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Giardini Naxos
Altitudine: 8 m. s.l.m.
Data: Mercoledì 7 ottobre 2026
Coordinate: 37,83 - 15,27
Alba: 06:59
Tramonto: 18:33
Luna: Luna calante 🌘
Meteo: Icona meteo Pioggia 23.3°C
Neoria Naxos


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Nome: Neoria Naxos
Comune: Giardini Naxos
Località: Capo Schisò
Foto di: Etnanatura -

Descrizione
Gli arsenali navali (o neorie) dell'antichità, a lungo trascurati, sono di recente oggetto di ricerca. Edifici di carattere pubblico con chiara funzione militare, essi rappresentano un'evidenza topografica specifica e inconfondibile per l'identificazione di porti, o di loro settori adibiti ad accogliere le flotte militari. Si diffondono con apparente maggiore frequenza nel Mediterraneo Orientale dal VI secolo a.C. e, oltre ai menzionati dati topografici, essi sono utili indicatori sia delle risorse economiche, sia, almeno per il periodo più antico, delle risorse demografiche della città cui appartengono. Le fonti letterarie antiche ne accrediterebbero il loro carattere rappresentativo ben utilizzato da talune città, quali Atene o Rodi, come diretta esemplificazione della potenza militare. Il complesso dell'arsenale navale o neorion/neoria del V secolo a.C. rappresenta la scoperta più importante dell'ultimo decennio di ricerca a Naxos. Al suo interno trovavano ricovero le triremi, le più famose navi da guerra dell'antichità. L'area portuale contenente i neoria si estende a nord del centro urbano nella baia protetta da Capo Schisò. L'edificio occupa le estreme pendici orientali della collina di Larunchi, acropoli della città, si allinea con il muro di fondo con il tracciato dello stenopos 6, da cui si distacca 150 m. Con certezza il complesso ricade all'interno delle fortificazioni, ed è fiancheggiato a sud dallo spazio dell'agora situato sulla terrazza sovrastante. La scoperta di ostraka all'interno dei neoria possono esserne una conferma. Il complesso è largo 28 m per una lunghezza ricostruibile di 40/42 m, avendo le moderne costruzioni fronte mare obliterato la terminazione delle rampe. Tali dati forniscono importanti informazioni di carattere geologico sulla posizione dell'antica linea di costa, arretrata rispetto all'attuale di 160 m, e sul livello del mare, più alto di circa 2 m. Il complesso è formato da quattro corsie parallele e discendenti che, separate da larghi muri in tecnica poligonale, comunicano tra loro attraverso varchi. Il numero delle corsie è considerevolmente ristretto, ma forse appropriato alla flotta di una città di dimensioni medio -piccole, che non fu mai una potenza navale. Accanto all'aspetto militare, l'informazione è importante per l'antica demografia della città, essendo nel V secolo a.C. i rematori della flotta cittadini liberi. Le corsie sono di larghezza diversa (5.42 e 5.24 m rispettivamente le corsie 1 e 2; 5.64 e 5.74 m le corsie 3 e 4) e presentano una peculiarità al momento unica nel panorama dei neoria del Mediterraneo: il centro di ciascuna corsia è occupato da un rampa di sabbia che, trattenuta da muretti di pietre, conteneva la chiglia della nave. Il muro di arresto delle rampe 1 e 2 è rettilineo, quello delle rampe 3 e 4 arrotondato per assecondare lo slancio di poppa. Le rampe di sabbia sono fiancheggiate da camminamenti lastricati che favorivano il movimento dei marinai addetti alla custodia e alla piccola manutenzione delle navi. Tracce di pigmenti rosso (ematite) e blu, ritrovati soprattutto nelle corsie 3 e 4, documentano lavori di dipintura dello scafo. Gli scavi hanno accertato due fasi costruttive, risalenti alla fine del VI secolo a.C./inizi V secolo a.C. l'una, post-460 a.C. l'altra, coincidente quest'ultima con il ritorno degli esuli e il ripristino della democrazia. Alle due fasi corrispondono due sistemi di copertura diversi: il più antico di tipo siciliano con antefisse che mostrano l'inconsueta alternanza di gorgoneia e maschere sileniche; il più tardo di tipo misto con coprigiunti pentagonali di tipo corinzio, ma con coppi maestri semicircolari. La scoperta nella parte alta della corsia 2 di un seppellimento della prima metà del IV secolo a.C. indica l'avvenuto abbandono del complesso, probabilmente distrutto da Dionisio I di Siracusa (403 a.C.). Su di esso nell'avanzato II secolo d.C. si sovrappone l'abitato della mansio, o stazione per cambio di cavalli, che nell'Itinerarium Antonini è riportata con il nome di Naxion.
Tratto da Parco Naxos Taormina
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Dati sito
Indicazioni percorso: In via Larunchi a Giardini Naxos.
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Altre informazioni
Lunghezza percorso
0.1 km
Grado difficolt
1/10 - Facile/T
Coordinate inizio sentiero
15°16'10'' -37°49'25''
Coordinate centro sentiero
15°16'10'' -37°49'25''
Coordinate fine sentiero
15°16'10'' -37°49'25''
Quota inizio sentiero
16 m.s.m.
Quota centro sentiero
16 m.s.m.
Quota fine sentiero
16 m.s.m.
Tempo percorso
10'
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(*)Distanza in linea d'aria misurata in km dall'inizio del sentiero - (**)Distanza in linea d'aria misurata in km dalla fine del sentiero
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Sitografia
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