Le news di Etnanatura -- Architettura megalitica in Sicilia: la Gurfa e l’Argimusco. Di Marinella Fiume -- Argimusco -- Hanno visitato il sito: 15.816.118 utenti - Nel 2020: 1.217.163 - Nel mese di Aprile: 55.332 - Oggi: 8.764 - On line: 52
San Basilio
Attenzione! L'ingresso nelle grotte o nelle cave comporta sempre elevati livelli di pericolo e deve essere fatto solo con attrezzature adeguate e in presenza di personale qualificato.
Nome:
San Basilio
Comune:
Località:
Monte san Basilio
Coordinate inizio:
14°50'50'' - 37°20'02''
Coordinate fine:
14°51'18'' - 37°20'12''
Quota inizio:
148 m.s.m.
Quota fine:
217 m.s.m.
Tempo percorso:
30' - Andata e ritorno.
Distanza:
2.3 km - Andata e ritorno.

Grado difficoltà: 2/10
Attenzione, il grado di difficoltà è riferito solo alla lunghezza del percorso e non all'eventuale pericolosità del sito!
Foto di: Etnanatura e Michele Torrisi

Descrizione:
Monte San Basilio é un'antica struttura di epoca greca che prende il nome dall'omonimo monte in cui é collocata, nel territorio di Lentini. Per quanto non vi sia un nome ufficiale, alcuni identificano il sito impropriamente con Colonne di San Basilio. L'area sommitale del monte mostra tracce di un antico insediamento giá dalla preistoria con evidenti fori di capanna probabilmente riconducibili alla Cultura di Castelluccio. Poco distante sorge la struttura imponente scavata nella roccia calcarea e con un'estensione di 18x16 metri e ben 32 colonne atte a sorreggere delle lastre in pietra. Parte della struttura é crollata ma restano ancora in piedi molte colonne. L'imponenza del monumento richiamó l'attenzione del viaggiatore Jean Houel che ne tracció degli schizzi nel 1777 nonchè un'interessante testimonianza scritta: "Questi resti rappresentano un bellissimo edificio di cui tutto ignoto, persino il nome. L'edificio delle strutture che lo circondano non potevano essere che la residenza di signori nobili e benestanti. Non ho potuto rappresentare questo luogo sotterraneo-una specie di scantinato-se non mostrando nello spaccato. La sua pianta é quadrata. Guardate A nella parte in basso della stampa. Vi si discende da una scala B, che si scorge nell'angolo a destra, attraverso i pilastri conclusi da elementi lapidei che sostengono grandi pietre. Queste, imitando le travi, sorreggono delle piccole pietre che si alternano ad esse. Molte lastre mancano, e io raffiguro l'insieme nello stato di degrado in cui é pervenuto. C'é una grande porta, un ridotto in cui si vedono ancora delle pitture: vi si celebrava la messa nel periodo in cui devoti di San Basilio occupavano questo luogo. Ho inserito nella stampa la pianta dell'edificio con il proposito di dare un'idea esatta della sua forma e dei suoi dettagli: D é il posto in cui si celebrava la messa. Si vede chiaramente un sarcofago nel luogo contrassegnato con E, la cui entrata é ricurva. Credo tuttavia che i sarcofagi scavati nella pietra siano posteriori al tempo in cui l'edificio fungeva da serbatoio, e che siano stati realizzati dopo la trasformazione in chiesa. Sono convinto che l'edificio fosse in origine una magnifica cisterna; ma ció non deve stupire: gli antichi amavano dare a tutto ció che creavano delle belle forme e sapevano abbinare la soliditá al buon gusto. Alla base di questa montagna si ritrovano ancora delle vaste grotte, di cui una parte é adibita a sepolcri. Ció prova che questo era il sito di una cittá. Lo testimoniano le dimore appena descritte che, presenti sulla cima della montagna, ne costituivano la parte principale." Ma fu poi l'archeologo Paolo Orsi a indagare per primo la possibile funzione. Egli ipotizzó un uso come cisterna per l'approvvigionamento delle acque, utilizzate dai soldati presenti nell'area fortificata. Lungo il monte infatti sono visibili i resti di fortificazioni di epoca greca che lasciano immaginare un uso prettamente militare dell'area da cui si domina la piana di Catania e la cittá di Lentini. La struttura venne successivamente riutilizzata dai bizantini che la convertirono in chiesa. Difatti sono visibili alcune tracce di affresco in alcune colonne, seppure ormai non leggibili. In tutta l'area sono visibili diverse strutture ipogeiche di non chiaro utilizzo e un piccolo tempio di Demetra e Kore. Dopo Paolo Orsi il sito non é piú stato oggetto di rilievi archeologici e per questa ragione sono scarse le informazioni. Tuttavia é anche ipotizzabile una funzione diversa della struttura, non come vasca ma come granaio. Il sito viene spesso associato all'antica Brikinnai citata da Tucidide ne La guerra del Peloponneso. Tuttavia l'assenza di elementi oggettivi e di rilievi archeologici non permette alcuna certezza. Evidenti sono le tracce di scavi illegali compiuti in tutto il monte.
Da Wikipedia
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Indicazioni percorso:
Dalla strada provinciale SP69ii (vedi mappa).

Come arrivare all'inizio del sentiero:
Indirizzo di partenza:

(es.: Via Nazionale, 87, 00184 Roma, Italia)

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(*) Distanza, misurata in km, in linea d'area dall'inizio del sentiero.
(**) Distanza, misurata in km, in linea d'area dalla fine del sentiero.