Monte Fontane

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Sito Etnanatura: Monte Fontane.

Monte Fontana è l’ultimo monte a est della parte Nord della valle del Bove. Monte Fontana ha una veduta incantevole della valle del Bove e dei Crateri Sommitali, con la bella vista del monolito Rocca Musarra residuo di vecchi collassamenti dei cosiddetti Centri Eruttivi Alcalini Antichi. Inoltre volgendo lo sguardo a Sud-Est è possibile ammirare a Val Calanna e il Salto della Giumenta ce divide le due valli.

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Cerro di monte Fontane

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Il cerro di monte Fontane è la più grande quercia presente sull’Etna. Con un’età stimata di 400 anni, 18 metri. Si trova sul ciglio di un precipizio che si affaccia sulla valle del Bove e su Pianobello.

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Cunziria di Vizzini

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La Cunziria è un vecchio borgo del settecento a Vizzini, Sicilia. Il luogo è divenuto palcoscenico naturale per rappresentazioni teatrali. Nel luogo sorgevano delle casupole, costruite in pietra locale di colore ferrigno, disposte sulle collinette che per la loro esposizione al sole favorivano l’essiccazione delle pelli che venivano lavorate. La tessitura muraria e le concezioni volumetriche, ma soprattutto il dettaglio architettonico, laddove ancora visibile, è strettamente legato alle tradizioni costruttive di questa parte della Sicilia. Grazie alla sorgente vicina, vi è abbondanza di tannino, estratto dalla pianta di sommacco, prezioso per il procedimento artigianale. La pulitura e il trattamento avveniva all’interno di vasche scavate nella roccia, alcune delle quali poi interrate, ed oggi nuovamente visibili grazie a recenti scavi

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Rocca Capra

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«Guardando, così, nell’insieme la Valle del Bove, con tre alti pareti e quasi spianata per levante, sembra che un solo avvallamento offrisse da presso la cima del monte sino al mare.» 
(Carlo Gemmellaro, 1844) 
Rocca Capra si trova al centro della Valle del Bove. La formazione di tale depressione viene fatta risalire a 64.000 anni fa a causa del collasso dei centri eruttivi del Trifoglietto I e del Trifoglietto II, predecessori dell’Etna. Lo sprofondamento dei due crateri formò una caldera profonda 1 chilometro e larga 5 chilometri. Il cono vulcanico del monte Etna attuale si sarebbe formato a nord-ovest dell’unità del Trifoglietto II circa 34.000 anni fa. La Valle del Bove si presenta desertica, ricoperta da colate laviche recenti (eruzione del 1991-1993 e seguenti) ed occupa una superficie di circa 37 kmq. Il recinto craterico all’interno del quale si trova la valle si sviluppa per un perimetro di circa 18 chilometri e presenta a nord e a sud pareti dall’altezza variabile tra i 400 e i 1.000 metri

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Palazzo Ciampoli

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Sito Etnanatura: Palazzo Ciampoli.

Palazzo Ciampoli era una residenza signorile in stile catalano. Nello stemma, situato sopra il portone d’ingresso è scolpita la data 1412 anno della sua costruzione. Ciampoli era il nome della famiglia che possedette il palazzo, fino a che fu acquistato dalla Regione Siciliana. Il palazzo sorge nel cuore del borgo medioevale di Taormina, che inizialmente si estendeva dalla torre dell’Orologio a porta Catania.

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Cave di Ispica

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Sito Etnanatura: Cave di Ispica.

Cava Ispica è una vallata fluviale che per 13 km incide l’altopiano ibleo, tra le città di Modica e Ispica. La vallata, immersa nella tipica vegetazione della macchia mediterranea, custodisce necropoli preistoriche, catacombe cristiane, oratori rupestri, eremi monastici e nuclei abitativi di tipologia varia che si sono succeduti ininterrottamente dalla Preistoria (Antica età del Bronzo) fino almeno al XIV secolo. Nell’area terminale della vallata nel territorio di Ispica, a ridosso della città, il sito prende il nome di “Parco Forza”. Secondo l’archeologo Biagio Pace Cava Ispica è una delle più grandi curiosità archeologiche della Sicilia per il suo aspetto pittoresco e il grande numero di escavazioni nelle pareti rocciose del suo lungo corso fin nell’altopiano di Modica. La particolare morfologia della cava, a forma di gola, il tipo di roccia, la posizione naturalmente adatta alla difesa, la prossimità del mare, hanno contribuito a rendere questo luogo uno dei maggiori insediamenti rupestri della Sicilia. Ancora oggi, nonostante diverse ricerche da parte di studiosi, soprattutto italiani, non si conosce molto sulla Cava Ispica. Più recentemente, Giovanni Modica afferma che “la spesa per condurre a termine un’impresa di questo genere è tale da non farla prendere neppure in considerazione”.

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Castellana

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Sito Etnanatura: Castellana.

Castellana costituisce l’area che più conserva testimonianze del suo passato nel territorio di Lentini. Sull’intero sito mancano studi dettagliati ma sono state segnalate nel tempo testimonianze che, partendo dal tardo neolitico (cultura di Serra d’Alto), passano dall’età del rame (Serraferlicchio e Malpasso, arrivando alla media-fine età del bronzo (cultura di Castelluccio, Thapsos e Pantalica), inoltre si trova una necropoli con tombe a forno. Sulla sommità della collinetta, verso la piana, sono state rinvenute tracce di strutture murarie, cocciopesto e numerosi frammenti di ceramica romana di età imperiale (databile tra il II ed il IV sec. d.C.) e bizantina.

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Palazzelli

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Sito Etnanatura: Palazzelli.

In contrada Palazzelli si trovano numerosi cameroni dei quali molti riutilizzati in età moderna. Già nella metà del XIX secolo sono segnalati alcuni ritrovamenti come quelli di “colonnette di marmo bianco, attorcigliate nella loro superficie di spire con cavette o scanalature […] un pregevole lastrico di elegantissimo marmo cipollino, di bel marmo rosso e di granito greggio, tutto messo in bella simmetria a foggia di mosaico”.

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Tempio di Ercole

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Il tempio greco di Ercole fu edificato nel IV sec. a.C. su un gradone roccioso prospiciente l’abitato. Per valenza storico-artistica ed architettonica esso è sicuramente uno dei monumenti aluntini più importanti in quanto, essendo l’unico ben conservato della provincia di Messina, rappresenta una grande testimonianza dell’età classica nel messinese.

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Palazzo Corvaja Taormina

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Nel corso dell’XI secolo, durante l’occupazione araba venne fortificata la città con la costruzione di una torre laddove preesistevano l’agorà dei greci, il forum dei romani ed i ruderi del monastero, eretto nel 1275, delle suore canonisse di Valverde. Tale costruzione costituisce ancora oggi il nucleo centrale di Palazzo Corvaja. La costruzione fu ampliata alla fine del XIII secolo con l’aggiunta del corpo di fabbrica che si sviluppa sulla sinistra del portone d’ingresso. Quest’ultimo, noto come “Salone del Maestro giustiziere”, fu eretto per opera di Juan de Termes, nominato da Federico II, Prefetto e Maestro di Giustizia.

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