra locale, abbellita da vialetti, aiuole e spianate lastricate e ancora oggi visibile, all'ombra dei pini, sul belvedere panoramico. La Trevelyan impegnò parte delle sue finanze nell'acquisto di vaste aree incolte assumendo operai per il rimboschimento e trasformando queste aspre montagne in boschi di eucalipti, castagni e querce. Contribuì alla realizzazione della villa comunale di Taormina e delle due casette per i giochi dei bambini. Progettò, inoltre, la mulattiera di Scalazze: una scorciatoia per raggiungere Monte Venere. Un bellissimo sentiero, brullo ma panoramicissimo, arriva sino in cima al monte passando anche dai ruderi del Cafè Monte Venere (foto), simbolo aristocratico ai tempi della Belle Epoque, quando i viaggiatori passavano da questo ristoro durante la visita alle campagne dell’entroterra taorminese. Entroterra dove molti stranieri avevano acquistato terreni. Tra questi lady Trevellyan, della corona reale inglese, esiliata (a suon di vitalizi) dalla corte perché se la intendeva con il cugino, futuro re e figlio della regina. Arrivò a Taormina e da questa parti sposò il sindaco (il dotto Cacciola) e si dilettò con la realizzazione di splendidi giardini (l’attuale villa comunale di Taormina era il giardino di casa sua) e varie opere di bene. Su monte Venere (nei pressi) acquisto un terreno e si costruì la sua residenza di campagna che amò così tanto da voler essere seppellita da questa parti.
Monte Veneredeve il suo nome ad un più o meno probabile culto della dea dell’Amore da queste parti, 2500 anni fa, quando i sicelioti (greci di Sicilia) dettavano legge. Dalla cima si vedono perfettamente l’abitato di Castelmola, il castello Arabo ed il teatro Greco di Taormina, Isola Bella e, maestosa, l’Etna. Cosa chiedere di più ad un panorama?
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Indicazioni percorso: Il sentiero inizia dal cimitero di Castelmola ed é indicato da appositi cartelli.
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Altre informazioni
4.2 km
4/10 - Facile/E
15°16'37'' - 37°51'39''
15°16'01'' - 37°52'10''
15°16'01'' - 37°52'10''
474 m.s.m.
783 m.s.m.
783 m.s.m.
1h
40'
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Sitografia
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Totale (*) 42328 - Nel 2026 540 - Nel mese di Marzo 108 - Oggi 2 - (*) Da Agosto 2020
Totale (*) 42328 - Nel 2026 540 - Nel mese di Marzo 108 - Oggi 2 - (*) Da Agosto 2020





















