
Etnanatura vuole augurare un buon lavoro ai neo presidenti dei parchi siciliani nominati in questi giorni dalla presidenza della regione.
Sappiamo che li attende una scommessa difficile che certo non è agevolata dal fatto che nessuno di loro possieda competenze di tipo ambientale-naturalistico. Provenendo tutti dalla “piccola” politica locale (spesso non eletti in qualche competizione elettorale) c’è il rischio che possano affrontare le difficili problematiche legate al mondo dell’ambientalismo isolano con un approccio burocratico e magari guardando con maggiore attenzione agli interessi di quei pochi che spesso in questi anni hanno depredato il patrimonio ambientale siciliano.
Ma vogliamo credere che non sia così, vogliamo credere che vogliano scommettersi e dimostrare che le cassandre (e noi siamo fra questi/e) si sbaglino.
Per facilitare il loro lavoro vogliamo comunque proporre un vademecum di facili e immediate azioni positive che si possono intraprendere:
- Sfoltire l’apparato burocratico degli enti favorendo l’assunzione di tecnici ambientalisti e di guardie parco;
- Massima attenzione verso chi deturpa il paesaggio:
- Vietare l’ingresso di veicoli a motore (primi fra tutti i quad) all’interno dei parchi;
- Chiudere con dei cancelli l’ingresso ai sentieri permettendo solo il passaggio pedonale;
- Vietare le escursioni che prevedano la risalita di fiumi, torrenti o i bagni nei laghetti;
- Controllare con dispositivi di video sorveglianza le zone sensibili e agire con la massima severità verso chi deturpa il paesaggio con l’abbandono di immondizia:
- Fare rispettare la legge regionale sulla raccolta di funghi ipogei;
- Controllare che non si svolga attività venatoria all’interno dei parchi;
- Multare chi usa le strade di accesso ai parchi come piste di formula uno (in questo momento mi sovviene, per esempio, la Mare-Neve dell’Etna).
- Manutenere i sentieri con cartellonistica, punti ristoro e aree attrezzate;
- Aprire e permettere l’uso dei rifugi e dei bivacchi.
Non ci resta loro che augurare BUON LAVORO e sperare di potere registrare nei prossimi mesi una inversione di tendenza della politica paesaggistica siciliana.
