Plemmirio

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Sito Etnanatura: Plemmirio

Il Plemmirio si sviluppa su un perimetro di 14,35 km di costa lungo la parte orientale della Penisola della Maddalena, con una superficie di 2.429 ettari di mare protetto. Il territorio è di grande rilevanza dal punto di vista della flora e della fauna, ma anche da un punto di vista storico. Crocevia per il passaggio delle navi e dei bastimenti di Cartaginesi, Romani e Greci, l’area del Plemmirio ospita nei fondali diversi colli d’anfora e reperti di varie epoche, compresi quelli dell’ultima guerra mondiale. Nel 2017 è stato scoperto lungo le acque della riserva il relitto di un bombardiere inglese Vickers Wellington della seconda guerra mondiale a 36 metri di profondità. L’aereo venne abbattuto alle 2 del mattino del 9 luglio 1943 durante l’operazione Husky.

Sito Etnanatura: Plemmirio

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Medio_Alcantara

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Sito Etnanatura: Medio Alcantara.

Gurne dell’Alcantara.
Il fiume Alcantara, nella sua incessante azione erosiva operata per millenni sulle colate laviche, ha creato una serie di laghetti dalla forma rotondeggiante conosciute con il nome di “Gurne” o “Vulli”. Questa particolare tipologia di laghi di natura lavica caratterizza il corso dell’Alcantara in un tratto limitato che si estende (escludendo i due Vulli in prossimità di Mojo Alcantara, meno importanti rispetto agli altri) prevalentemente nel territorio del Comune di Francavilla di Sicilia (Me), tra la contrada Santa Caterina e l’omonimo ponte, fino all’abitato di fondaco Motta, frazione di Motta Camastra (Me). Le Gurne dell’Alcantara sono sedici. La loro larghezza varia tra i 5 ed i 30 metri di diametro mentre la profondità varia tra i 5 e i 10 metri massimi, che si raggiungono solo in prossimità delle cascate.

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La civiltà della pietra fra l’Alcantara e l’Agro

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Ramulia

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Sito Etnanatura: Ramulia.

Lungo il sentiero si ritrovano alcuni palmenti scavati nella roccia e un sito caratterizzato dalla presenza di un cerchio di pietre. Non abbiamo trovato notizie attendibili riferite alla datazione di questi manufatti anche se potrebbero risalire anche a periodi prestorici.

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Castello di Mola

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Sito Etnanatura: Castello di Mola.

La fortificazione assieme a quella della vicina rocca di Taormina faceva parte della catena difensiva peloritana composta dai manieri di Castiglione, Francavilla, Tripi, Montalbano, Castroreale, Santa Lucia, Milazzo e Ficarra, rappresentando per i diversi conquistatori nelle varie epoche, il punto nevralgico da espugnare per assumere il controllo del territorio. Con la sua posizione spazia sull’intera costa ionica, con le coste calabre e lo Stretto di Messina a settentrione, e l’Etna che domina l’orizzonte a mezzogiorno

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Parco Archeologico di Leontinoi

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Pubblichiamo la carta del Parco Archeologico di Leontinoi a cura di Giovanni Spagnolello e Patrizia Carnazzo, pubblicata dalla Pro Loco di Carlentini

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Castellana

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Sito Etnanatura: Castellana.

Castellana costituisce l’area che più conserva testimonianze del suo passato nel territorio di Lentini. Sull’intero sito mancano studi dettagliati ma sono state segnalate nel tempo testimonianze che, partendo dal tardo neolitico (cultura di Serra d’Alto), passano dall’età del rame (Serraferlicchio e Malpasso, arrivando alla media-fine età del bronzo (cultura di Castelluccio, Thapsos e Pantalica), inoltre si trova una necropoli con tombe a forno. Sulla sommità della collinetta, verso la piana, sono state rinvenute tracce di strutture murarie, cocciopesto e numerosi frammenti di ceramica romana di età imperiale (databile tra il II ed il IV sec. d.C.) e bizantina.

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Palazzelli

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Sito Etnanatura: Palazzelli.

In contrada Palazzelli si trovano numerosi cameroni dei quali molti riutilizzati in età moderna. Già nella metà del XIX secolo sono segnalati alcuni ritrovamenti come quelli di “colonnette di marmo bianco, attorcigliate nella loro superficie di spire con cavette o scanalature […] un pregevole lastrico di elegantissimo marmo cipollino, di bel marmo rosso e di granito greggio, tutto messo in bella simmetria a foggia di mosaico”.

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Tempio di Ercole

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Il tempio greco di Ercole fu edificato nel IV sec. a.C. su un gradone roccioso prospiciente l’abitato. Per valenza storico-artistica ed architettonica esso è sicuramente uno dei monumenti aluntini più importanti in quanto, essendo l’unico ben conservato della provincia di Messina, rappresenta una grande testimonianza dell’età classica nel messinese.

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Cugno Carrubba

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Sito Etnanatura: Cugno Carrubba.

Cugno Carrubba è un sito preistorico ai confini fra i comuni di Lentini e Carlentini. Il periodo antecedente la colonizzazione greca di Leontinoi è avvolto nel mito. Delle civiltà preelleniche rimangono i ritrovamenti nelle zone archeologiche, in particolare grotte murate e capanne del tipo italico. Secondo Sebastiano Pisano Baudo, che ha scritto, attingendo a piene mani alla mitologia Storia di Lentini antica e moderna, i primi abitatori dei campi leontini furono i Lestrigoni, popolazioni vicine ai Ciclopi, che dimoravano sull’Etna. Un capo di questo popolo, il cui nome è stato tramandato per la saggezza e il valore, era Antifate. Richiamando autori mitologici greci, soprattutto Omero, l’autore descrive i Lestrigoni come popolazioni evolute, dedite principalmente alla pastorizia e organizzate sotto un governo federato, rinnegando la rappresentazione di essi come giganti incivili e persino antropofagi.

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